Interscambio sociale e forme di servizio volontario tra i giovani del nord e del sud del mondo (adozioni a distanza e altre forme)

Il cuore aperto e generoso è una delle caratteristiche di quel momento felice e ricolmo di speranza della vita dell’uomo che si chiama "giovinezza". Il giovane, nello stesso tempo in cui vive le scoperte fondamentali riguardo a sé stesso, si apre alla ricerca delle realtà che lo circondano e alla ricerca di un riferimento per il proprio futuro. Il cuore aperto e generoso è una delle caratteristiche di quel momento felice e ricolmo di speranza della vita dell’uomo che si chiama "giovinezza". Il giovane, nello stesso tempo in cui vive le scoperte fondamentali riguardo a sé stesso, si apre alla ricerca delle realtà che lo circondano e alla ricerca di un riferimento per il proprio futuro.
E’ proprio allora che scopre l’altro, ne intuisce le diversità e prende coscienza delle limitazioni, delle carenze e delle ingiustizie che segnano la vita di quelli che, esclusi, vivono ai margini dei diritti di cittadinanza.
La naturale esuberanza della gioventù favorisce la generosità, la dedicazione, la consegna di sé per le cause che rappresentano una sfida e infine la lotta per l’ideale della giustizia, che il sentimento della compassione trasforma nella solidarietà.
Penso che sia questa la motivazione del volontariato.
Nella mia esperienza ho visto concretizzarsi tutto questo attraverso la Chiesa, che, attenta agli squilibri prodotti dall’ingiustizia, ascoltando gli appelli dello Spirito, non smette di aprire strade ai missionari che cercano questi focolai di sofferenza e denunciano al mondo dove si è rotta l’Alleanza di Dio con la Sua Creatura e chi e che cosa stia distruggendo il piano del Creatore. Spesso è il giovane che ascolta questa denuncia e parte, rispondendo all’appello della sua coscienza.
Il Nord del mondo è ricco e potente, domina e spoglia il Sud di questo pianeta.
E’ principalmente da là che partono i giovani, attratti dal clamore dei poveri.
Tuttavia, approssimandosi a noi del Sud, questi avvertono immediatamente le differenze. Ai poveri mancano i beni materiali, il conforto e le comodità offerti dalle strutture degli Stati ricchi e potenti, però essi sentono presto che questi poveri, superando quello che i ricchi giudicano essenziale, sopravvivono con poco, anche se sono limitati nella loro possibilità di sapere, non sprizzano di salute, non conoscono le migliori tecnologie e non ne godono. Però hanno ricchezze delle quali non si rendono conto, ma che magnetizzano, incantano e appassionano, arricchendoli molto gli stessi volontari.
In questo modo si realizza l’interscambio sociale, culturale e spirituale, dove ognuno diventa un dono per l’altro per le sue conoscenze, che sono diverse, per i suoi sentimenti, per i suoi valori culturali, per la sua fede, per la sua speranza e per il suo amore. Nord e Sud del mondo si incontrano annunciando che si può senz’altro avere unità, uguaglianza, mutuo arricchimento e donazione reciproca, perché l’essere umano, anche se dotato di differenze casuali, ha la stessa essenza, la stessa origine e la stessa vocazione alla felicità, perché ha uno stesso e unico Padre.
Sono cose semplici, che mi chiamano alla tensione e che mi fanno intuire il valore e la profondità dell’interscambio sociale tra i giovani del Nord e del Sud del mondo.
1. La distanza spaziale scompare. La differenza linguistica non è una difficoltà. Quella dei costumi si trasforma in curiosità piacevole. La novità del modo di essere del nostro popolo, così aperto, naturale ed espressivo, per molti diventa felicità e scoperta di una nuova e inusitata condizione spirituale.
2. All’arrivo il volontario si sente accolto, ma soffre l’impatto della mancanza di conforto, del clima difficile, della diversa alimentazione. Alla partenza tutti piangono e pensano già di tornare un giorno.
3. Nel suo Paese al ritorno egli intuisce che non è più lo stesso, che la sua vita è cambiata e che non si adagerà mai, dal momento che ha lasciato qualcosa di sé stesso a quelli che avevano giustamente bisogno di quello che egli stesso ha saputo diventare: solidale con loro.

Sarà sempre preoccupato di quello che ha visto, ha sentito e ha vissuto, cercando di fare qualcosa per cambiare l’ingiustizia che ha percepito molto da vicino. La sua azione e la sua testimonianza susciteranno nuovi volontari. Il suo passaggio in mezzo a quel popolo è restato segnato dall’amore e dalla gratitudine di chi si è sentito, per merito di questi eroi del coraggio e dell’amore, un essere importante ed è riuscito, con il coraggio che gli è stato comunicato, a comprendere la propria dignità.
Un’altra forma di interscambio sociale è l’"adozione a distanza", che unisce intimamente e definitivamente famiglie e persone del Nord del mondo con bambini indifesi e sofferenti del Sud. Nel momento in cui conosce, attraverso fotografie e un breve profilo della vita, il padrino si sensibilizza, si appassiona, si impegna e stabilisce un vincolo profondo e indelebile con un bambino, che molte volte, ancora assai piccolo, non può avvertire la sua indigenza né l’amore del padrino, né tantomeno la felice trama di amore che lo investe. Successivamente coglierà una felicità che, da lì a poco, scoprirà e saprà assimilare nella storia della sua vita.
Quando il bambino è adottato a un’età che gli consenta di comprendere che cosa gli sta accadendo, sente l’impulso della speranza e si sente sostenuto non soltanto economicamente, ma affettivamente, diventando più sicuro e tutelato nel suo sviluppo. Pensa spesso: "Ho un padrino che non conosco personalmente, ma so che lui è con me e mi incoraggia a crescere".
Io ho avuto la felicità di capire tutto questo, perché leggo le corrispondenze che devo tradurre ed è una felicità molto grande.
Vedo la speranza che il bambino sperimenta verso il futuro, vedo il padrino che a volte viene a conoscere personalmente il suo affiliato, vedo la fotografia dell’affiliato nella casa del suo padrino e quella della famiglia del padrino nella casa dell’affiliato.
Ho già visto padrini portare in Italia i loro affiliati e seguirli fino alla maggiore età, perché definitivamente legati a loro e alla loro famiglia. Ormai il bambino non si sente più escluso.
Questa è una forma di interscambio che oltrepassa la barriera del tempo della dedicazione, perché comprende la vita e costruisce la storia dei protagonisti: quella del Nord, che si trasforma nell’impegno a favore del Sud, che non si sente più materialmente solo, ma affettivamente e psicologicamente forte, sicuro, equilibrato.
C’è ancora un’altra forma di interscambio Nord-Sud. E’ il mantenimento dei Progetti Sociali da parte delle Organizzazioni Non Governative (ONG) che si formano nel Nord, dove è più possibile accedere ai beni materiali con il denaro e così consentire il lavoro sociale di sviluppo dei popoli esclusi.
Purtroppo queste ONG, che sono generose nei finanziamenti per terreni, costruzioni e strutture, sono ancora timorose nel finanziamento di attività che molte volte sembrano invisibili per il fatto che non c’è chi possa metterle in atto con continuità.
Il mantenimento e il lavoro di figure professionali in alcuni progetti (come nel caso di coloro i quali si occupano dello sviluppo dei bambini) è importante così come ciò che serve per la loro formazione.
Un lavoro socio-educativo con i bambini e con gli adolescenti non potrà mai essere autosostenibile.
Questo è il grande problema che avvertono le ONG del Sud nella lotta per la cittadinanza dei più piccoli.
Vi ringrazio per questa opportunità unica che mi avete dato ancora una volta, facendomi sentire "partner" di Macondo, così da poter dire "la nostra Macondo", con il santo orgoglio di appartenere a un gruppo che sa fare ciò che vuole vedere realizzato.
Con l’auspicio di un mondo giusto e solidale in cammino e nella felicità di abbracciare tutti gli esseri umani come fratelli.
Molte grazie.

"O Bicho"

Vi ontem um bicho
Na imundice do pátio
Catando comida entre os detritos.
Quando achava alguma coisa,
Não examinava nem cheirava:
Engolia com voracidade.
O bicho não era um cão,
Não era um gato,
Não era um rato.
O bicho, meu Deus, era um homem!"

(Manuel Bandeira)

Adma Cassab Fadel lavora come animatrice a Rio de Janeiro per il recupero dei bambini di strada. Ha fondato l’associazione Amar