In periferia di Fortaleza nasce una banca esemplare

Il 20 gennaio del 1998, l’Associação de Moradores diede vita alla Palma$, la banca popolare di Conjunto Palmeira. Il Conjunto Palmeira è un quartiere della zona sud di Fortaleza con 30.000 abitanti.
La povertà economica è generale e l’80% della popolazione ha una rendita familiare inferiore a due salari minimi. Il 95% degli abitanti possiede, al massimo ,la licenza elementare.
Nel 1973 cominciarono ad arrivare i primi abitanti. Costruirono le loro baracche e nacque una grande favela. Non c’era rete fognaria, acqua ed energia elettrica.
La Associação de Moradores (associazione dei residenti) del Conjunto Palmeira è stata fondata nel 1981.
Subito cominciò ad organizzare mobilitazioni e lotte popolari per migliorare le condizioni di vita nel quartiere.
Così, il quartiere si urbanizzò e divenne più abitabile. Ma, malgrado i 30 mila abitanti, il commercio locale non si sviluppava perché il denaro non circolava nel quartiere.

Il Banco Palma$
Il 20 gennaio del 1998, l’Associação de Moradores diede vita alla Palma$, la banca popolare di Conjunto Palmeira. Una banca diversa, totalmente amministrata e diretta dai leader comunitari del bairro e installata in una piccola sala della sede dell’associazione.

Consumo locale
Il Banco Palma$ è rivolto alla solidarietà della produzione e al consumo locale. Possiede una linea di microcredito per chi vuole creare o ampliare un piccolo negozio e un’altra linea che finanzia che vuole comprare i prodotti del quartiere. In questo modo, il capitale circola all’interno del quartiere e promuove la crescita economica.
Per finanziare il consumo locale la Banca ha creato una sua carta di credito : la PalmaCard. Questa carta, valida solo all’interno del Conjunto Palmeira stimola le famiglie ad acquistare i prodotti del quartiere.
Tutti i clienti della banca devono essere soci della’associazione e partecipare alle attività comunitarie.

Obiettivi strategici
* Dare impulso ad una strategia locale per affrontare la povertà dentro la logica della crescita economica con uguaglianza sociale.
* Riscatto della solidarietà, approvando e valorizzando le potenzialità del quartiere.
* Rinforzare e promuovere spazi di articolazione e di dialogo tra governo locale e società civile, proponendo di fortificare le relazioni e la costituzione di politiche pubbliche.

La missione istituzionale del Banco Palma$ è combattere la povertà economica in modo alternativo. La solidarietà e il principio base. Si creano così strumenti economici che possono essere incorporati dal potere pubblico.

Successi collettivi
* 400 famiglie hanno ricevuto la PalmaCard.
* 94 punti commerciali sono catastati e accettano la card.
* 450 microcrediti per la produzione e la commercializzazione sono stati concessi a piccoli negozi attivi.
* 60 crediti per la ristrutturazione delle abitazioni sono state concesse.
* 20 donne partecipano al mercato dei prodotti del Banco Palma$.
* Un centro di collocamento e scambi solidali di servizi e prodotti.
* Una scuola di socioeconomia solidale, recentemente creata dalla banca.

Gli esiti.
* Il numero dei soci alla Associação de Moradores è passato da 500 a 1300
* Riscatto del sentimento di autostima, solidarietà e cittadinanza tra le famiglie povere del quartiere.
* Apertura di spazi di convivenza tra Associação de Moradores e potere pubblico, potenziando le conquiste a favore del quartiere.
* La vendita dei prodotti locali sono aumentate del 40%.
* Cento nuovi posti di lavoro creati.
* Migliorate qualitativamente le abitazioni.
* Riduzione del numero di mendicanti nella comunità.

Le difficoltà.
* Le attività della banca "soffocano" le lotte popolari dell’associazione.
* Poca capacità gestionale dell’equipe (i leader comunitari)
* Tasso di interesse basso, incompatibile con i tassi di interesse del mercato.
* Portafoglio piccolo e tassi di interesse bassi, creano difficoltà a sostenere il progetto.
* Vulnerabilità della rete di solidarietà (produzione e consumo locale) davanti alla congiuntura economica del paese.

articolo tratto dal mensile "O Girassol" della Rede Brasileira da Socioeconomia Solidária, Gennaio 2001. Nostra la traduzione