L’Amazzonia al centro delle brame internazionali

In un certo modo noi, originari dell’Amazzonia, continuiamo a essere quello che erano i nostri antenati, i Tupinambás e i Tamoios, nel XVI secolo, quando i Portoghesi hanno invaso il Brasile. Continuiamo a essere accoglienti, ricettivi, disarmati, consegnando le nostre ricchezze a chi viene da fuori, dal Sud come dall’estero, in cambio di niente. 1. In un certo modo noi, originari dell’Amazzonia, continuiamo a essere quello che erano i nostri antenati, i Tupinambás e i Tamoios, nel XVI secolo, quando i Portoghesi hanno invaso il Brasile. Continuiamo a essere accoglienti, ricettivi, disarmati, consegnando le nostre ricchezze a chi viene da fuori, dal Sud come dall’estero, in cambio di niente. Ci portano via l’oro, il ferro, il legno, la biodiversità, i pesci ornamentali e noi li aiutiamo ancora a imballarli.
Quando un "caboclo" o una mulatta brasiliana o un abitante dell’Amazzonia arriva a Miami o a Milano, ha bisogno di mostrare documenti e ancora documenti e poi altri documenti, é osservato con il sospetto che sia narcotrafficante o prostituta; nella migliore delle ipotesi é accolto con curiosità per essere di un Paese esotico, qualcuno che viene da fuori da quel mondo chiamato con arroganza "mondo occidentale".
Invece, quando in Amazzonia un uomo bianco, europeo o anche giapponese con cappellino e macchina fotografica, arriva a Santarém o a Parintins, é ricevuto con un sorriso e con la porta aperta. Lo straniero é sempre accolto come inoffensivo e come colui che sta per lasciare qualche monetina.
2. Ma, dietro il turista, arriva l’ONG (Organizzazione Non Governativa), arrivano i ricercatori, le imprese estrattive, le "joint ventures", che comperano le imprese pubbliche, organizzano lo sfruttamento dei minatori e addirittura impediscono ai nativi di avvicinarsi senza un permesso, e alla fine arriva il FMI (Fondo Monetario Internazionale), che impone le sue regole di sottomissione.
Ecco come ciascuno di questi opera in Amazzonia:
a. Le ONG
In Amazzonia ci sono ONG efficienti ed efficaci. Sono impegnate per la vita e per la sopravvivenza del loro popolo, difendono l’ambiente, ma, nonostante questo, dipendono dal sostegno economico del Primo Mondo. Questo appoggio finanziario, di volta in volta, giunge a provocare una sottomissione ai criteri di questo Primo Mondo e alle sue forme di controllo, ivi compreso perfino un orientamento ideologico. C’é addirittura chi esige l’accompagnamento di un supervisore del Paese che finanzia l’ONG, come per il Governo italiano e per quello tedesco.
Da un’altra parte ci sono ONG opportuniste o sottomesse, che fanno il gioco degli interessi stranieri in cambio di denaro.
b. I ricercatori
Entrano con passaporto vistato e permessi ufficiali di istituzioni del Governo brasiliano. Alcuni si installano con grande disponibilità finanziaria, assumono tecnici locali per il lavoro nei campi e portano loro uomini di fiducia per raccogliere quello che interessa loro (la biodiversità dell’Amazzonia) per le loro tesi di dottorato o per brevettare quello che portano via da qui, facendolo passare come propria invenzione. In questo modo hanno già portato via la medicina popolare dei nativi, i cosmetici e le essenze vegetali della foresta. Esempi di tutto questo esistono già a Santarém e sono l’IPAM (Istituto di Ricerca sull’Amazzonia) e lo LBA (di cui non si conosce l’esatto significato della sigla, ma si dice che si stiano studiando gli effetti dell’inquinamento atmosferico sulla foresta). Queste sono due entità ufficialmente sostenute dal Governo brasiliano. Nessuno può entrare nel "loro territorio" per fare un controllo o una visita. I risultati delle loro ricerche non sono accessibili al popolo.
c. Le imprese estrattive
In Rondônia c’erano varie miniere da alcuni anni. Migliaia di poveri disoccupati correvano nella foresta alla ricerca dei minerali, che garantivano denaro. Addomesticata la foresta, é entrato il Governo Federale, che, con la sua polizia, ha espulso le migliaia di minatori e ha consegnato ufficialmente lo sfruttamento minerario alle imprese straniere. Lo stesso processo si sta verificando nelle miniere di oro della Valle del Rio Tapajós. Fino a dieci anni fa migliaia di poveri sono accorsi alla ricerca delle miniere. Adesso sono stati evacuati e lo sfruttamento dei minerali é stata consegnata alle imprese tecnologicamente avanzate. Stanno guadagnando molto denaro, senza peraltro avere bisogno di molta manodopera di poveri. Costoro tornano frustrati alle loro case in campagna o si trasformano in venditori ambulanti, abitando nelle periferie delle città più vicine.
d. Le "joint ventures"
La dipendenza brasiliana dal capitale straniero e la costante rielezione di Governi sottomessi alla strategia neoliberale hanno portato allo smantellamento delle imprese pubbliche, buona parte delle quali ben strutturate e redditizie. Molte sono state vendute all’asta a prezzi inferiori a quelli reali. In questo modo abbiamo assistito alle privatizzazioni delle imprese estrattive della "Mina" e della "Carajás do Vale do Rio Doce", della distributrice di energia elettrica "Celpa do Pará" e dell’impresa di telecomunicazioni "Telepará", oggi nelle mani di Spagnoli e di Portoghesi con dirigenti brasiliani. Le principali imprese di estrazione della bauxite, come la "Albrás" e la "Alunorte", sono nelle mani dei Giapponesi, mentre la "Alcoa", nel Maranhao, é nelle mani di Olandesi e di Statunitensi.
e. Il G-7
I sette Paesi più ricchi del mondo sono preoccupati per l’Amazzonia. Dopo la Conferenza Mondiale sull’Ambiente, la "ECO ’92", hanno deciso di investire sull’Amazzonia per preservarla. Tuttavia questa non é stata una decisione generosa e altruista. In primo luogo il G-7 é costituito dai Paesi più inquinanti della Terra. Gli europei e i Giapponesi rivelano un po’ più di coscienza sulla catastrofe che l’inquinamento sta causando al pianeta.
Vogliono attenuare la disgrazia, anche senza voler arrestare il loro inquinamento industriale e automobilistico. Gli Statunitensi, responsabili del 25% dell’inquinamento del pianeta, si rifiutano di sottoscrivere il trattato di disinquinamento e vogliono controllare l’Amazzonia. Il G-7 arriva perfino a destinare buone risorse in Amazzonia per preservarla, riforestarla e conservarla. Fanno questo, d’intesa con il Governo brasiliano, attraverso la Segreteria per l’Amazzonia. Nello stesso tempo sono le industrie di questi Paesi quelle che più assorbono il legno della foresta amazzonica.
f. Le imprese del legno
Forse oggi la maggiore fonte di distruzione della foresta amazzonica sono le imprese di sfruttamento del legno. Solo nello Stato brasiliano del Pará ci sono più di 1.500 imprese del legno. Tra queste, svariate sono straniere: francesi, thailandesi, sud-coreane e malesiane. Secondo alcuni ricercatori dell’INPA (Istituto di Ricerche sull’Amazzonia), se continuerà lo sfruttamento del legno al ritmo odierno, tra vent’anni non ci sarà più foresta vergine in Brasile.
g. Il FMI – Fondo Monetario Internazionale
Oggi il FMI é il grande controllore delle economie dei Paesi periferici e, tra questi, di quella del Brasile. Ha provocato l’indebitamento delle economie dei Paesi emergenti. Ha approfittato dei Governi corrotti e sottomessi e adesso chiede il prezzo di questi debiti, che vanno al di là del solo denaro. L’Amazzonia é al centro di queste brame internazionali. Qui ci sono le maggiori fonti di acqua potabile del pianeta (pari al 20% del totale), la più ricca biodiversità e la scienza accumulata dai popoli nativi. Il FMI, al servizio eminentemente del potere nordamericano, é uno degli strumenti di controllo della Colombia, del Perù, della Bolivia e del Brasile, per l’appunto Paesi amazzonici. Per il momento il Venezuela é l’unica eccezione. Questa sottomissione del Governo del Presidente Fernando Henrique Cardoso ha portato all’ingresso del SIVAM (Sistema di Vigilanza dell’Amazzonia), installato dall’industria nordamericana all’entrata in vigore del famigerato "Piano Colombia", con l’occupazione di basi militari dell’Ecuador e con il controllo della Bolivia da parte di forze degli USA.
h. Le vie di comunicazione
Precisamente nel Pará c’é l’obiettivo delle imprese multinazionali di controllare le vie di comunicazione rappresentate dalle idrovie del Tocantins-Araguaia e del Teles-Pires-Tapajós, così come c’é interesse per l’asfaltatura della strada federale Santarém-Cuiabá. A questo proposito sono interessate la "Monsanto" e la "Cargill", maggiori esportatrici di grano, e l’industri "Maggi", anch’essa in società con capitale straniero. Infatti si sono già proposte per ottenere la concessione governativa per costruire con capitale privato queste vie utili all’esportazione. Controllando queste vie, le stesse controllano la manodopera dei minatori e l’esportazione di soia dal Mato Grosso e successivamente gestiranno il commercio del grano che stanno piantando nell’Ovest del Pará.

3. Che cosa sta accadendo di positivo in Amazzonia?
La società civile comincia a svegliarsi. Alcune ONG sono venute allo scoperto e hanno denunciato l’espropriazione della terra. Ma non soltanto ONG. Vediamo nel dettaglio.
a. Il Ministero Pubblico Federale é stato uno strumento di cittadinanza molto importante nella regione, specialmente con alcuni Procuratori della Repubblica giovani e audaci. In seguito al loro coraggio sono già stati bloccati progetti altamente dannosi per l’Amazzonia, come, tra molti, l’idrovia Teles-Pires-Tapajós e la centrale idroelettrica di Belo Monte, nello Xingú.
b. La CPT – Commissione Pastorale della Terra é stata un baluardo nella denuncia contro la violenza nei campi e contro le morti di "leaders" di lavoratori rurali. E’ più ascoltata all’estero che non in Brasile.
c. La resistenza dei popoli indigeni nella regione é ancora fragile, ma é già in essere nella difesa delle loro terre e della loro cultura. I più battaglieri sono i Mundurucus, nella Valle del Rio Tapajós e i Kayapós, nello Xingú.
d. La Conferenza Pan-Amazzonica si é svolta a Belém, nel Pará, in questi giorni. E’ stata forse uno dei principali eventi che ha aggregato le forze della società civile del Pará, del Brasile, dell’America del Sud e del mondo per una reazione organizzata contro l’invasione neoliberale dell’Amazzonia. Sono state affrontate questioni come quelle dell’acqua potabile, della difesa della biodiversità della regione, dell’invasione nordamericana attraverso il "Piano Colombia" e dell’installazione di una base spaziale ad Alcântara, nel Maranhao. Soltanto l’unità di forze nazionali e internazionali, di gruppi e di istituzioni che lavorano per sostituire il sistema neoliberale rappresenta ciò che potrà cambiare le relazioni tra le nazioni e tra il Nord e il Sud del mondo.
e. I migliori segni di speranza per l’Amazzonia sono i movimenti organizzati e attivi, oltre la nuova esperienza democratica che si sta vivendo oggi in Venezuela. Tra i movimenti si distinguono le guerriglie in Colombia, il movimento indigeno in Ecuador, il Movimento dei Senza Terra in Brasile, la più forte e organizzata forma di resistenza della società civile in Brasile.
f. Importantissimo per la strategia di cambiamento nelle relazioni tra il Nord e il Sud del mondo é il nuovo Governo venezuelano. Lì si sta realizzando un’esperienza di Governo rivolto alla maggioranza della popolazione, con un inizio di riforma agraria come smantellamento del sistema di sfruttamento delle "élites" nazionali di quel Paese. Il Presidente Hugo Chávez, nonostante sia un militare di carriera, rivela una temerarietà molto grande e ha come carta vincente il quarto maggiore giacimento di petrolio del mondo. Subisce una pressione molto forte da parte delle "élites" locali e il boicottaggio perverso degli USA, attraverso la famigerata CIA. Se le forze di solidarietà del mondo non gli daranno un sostegno massiccio, potrà ripetersi lo stesso crimine commesso nel Cile di Allende.
g. L’esperienza della guerriglia in Colombia é un altro segnale di speranza nel cambiamento delle relazioni tra il Nord e il Sud del mondo. Anche se le FARC hanno i loro grandi limiti, come peraltro ogni movimento che lotta per il governo, non si può ignorare la continuità e l’avanzamento della loro lotta. Hanno alle spalle quarant’anni di lotta, con un terzo del territorio conquistato, alla ricerca di una nuova forma di organizzazione politica della società colombiana. Più recente é stato lo sforzo di sedersi al tavolo del dialogo di pace con il Governo. La presenza della guerriglia colombiana é così importante che l’impero "yankee" sta versando milioni di dollari al Governo corrotto di Pastrana per sconfiggere la stessa guerriglia. Dobbiamo analizzare con maggiore attenzione la guerriglia colombiana, dandole tutto l’appoggio possibile.
h. Le elezioni generali che si terranno in Brasile nel prossimo Ottobre sono un altro punto di speranza per le relazioni tra il Nord e il Sud del mondo. Nel caso in cui l’opposizione giungesse a conquistare il governo, può schiudersi un nuovo panorama. Il cambiamento del modo di governare é ciò che si aspetta. E’ vero che il partito con la maggiore prospettiva di conquistare il governo, il Partito dei Lavoratori (PT), non ha ancora esposto chiaramente tutto il suo programma elettorale. Certe ambiguità si librano ancora nell’aria e la destra sfrutta ogni punto che possa indebolire il partito, ma il momento politico é molto propizio per un cambiamento di governo. Un modello nazionale indipendente dal FMI, che usi la sua "leadership" in America Latina per rafforzare il Mercosul e per rompere con l’ALCA, deve investire la grande ricchezza del Paese nella creazione di posti di lavoro, di un progetto educativo, di un piano sanitario e di una riforma agraria. Verificandosi tutto questo, certamente le relazioni con il Nord del mondo saranno più rispettose e meno caratterizzate dalla dipendenza.
i. Infine un altro segnale di speranza é l’organizzazione degli indigeni che lottano per la propria indipendenza e dignità. Oggi le organizzazioni proliferano nei quattro angoli del Brasile: la COIABE, i Pataxós, i Guaranis, i Mundurucus. Esse godono del sostegno forte e impegnato del CIMI (Consiglio Indigenista Missionario) e stanno creando una coscienza unitaria, forzando il Governo ad agire, anche se controvoglia, per la difesa della loro autonomia.

– Oggi si può sognare con i piedi per terra, nonostante il neoliberalismo continui ancora a schiacciare i Paesi periferici e a distruggere il pianeta con l’inquinamento, e ormai si intravede un orizzonte di cambiamento e di un nuovo ordine mondiale. Il Forum Pan-Amazzonico e il II° Forum Sociale Mondiale sono i segni di questa speranza.

Edilberto Sena è un frate che lavora presso la cumunità cabocla del Lago Grande – Parà