Natale 2009

Hola amigas/os!
Lunedì. Non uno dei tanti, ma quello della settimana del Natale. Per me, che di fretta mi sto recando al lavoro, comincia male, la bici è sgonfia. Prendo la pompa e comincio a gonfiare quando, con uno  sguardo preoccupato,  si avvicina la padrona di casa dicendomi che fuori c’è un giovanotto che chiede di noi. È “Ugo” un ex nats, ora quasi ventenne. Saluto. Noto dallo sguardo inebetito che non è in gran forma. Todo bien? Gli domando. Ha farfugliato un sì. Vuoi salire? Altro sì. Lo faccio accomodare e spiego alla mia compagna che Ugo desidera parlare con lei. Saluto entrambi e mi reco pedalando  al lavoro. Dopo un’ora chiamo. Ugo sta dormendo. È da giovedì che non fa ritorno a casa. Ha ricominciato a suonare il basso in una piccola band. Quindi a bere e giocare al bingo. Di notte suonare, poi bere, giocare, bere, giocare, bere, giocare, notte. Suonare e ricominciare la tiritera. Lunedì mattina l’uomo è distrutto fisicamente e al verde. Ha vergogna di ritornare a casa e chiamare la morosa che sabato lo ha aspettato invano. Dormirà un giorno e una notte. Gli ho detto che se anche quest’anno Gesù rinasce è per dirgli che anche l’uomo può rinascere dopo aver sperimentato la morte dell’anima, dopo aver toccato il fondo. Si può ripartire. E questo è anche  il mio augurio per tutti voi. Il Natale come periodo per una ripartenza. Si può anche  aiutare qualcuno a ripartire, a dargli una alternativa  per migliorarsi e di pensare che c’è un futuro possibile. Da vivere. Buon Natale. Con amistad, Fiore

Santa Cruz 24 dic. 09