Mors tua vita mea

Giusto per non sembrare faziosi, pubblichiamo un’elogio alla guerra. (D’accordo non è venuto un gran che, ma per noi è difficile scovarne la bellezza…) La guerra è giusta!

E secondo me han torto marcio i vecchi pacifisti nel cercare la pace, sbagliano i "no-global" a contestare la guerra e, così pure i residui umanitari del parlamento italiano che hanno detto no al gioco bellico; sbaglia anche la madre del soldato, impaurita dalla prossima partenza di suo figlio al fronte: lo aspetta la promozione!

Hanno torto tutti questi soggetti perché la guerra è un punto saldo della nostra società e ha la funzione di portare nuova linfa alla modernizzazione tecnologica, allo sviluppo democratico pieno di libertà e, inoltre, serve a dare la possibilità all’uomo (meglio se occidentale) di espressione dei suoi valori.

Per fortuna nell’ultimo secolo ci sono state due guerre mondiali rigeneratrici e qualche decina di altri conflitti che hanno ridato energie alla ricerca scientifica, all’utilizzo della fiacca e imbelle natura intorno a noi, alle possibilità per alcune regioni del mondo di insegnare alle altre cos’è la civiltà, finalmente con la capitalizzazione delle risorse locali.

Per queste e altre ragioni altamente umanitarie (es. l’apertura di altre parti del mondo al commercio mondiale monopolistico), ritengo ingiusto gridare contro la guerra attuale, che ha il pregio di aprire la strada verso la libertà per i riottosi fondamentalisti afgani, di portare la civiltà a quei popoli dell’Asia centrale che hanno solo materie prime e non hanno le conoscenze per sfruttarle: non c’è rosa (libertà di commercio) senza spine (qualche decina di migliaia di cenciosi afgani) !

E’ buonismo ipocrita pensare che la guerra sia un male: risolve i contrasti tra Stati (eliminiamo l’errore-orrore dell’Italia che nella sua Costituzione all’art. 11 dice che "ripudia la guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali"!), fa aumentare i budgets delle industrie delle armi (mors tua…), consente di creare nuove commissioni che controllino la democrazia nei paesi "liberati dai cattivi", può far tornare in auge le economie trafelate di alcuni paesi e, soprattutto, da a ogni paese moderno e civile la sua Borsa valori. Cosa vogliamo di più?

Se ci sono alcuni "status" difficili da coniugare, tipo: l’impero con la cittadinanza attiva per tutti gli uomini della terra, la libertà di dominio con la sovranità politica locale, l’opulenza di alcuni con il vivere dignitoso di tutti, l’economia di controllo con il rispetto per le economie native, perché dovremmo farlo noi, gli evoluti del pianeta?

Viva la santa guerra dell’Occidente contro Bin Laden, creazione sfuggita di mano agli apprendisti stregoni della finanza mondiale.

Auguri a tutti noi.