il dolore degli altri – seconda parte

È molto bello passeggiare nell’avenida paulista, mi sembra di essere a New York tra i grattacieli della quinta strada.” José Serra, governatore dello Stato de São Paulo

Ci sono riusciti. Non ho niente da dire, ridire, né tanto meno da obiettare. L’effetto è notevole: il color fango chiaro domina l’insieme della composizione, da lontano e da vicino il commento è unanime, sembra vero. È vero. Le figure ad altezza d’uomo, tra gli uomini. Manichini vestiti di stracci. Ma stracci non sono, sono sacchi, cuciti e ritagliati appositamente per dare l’idea di stracci. I manichini vestiti in quel modo, esposti al sole, al vento, alla pioggia, al giorno e alla notte, resisteranno per le due settimane previste. Anche la capanna, la mattina di Natale, è intatta. Il presepio è stato inaugurato come si deve, alla presenza degli autori e, a debita distanza, di coloro che con esso conviveranno nei prossimi giorni. L’espressione neutra di ciascuno dei personaggi, non diminuisce il pathos e il significato del momento che si è voluto rappresentare.

Sui gradini della cattedrale oggi, come sempre, bivacca il dolore degli altri. Sono decine in fila, quasi trecento. È l’ennesimo censimento del comune. La mattina di Natale. Sono sbucati dai sotterranei della super città di cui andiamo fieri. Vorrei chiedere al governatore se oggi anche a Time Square fanno il censimento comunale degli uomini di strada. Gli ultimi dati parlavano di tredicimila persone. Nel famoso file in powerpoint che illustra la super città delle mille meraviglie questo dato non è menzionato. Decine sono seduti sui gradini della cattedrale. Il presepio fa parte della scena. Tra i manichini pastori, i poveri in carne ed ossa, il solito ubriaco con cane rognoso al seguito, urla alla folla che è tutta colpa di Lula. Il bambino nella mangiatoia fasciato di stracci, come Maria e José, tra un canonico bue e un rassegnato asino. Un ragazzo entra nella capanna a grandezza naturale, appoggia accanto a José un enorme sacco. Si forma una nuova fila. Due file in piazza, quella del censimento e questa nuova formatasi in un istante. “C’è il numero 40?”, domanda il primo arrivato. Il ragazzo rovista nel sacco. “Eccolo”, “Grazie e che Dio ti benedica”. “Un paio di pantaloni che i miei son tutti bucati” fa il secondo. Il ragazzo con un’occhiata esperta misura altezza e peso dell’uomo e subito sceglie dal sacco un paio di jeans che gli allunga immediatamente. La capanna di bambù col tetto di paglia e foglie di palma diventa punto di distribuzione di indumenti. Qualcuno ha fame, chiede un pezzo di pane. Il ragazzo sorride e apre le braccia in segno di impotenza. Oggi vestiti, il pane forse stasera. Alcuni cartelli sparsi qua e là tra i manichini pastori e poveri veri dicono che oggi è Natale anche per i tredicimila senza-tetto; oggi è Natale anche per i milioni di concittadini che vivono nelle favelas della super città del mio file in powerpoint; oggi è Natale per le migliaia di ragazzi del carcere minorile; anche per i meninos de rua, oggi è Natale. I cartelli, i manichini vestiti di stracci color fango chiaro, i poveri veri in fila per il censimento, i poveri veri seduti sui gradini, i poveri veri in fila per gli indumenti, gli urli dell’ubriaco. È Natale per tutti. Un cartello all’entrata della capanna: i manichini sono stati donati dalla boutique Gnam Gnam; gli indumenti color fango chiaro che vestono i manichini e che fanno un effetto così suggestivo, signora mia, sono una donazione della boutique Glù Glù. E se Gesù vestisse Prada? Meno male che nessuno si è azzardato a dirlo chiaramente, se la sono cavata con un generico “i manichini”. Le boutique Gnam Gnam e Glù Glù hanno le loro sedi prestigiose nella strada più lussuosa della città, accanto ai negozi di Ferrari e Maserati. La strada dove, secondo l’opinione di chi se ne intende “neanche a Parigi sei trattato così bene”. Ad inaugurare il presepio, oltre ai padroni, signor Gnam e signor Glù, erano presenti autorità religiose e civili. Le guardie del corpo di Glù e Gnam con occhiali neri e radio trasmittente auricolare ai quattro angoli della gradinata. I discorsi sono quelli che la circostanza impone. Lo spirito di Natale propagato in tutti i centri commerciali della città, invade il cuore di tutti i presenti. I manichini immobili vestiti di stracci, i poveri veri tenuti a distanza per non disturbare la cerimonia, sa com’è signora mia, non vorrei che quell’ubriaco di sempre e quel suo cane rognoso…

Dove e, soprattutto, quando comincia il dolore degli altri?