Il diritto universale alla salute

Scorrendo le pagine di Madrugada

Cara lettrice, caro lettore,
c’è chi vince e chi perde, nel campionato mondiale di calcio le sorprese sono molte. Speravamo che Trippettoni ci regalasse un pallone d’oro e ci siamo trovati i nostri di pezza dorata, ma è solo questione di flussi, forse la prossima volta…
Ma adesso concentrati su Giuseppe Stoppiglia in controcorrente, Senza regole, senza limiti, liberi. I giovani oggi sono senza vincoli, le parole hanno perduto significato e le cose insieme; la violenza ha invaso i nostri territori, e forse anche noi siamo diventati dei rambo, o simpatizzanti, perché ci sembrano l’ultima baluardo della vita.
Di sopravvivenza, invece, vive gran parte dell’umanità, come argomenta il monografico su Lo stato di salute nel mondo.
Dentro il guscio Eduardo Missoni ci presenta La salute nell’agenda mondiale, che parte dal 1948 con le decisioni della comunità internazionale, fino ad oggi purtroppo disattese, incomplete, a volte fuorvianti rispetto al concetto di salute come «condizione fisica, mentale e sociale» e non solo come assenza di malattia.
Interessante, anche se ristretto all’ambito occidentale la scrittura di Stefano Reggio ne I farmaci: efficacia, consumo e mercato, in cui l’autore tratteggia l’utilizzo delle medicine da parte nostra per il benessere più che per la salute. Esempio simpatico e sintomatico di questo atteggiamento: il viagra.
Segue l’articolo di Marzia Franzetti in salute, Africa con l’articolo C’è posto per l’Africa nel XXI secolo?, in cui dopo aver denunciato la modestia degli interventi dell’Occidente, il mercato dei farmaci a costi troppo alti, propone una funzione articolata della cooperazione.
Chiude il monografico un secondo articolo di Eduardo Missoni su salute, terzo mondo in Cosa si fa per il Terzo Mondo in cui si denuncia una strategia di intervento, che parte dalla comunità internazionale, si mescola con l’attività dei privati, per formare le partnership globali pubblico-privato, che preferiscono un intervento mirato e verticale, rispetto ad uno che rispetti il paese di intervento, e favoriscono la cura di malattie specifiche rispetto alla promozione della salute in senso pieno: vale a dire che si avvicinano all’affamato-malato sempre con tanto di stetoscopio e numero trentatre, quando forse servirebbe…
Abbiamo inserito una nuova rubrica, itinerari, di Alessandro Bresolin, che ci racconta di Bruxelles attraverso il percorso di due libri ed un fumetto.
Segue la rubrica "il piccolo principe", occupata da Egidio Cardini, con la scrittura ironica de Il marciapiede degli "stracomunitari" dove compaiono prostitute, meninos, italiani spaesati e giulivi, volti sorridenti e tragici sul gran mercatone della striscia di passaggio, di passeggio, di struscio, liberale, liberista, cinica.
Non credere siano scomparse le rubriche diario minimo e luoghi, perché ci sono gli anni sabbatici e gli anni della fatica; ma tu, lavori sempre?
Da non tralasciare il punto di mezzo, sempre asportabile come la pizza, l’inserto dell’Osservatorio con Le risposte alla globalizzazione, a cura del Gruppo di Lugano.
Saltellando arrivi al quasi finale, con la cronaca della festa di Taranto descritta da Betty Di Nucci con Generare una stella danzante, in memoria di Angelica Sansone, sul percorso da lei tracciato e oltre.
Conclude la cronaca nazionale di Macondo e dintorni con il cronista declassato.
Il numero quarantasei è illustrato dal servizio fotografico di Andrea Bordin, cui segue nello sfondo una breve didascalia di commento.
La mia fatica è conclusa, ora comincia la tua. Prendi e leggi, prendi e mangia!