Laicità, ovvero credere diversamente

Fa freddo d’inverno e sembra una banalità, però se ne è accorto anche il ministro. Se l’inverno è avaro di frutti, Madrugada in questo numero offre due perle: il monografico sulla laicità e il confronto delle religioni sul corpo. Ma forse tu preferisci il gas. A tutto gas dunque. E andiamo veloci, come i sette nani al rientro.

Apre il cammino Giuseppe Stoppiglia, piè veloce, con il controcorrente Dio ti dà il volto, sorridere tocca a te, che sarà il motivo che ci accompagnerà fino alla festa di maggio. Qui nel testo si sviluppa attraverso il racconto di storie vere e nei loro volti.

Ti passo lo zaino dei rifornimenti; non pesa molto, lo puoi portare. Contiene prodotti unici, firmati: Laicità ed etica di Franco Monaco, uno scritto chiaro, quasi didascalico, sull’utilità di interrogarsi, sulle condizioni atte ad assicurare un ethos condiviso, a non rassegnarsi all’idea di etiche separate o addirittura all’assenza di ragioni forti a fondamento della vita di una comunità.

Mario Tronti con Politica e laicità scrive cosa manifesta e cosa nasconde la parola laico, e ne espone i significati: senso critico e libertà di giudizio da coltivare con strumenti culturali via via aggiornati nella coscienza mutante attraversata dagli avvenimenti temporali.

Nel fondo dello zaino trovi Impensata nozione di Maurizio Ciampa, che scorre le varie interpretazioni della parola e del pensiero che la sottende.

Segue la rubrica Scritture a confronto, che ha per oggetto il corpo; con il contributo di Yarona Pinhas, Roberto Hamza Piccardo e Agnese Mascetti.

A questo punto seguono le rubriche rubiconde, rubizze, ché fa freddo e il naso arrossisce. E ciascuno porta la sua. Ci contiamo che poi non dicano che eravamo diecimila, mentre che eravamo ventimila.

Fulvio Cortese procede a passo misurato, tiene un piccolo contenitore; un cofanetto dal quale si raccolgono cose nuove e cose antiche (non mi si imputi il furto della citazione) sul diritto, sui diritti umani con attenzione all’uomo concreto.

Egidio Cardini tiene i pugni chiusi nei guanti di lana, stringe due carte una per mano, batto sulle nocche e mi apre il pugno di destra per chi guarda, sinistra per chi vede. A sorte mi tocca l’Inter e mi sfugge Maddalena: Sorella Inter ovvero Perdere vincendo.

Segue Giovanni Realdi che contesta la semplificazione del complesso; di Edipo? Non faccia lo spiritoso; della complessità sociale che si vuole sempre sintetizzare a scapito della realtà, con il titolo: Muoversi tra le ombre cinesi. Un’intelligenza binaria non basta.

Viene da Bruxelles, ma vive con Nunzia a Napoli, Alessandro Bresolin. Il suo cartello è Bruxelles e le trasformazioni urbane ed è la descrizione di una proposta urbanistica, che cambia un quartiere lo rende abitabile, mantiene i vecchi abitanti e non cede alla speculazione.

Il nostro direttore Francesco Monini, corteggiato e desiderato, ma sempre amato, risponde infine all’ultima chiamata: a lungo atteso, ci invia al fotofinish il suo diario minimo, come sempre una piccola perla per la nostra rivista.

Sara Deganello parla un poco brasiliano e lancia su di un cartello: “Meninos de Rua”, un interrogativo nascosto, che non trova risposte, solo raccoglie sotto il ponte di un cavalcavia un bacio inaspettato e un ballo struggente, che la tiene, che ci tiene al passo.

Conclude la cronaca dell’espositore che si sovrappone.

Copre tutto lo spazio visivo, in contrasto con la par condicio, il servizio fotografico di Luca Bonacini.

E chiudo per esaurimento del gas. E quando fa freddo, abbassate i termosifoni. Risparmiate! lettori, risparmiate!