Diamanti e bambini in Sierra Leone

L’estrazione di diamanti è una delle attività economiche chiave in Sierra Leone e largamente responsabile del decennio di guerra civile Un paese guidato dai donatori
Dieci anni di guerra in Sierra Leone hanno lasciato il paese danneggiato e impoverito. Più di 50.000 persone sono state uccise, metà della popolazione espatriata e più dei due terzi delle sue infrastrutture, già gravemente limitate, ulteriormente danneggiate.

La fine di questo lungo conflitto civile che è durato un decennio significa l’enorme compito di una ricostruzione e di un recupero economico. Malgrado tutti i guadagni fatti nel disarmo e nella smobilitazione e l’estensione progressiva dell’autorità governativa e il consolidamento della pace, i problemi del paese sono ancora enormi.
L’economia della Sierra Leone, molto ridotta e improduttiva, dipende fondamentalmente dal supporto dei donatori. La vita media presunta raggiunge i 37 anni.
Con un prodotto interno lordo pro capite di circa 140 dollari statunitensi, il livello del reddito della Sierra Leone è molto inferiore alla media dei paesi dell’Africa sub-Sahariana.
Anche tenendo conto dell’andamento di crescita progettato e un miglioramento atteso in termini economici, la Sierra Leone sembra resti, per il futuro, un paese guidato dai donatori.

La guerra
La guerra in Sierra Leone è cominciata nel 1991 e fin dall’inizio, i bambini sono stati reclutati come soldati in tutti i fronti e da tutte le fazioni. Più di 10.000 bambini, all’età di 8 anni sono diventati soldati intransigenti. Per quanto poco, la guerra in Sierra Leone non è stata ne una ribellione, nel senso di una rivolta interna, ne motivata da fini politici. Piuttosto essa è stata guidata largamente dall’ingordigia e da interessi economici criminali. I bambini sono stati usati come procura in un gioco malvagio dai signori della guerra e dai loro comandanti. Molti di loro sono stati prigionieri delle fazioni guerreggianti, lavorando in condizioni che possono essere solo descritte come lavori forzati o vincoli forzati perfino nei confronti dei loro amici e parenti.

Diamanti

L’estrazione di diamanti è una delle attività economiche chiave in Sierra Leone e largamente responsabile del decennio di guerra civile. Il distretto di Kono, che si trova nella zona orientale del paese, è il più rinomato per l’estrazione di diamanti. Ad ogni modo, l’estrazione di diamanti è un’attività che si svolge nei distretti di di Bo e Pujehun nel sud e nel distretto di Kailahun a est. Alcune estrazioni vengono fatte anche nel Nord. Prima della guerra, l’estrazione di diamanti occupava una proporzione piuttosto grande della popolazione, includendo giovani e bambini. Quando la situazione economica è peggiorata su scala nazionale, sempre più gente, compresi i bambini erano attratti nelle miniere di diamanti.
I bambini venivano solitamente impiegati nelle miniere in giovane età, inizialmente con un lavoro part-time, ma alla fine venivano assorbiti a tempo pieno da questo lavoro, interferendo in tal modo con la loro educazione o qualsiasi altra possibilità che promettesse loro un futuro migliore. Alcuni che avevano un buon profitto a scuola, hanno tuttavia dovuto abbandonare gli studi per seguire i loro coetanei che fugacemente diventavano ricchi e ammirati.
Questa ricerca per il guadagno veloce tra giovani e bambini spiega in parte il tasso di abbandono della scuola superiore e il coinvolgimento dei bambini nella guerra.

Il coinvolgimento dei bambini
La guerra ha aggravato il coinvolgimento dei bambini nelle attività di estrazione. Il distretto di Kono è diventato un obbiettivo della guerra per i suoi diamanti. Una volta occupato, Kono è diventato una base per i signori della guerra e per i magnate dei diamanti. Nel distretto di Kono e altrove, molti bambini sono stati catturati e costretti nelle forze combattenti.
Quei bambini catturati non in grado di combattere sono stati utilizzati nel lavoro schiavizzato.
I bambini combattenti e gli altri bambini rapiti alla fine trovarono la loro strada nelle miniere, cercando fortuna per i loro commando.
Molta gente, incluso i bambini, che è fuggita dal distretto di Kono per rifugi più sicuri, è ritornata e ora affondano le ginocchia nelle acque fangose per le gemme in una ricerca per rimpiazzare la proprietà perduta durante la guerra.

Abuso sui bambini
Ci sono bambini usati dai loro genitori e parenti e dai boss delle squadre avide solo per i loro egoistici guadagni. Chiaramente non si trovano nelle miniere per loro volontà. Questo è un vero atto d’abuso che sconfina nello sfruttamento. Altri bambini sono diventati sognatori, attendendo con ansia il giorno in cui diventeranno milionari.
Tuttavia il buon senso detta che questi bambini non realizzeranno questi sogni, come la maggior parte dei vantaggi delle attività in miniera porterà un vantaggio solo ai finanzieri, che si trovano molto lontano dalle fosse delle miniere.
Alla fine questi bambini saranno abbandonati quando diventerà troppo tardi acquisire ogni abilità o tornare ad una qualsiasi educazione formale facendo sì che diventino un fardello sociale ed economico per la società.
Molti di loro sono molto giovani, ciò significa che non sono fisicamente preparati a sforzi fisici. Se tutto ciò verrà permesso senza alcun freno, questi bambini saranno fisicamente rovinati quando raggiungeranno la maturità.
Molti hanno abbandonato ogni forma di istruzione per l’estrazione di diamanti.

Sfruttatori libanesi
Malgrado la grande ricchezza minerale del paese, la maggior parte della popolazione della Sierra Leone vive con meno di un dollaro al giorno.
Quasi tutto il reddito dei diamanti della Sierra Leone finisce nelle mani dei contrabbandieri che li acquistano illegalmente e a prezzi relativamente bassi dai minatori e dai signori della guerra che reclutano i bambini a un basso costo.
Gli immigrati libanesi in Sierra Leone hanno anche contribuito in modo significativo nel commercio dei diamanti. Hanno iniziato ad arrivare in Sierra Leone metà del XIX secolo.
Oggi l’immagine in Sierra Leone dei libanesi di sfruttatori e di persone senza scrupoli è così diffusa, che è diventata uno stereotipo.
Circa l’80% dell’economia della Sierra Leone è controllata dai cittadini stranieri di estrazione asiatica, incluso i libanesi e gli indiani.
Per attirare questi bambini nelle miniere, i libanesi mostrano loro gadgets elettronici economici e scadenti ma attraenti, per la maggior parte provenienti dalla Cina e dalla Malesia. Li offrono loro gratuitamente per imbrogliare potenziali minatori, per la maggior parte giovani e bambini.

DDR
La Sierra Leone avrebbe potuto aver disarmato e smobilitato decine di migliaia di ex combattenti, incluso bambini, ma i programmi di reintegrazione per riportarli nella società civilizzata si sta movendo lentamente.
Nei distretti di Kono e Kenema, le due aree più produttive di diamanti, si trovano questi ex combattenti impegnati nell’estrazione di diamanti e una maggior parte di persone con poco o nulla da fare.

I portatori di pace dell’ONU
Il governo ha espresso il desiderio di proibire l’estrazione nel distretto di Kono, ma questa proibizione è stata ignorata.
Nella strada tra Yengema e Koidu, si possono vedere molti uomini, compresi bambini, che sprofondano fino alla vita nei ruscelli fangosi e con il setaccio setacciano tra sassolini e sporcizia alla ricerca dei diamanti. Questo succede davanti agli occhi dei portatori di pace dell’Onu. Il loro mandato, dicono gli stessi, è di portare sicurezza a Kono e non include imporre la proibizione dell’estrazione dalle miniere.
Il governo ha espresso ottimismo che con l’imminente ritorno del ricco distretto di diamanti Kono sotto il controllo del governo, saranno in grado di trarre più benefici dall’esportazione dei diamanti.
Con la distruzione delle scuole, un alto tasso di abbandono degli studi e poco interesse a questo, i bambini nell’area di produzione dei diamanti in Sierra Leone vedono il loro futuro ronzare intorno all’estrazione e alla vendita dei diamanti e sperano di diventare ricchi all’improvviso.
L’effetto del commercio dei diamanti continua ad essere un continuo affare per i bambini.
Non c’è alcuna soluzione in vista.
Il governo e le associazioni umanitarie stanno ancora brancolando nel buio al fine di trovare qualche strategia per allontanare questi bambini dalle miniere.

Tratto da http://www.awoko.com, nostra la traduzione