Le Comunitá Ecclesiali di Base (CEBS) Oggi

Un documento che ci spiega l’evoluzione delle CEBs brasiliane. 1 Presentazione

L´Iser/ Assessoria, una ONG di Rio de Janeiro che da 20 anni accompagna la pastorale popolare, ha terminato una ricerca sul “Quotidiano delle CEBS” (Comunitá ecclesiali di base), e presenta in questo testo una sintesi dei risultati a partire dalla Relazione della ricerca. La proposta di fare questa ricerca é nata in un seminario per preparare il 10° incontro Interecclesiale. Alcuni partecipanti dicevano che era necessario “vedere come le CEBS si trovano di fatto e non solo da come appaiono negli incontri dei convegni Interecclesiali”. Speriamo che questo lavoro sia un contributo per la preparazione della 11° Interecclesiale delle CEBS.

2 Storia
Le Cebs sono sorte nel decennio 60 e 70 come una grande novitá. Loro rappresentavano una nuova forma di essere Chiesa. Si organizzano in forma democratica, riuniscono la gente per riflettere sulla Bibbia, celebrare la vita e lottare per la trasformazione della societá. Fin dall´inizio le Cebs sono presenti assieme ai movimenti sociali e hanno dato un contributo significativo al processo di democratizzazione e di costruzione della societá brasiliana dal punto di vista dei diritti sociali (cidadania).

Negli anni 90, in un quadro politico ed ecclesiale sfavorevole, le Cebs hanno subito cambiamenti significativi a tal punto che alcuni intellettuali annunciarono la loro fine. Di fatto la crisi del socialismo reale e soprattutto il propagarsi della politica di stile neoliberale e la recessione economica hanno avuto un importante riflesso nelle classi popolari e nella capacitá di mobilitazione di alcuni movimenti sociali molto articolati come le Cebs.
In campo ecclesiale l´avanzamento del progetto centralizzatore, operato dal Vaticano, provocó un rallentamento nel progetto di partecipazione, promosso dalla Chiesa Cattolica dell´America Latina. Dall´altra parte, cambiamenti nel campo religioso, specialmente la crescita del Pentecostalismo (setta evoluta del mondo protestante) e all´interno della Chiesa Cattolica del Movimento Carismatico, hanno modificato la dinamica delle Cebs. Questo nuovo quadro contestuale ha spostato il fuoco di attenzione dei mass media e degli intellettuali dando l´impressione di una crisi profonda nella vita delle Cebs. Di fatto non esistono dati oggettivi a livello nazionale per questa affermazione. C´é una continuitá e una vitalitá degli incontri diocesani, regionali e interecclesiali che sembra indicare, al contrario, che le Cebs sono attive. È certo che stanno passando per trasformazioni riguardo la forma di esistere e di agire, e è stato giustamente con l´obiettivo di comprendere questo processo, nel quotidiano delle comunitá, che si é proposta questa ricerca. La ricerca ha la pretesa di dare un contributo per conoscere meglio come stanno le Cebs, come vivono il giorno dopo giorno, come si organizzano, quello che fanno e come si stanno trasformando. Sono stati scelti tre temi principali: celebrazione, pratica sociale e politica, organizzazione comunitaria, tenendo conto, anche, le questioni di genere (maschile/femminile), etnia/colore, classe sociale, dirigenza.

La ricerca é stata realizzata nel 2003, in due stati, Rio de Janeiro e Minas Gerais, consiste in una analisi di 67 Cebs, di cui 31 dello stato di Rio de Janeiro e 36 in Minas Gerais, selezionate da un insieme di comunitá indicate dalle commissioni diocesane delle Cebs. Tutte loro hanno risposto ad un questionario. Oltre a questo hanno fatto uno studio di casi con 4 comunitá, una rurale e una urbana in ciascuno dei due stati. Queste hanno ricevuto la visita di un/a ricercatore/trice che per 15 giorni ha accompagnato le attivitá, intervistando i responsabili, conversando con le persone ed elaborando una relazione minuziosa del quotidiano di ciascuna delle comunitá di base.
Le informazioni e osservazioni dei ricercatori hanno contribuito molto all´analisi che qui sotto é presentata.

3 Conclusioni

1)Una prima conclusione della ricerca é che le Cebs sono una esperienza consolidata: la maggior parte delle comunitá ha tra 20 e 30 anni di esistenza. Due terzi delle comunitá considerano che stanno crescendo. L´altra parte – 22% – é piú giovane, é nata nell´ultimo decennio, e questo significa che il cammino delle Cebs continua. Questo sta a dire che contrariamente all´idea che si é diffusa nei mezzi di comunicazione e nei settori dell’universitá, le Cebs non sono cosa del passato: continuano vive e vegete.
2)Le Cebs che crescono sono quelle che aprono spazio per la partecipazione dei giovani. Dove la comunitá é dinamica, ci sono gruppi di giovani. Si osserva, inoltre, che in pochi luoghi si aprono spazi alla partecipazione di giovani nella gestione del potere: nel consiglio comunitario, per esempio. Questo é un aspetto di cui si deve porre attenzione, se si vogliono comunitá piú dinamiche.
3)Quando si esamina la professione e il reddito familiare, dei membri piú attivi (ministri, coordinatori, animatori), cosí come il grado di istruzione, si verifica che le Cebs in maggioranza sono costituite da membri della classe popolare e non c’è differenza significativa di classe sociale tra i mebri e i leader; ci sono persone di classe media, media alta; i miserabili sono una eccezione.
4)Le Cebs sono spazi privilegiati di esperienza religiosa: la ricerca ha dimostrato la centralitá della dimensione celebrativa nella vita quotidiana delle Cebs analizzate e il posto privilegiato che occupano nelle celebrazioni la Parola e i Sacramenti. C´é un’intensa vita di preghiera, rivelando una spiritualitá che mette insieme alla Bibbia la devozione del cattolicesimo popolare tradizionale con caratteristiche del Rinnovamento Carismatico Cattolico.
5)I ministeri laici sono fondamentali nella dinamica religiosa delle Cebs. I ministri e le ministre sono i principali mediatori del sacro nel quotidiano delle comunitá. Sono essi che presiedono le celebrazioni, pregano e animano il cammino delle comunitá. In questo senso le comunitá di base hanno contribuito decisivamente perché i laici e le laiche assumano un ruolo attivo, di protagonisti dentro la Chiesa.
6)Le Cebs sono spazio di comunione e di partecipazione. Praticamente in tutte le comunitá c´é un Consiglio Comunitario, costituito mediante elezione o per indicazione dei diversi gruppi o servizi esistenti. Questo mette in evidenza il carattere democratico delle Cebs, con un importante riflesso nella costruzione delle cittadinanza.
7)Si conferma un dato giá conosciuto: le donne sono la maggioranza nelle Comunitá (62%).Le Cebs contribuiscono in modo forte perché le donne prendano spazio e si é visto la loro importanza nella coordinazione delle comunitá, nei Ministeri (dell´Eucarestia, della Parola, del Battesimo, dove sono anche qui in maggioranza) e anche nei movimenti popolari come l’associazione dei “moradores” (di quartiere).
8)Il Movimento di Rinnovamento Carismatico Cattolico (RRC) é presente in un quarto delle comunitá analizzate. Anche dove il Movimento non é organizzato esercita una influenza perché arriva attraverso la radio e la televisione. Il contatto tra Cebs e RRC ha introdotto nuovi elementi nella celebrazione liturgiche, specialmente canti e gesti, ma ha anche dato origine ad una serie di tensioni. Se prima c´erano posizioni molto separate tra quelli che si identificavano con la “teologia della liberazione” e quelli che partecipavano al Movimento, oggi si percepisce una tendenza al dialogo, nonostante il clima di disputa continua.
9)In piú di due terzi delle comunitá, i membri partecipano a corsi e dibattiti. I corsi sono uno strumento importante per la formazione dei membri della comunitá. L´importanza di queste attivitá formative ci deve portare a riflettere sui mezzi che si possono sviluppare per far arrivare direttamente alle comunitá stesse, corsi, incontri, dibattiti, accessibili solamente ad alcuni dei membri perché normalmente sono realizzati in luoghi differenti, piú centrali. Prima di tutto sarebbe utile che i corsi arrivassero in comunitá piccole e distanti. Altra possibilitá che puó essere sviluppata sarebbe quella di poter offrire corsi di educazione a distanza. Le comunitá giá utilizzano da vari anni le possibilitá offerte dai video educativi. Le informazioni, le comunicazioni giá arrivano attraverso internet (nel computer della parrocchia, di un sindacato o di una ONG). Si potrebbe fare un passo in avanti con le varie modalitá della educazione a distanza. In questo caso, la preoccupazione non dovrebbe essere la forma di verifica (voti), ma la possibilitá di dialogo con una tipo di supervisione.
10)Le Cebs continuano ad esercitare un ruolo attivo nella societá. Sviluppano sia attivitá assistenziali fino ad azioni trasformatrici, atraverso la mobilizzazione e il coinvolgimento in associazioni, sindacati, partiti politici. La campagna nazionale come “Grito dos Excluidos” (Grido degli esclusi), la mobilizzazione contro l´ALCA (Accordo di libero commercio dell’America), il movimento contro il pagamento del debito estero, hanno ricevuto un forte impulso per la partecipazione delle comunitá. Si osserva che dentro le forme di azione sociale e politiche, negli ultimi anni si é aperto uno spazio di inserimento che sono i Consigli specialmente di settore o di municipio. In questo senso le Cebs sono state un vasto movimento di educazione popolare, contribuendo per il protagonismo dei settori popolari, per la formazione di cittadini attivi e coinvolti, per la nascita di leader, per la trasformazione sociale, in una propsettiva di allargamento della partecipazione e di democratizzazione della societá.

Rio de Janeiro, marzo 2004-07-09
(Ivo Lesbaupin, Lucia Ribeiro, Nevio Fiorin, Solange Rodrigues)

*Tradotto da Mauro Furlan. Foglio presentato da Nevio Fiorin, nell´incontro del 17 giugno 2004 alle ore 19 nella sala parrocchiale della cattedrale di Duque de Caxias, organizzato da Sebastião Bernardino de Andrade con Gaetano Farinelli e Carmine di Sante, alla presenza di vari animatori delle comunitá di Base di Duque de Caxias.