il Corano / Ruh e nafs

Spirito, anima, occhi e cuore

Nella rivelazione coranica il termine ruh, tradotto normalmente con spirito, compare in tutto venti volte (poche). È legato a due contesti: alla creazione dell’uomo e a quello della rivelazione. Creazione e rivelazione sono dunque l’ambito dove lo Spirito agisce:

– creazione dell’uomo (3 versetti)
«Quindi gli ha dato forma e ha insufflato in lui del Suo Spirito. Vi ha dato l’udito, gli occhi e i cuori. Quanto poco siete riconoscenti!» (32,9).

– creazione del Profeta Gesù, pace su di lui (7 versetti su 20 in cui compare il termine parlano di Gesù e Maria, pace su di loro)
«A Gesù figlio di Maria abbiamo dato prove chiare e lo abbiamo coadiuvato con lo Spirito di Santità…» (2,253).

Lo Spirito veicola la rivelazione:
«Lo ha fatto scendere lo Spirito di Santità, con la verità inviata dal tuo Signore, per rafforzare coloro che credono, come guida e buona novella per i musulmani…» (16,102).

Lo Spirito rende saldi, è Spirito di santità:
«Egli ha impresso la fede nei loro cuori li ha rafforzati con uno spirito proveniente da Lui…» (58,22).
Lo Spirito è dunque nel Corano una realtà misteriosa, di cui sappiamo poco, procede dall’’ordine del mio Signore e non avete ricevuto che ben poca scienza a riguardo… Ma creazione e rivelazione si compiono attraverso di Lui, per volontà dell’Onnipotente.

Nafs

Il termine nafs invece compare un grandissimo numero di volte, sia al singolare che al plurale. Cerchiamo di fare emergere i suoi tratti principali come ci appare dai versetti coranici.
Origini: nei versetti che riguardano la creazione vengono sottolineate due cose molto importanti: l’unità del genere maschile e femminile e di tutta l’umanità derivata, da una sola nafs che è al tempo « … Suo Spirito… l’udito, gli occhi e i cuori…».
«Temete il Signore che vi ha creato da una sola nafs…» (4,1).
Ci dicono anche come il peccato sia in verità un andare contro se stessi, contro la propria nafs, e la salvezza avviene dalla Misericordia di Allah, attraverso il pentimento
Chi agisce male o è ingiusto verso la sua anima e poi implora il perdono di Allah, troverà Allah perdonatore, Misericordioso (4,110).

Storia terrena

Questo concetto è ribadito un numero considerevole di volte, chi pecca lo fa a proprio danno: perché l’anima è qualcosa di donato, come un tesoro iniziale donato da Dio con la vita stessa, su cui noi abbiamo potere, possiamo seguire il male o il bene, questa terra è il laboratorio della “possibile salvezza”.
«E conosciamo ciò che gli sussurra l’animo suo…» (50,16).
«Chi è sulla retta via lo è per se stesso e chi se ne allontana lo fa solo a suo danno…» (10,108).
La storia di Giuseppe è un esempio delle scelte della fragilità e forza della nafs, quando si appoggia a Dio:
«Egli l’ha resa folle d’amore. Ci sembra che abbia del tutto smarrita la sua nafs…» (12,30).
Nessuno è tenuto a dare ciò che non ha, Dio è giusto e vuole solo il bene:
« Allah non impone a nessun’anima un carico al di là delle sue capacità…» (2,286).
La nafs è sacra, viene da Dio, nessuno può uccidere un’anima impunemente, solo Dio può dare la morte:
«Nessuna anima muore se non con il permesso di Allah…» (3,145).
«Che chiunque uccida un uomo… sarà come avesse uccisa l’umanità intera…» (5,32).

Il Giudizio

Viene il giorno in cui non si potrà più cambiare l’orientamento della propria nafs:
«Colà ( nel giorno del giudizio ndr) ogni anima subirà le conseguenze di quello che già fece…» (10,30).
La nafs è dunque l’essere umano, ma non è una materia inerte, preordinata, contiene un dover essere che la guida verso la sua realizzazione. Per la sua fragilità l’uomo a volte non ascolta la voce di questa istanza, ma segue “i suoi sussurri”, nella rivelazione coranica, infatti, l’uomo è salvato nella misura in cui si abbandona a Dio. Come ben dice Giuseppe, pace su di lui, l’anima è propensa al male, smarrisce la strada, è una realtà in combattimento. «In verità abbiamo creato l’uomo perché combatta», in un dover farsi. Solo nel timore profondo di Dio, si evita l’ingiustizia.
Il Ruh, dona la vita all’uomo e gli parla le parole di Dio, affinché questa stessa vita, da Lui animata giunga al suo porto.

«Straordinaria vicenda
quella dei figli di Adamo.
Creati per contenere qualcosa dello Spirito,
distratti o corrotti ne trascurano spesso l’esistenza.
Polmoni senza aria, cuori senza sangue,
conducono un’asfittica, sincopata esistenza
senza neppure capirne la ragione.    
Talvolta un raggio di luce risveglia…».

(da “Luci prima della luce”di Hamza R. Piccardo, Al Hikma, Imperia 2006)

Hamza R. Piccardo
Segretario nazionale dell’Unione delle Comunità e
Organizzazioni Islamiche in Italia (Ucoii)