Semplicemente cristiano

Le scelte della Chiesa romana analizzate criticamente da un laico.

Gli ultimi documenti di Benedetto XVI e della Congregazione della Dottrina hanno aumentato la tristezza che ho espresso nel testo precedente e ho avuto difficoltà, per alcuni giorni, di scrivere in proposito, non per timore, ma per lasciar passare  un momento di indignazione che non aiutava a ritrovare lucidità.  C'è stato recentemente un incontro ecumenico di teologi in Belo Horizonte, non so ancora cos'è stato detto lì, specialmente dai cattolici.  C'è un'auto censura in molti, fino a un certo punto giustificabile, di coloro che coprono ruoli importanti, per timore di perdere la licenza di insegnare nelle università cattoliche. La colpa è fondamentalmente della struttura ecclesiastica  autoritaria. Nel tempo della dittatura molti si ammutolirono per poter restare nel paese, ma grazie a questo poterono, nelle periferie, lavorare per un'apertura.  Allora compete a noi, laici liberi, parlare chiaramente, "opportuna e inopportunamente" come chiese Paolo.
Il cardinale Newman  ha scritto che, nel IV secolo, tempo in cui l'arianesimo guadagnava terreno, la maggioranza dei vescovi era di questa tendenza e lo stesso papa era alle strette1. La Chiesa fu salvata dal "consenso dei fedeli". Padre Congar, citando il testo, aggiunse "e dall'azione dei teologi"2. Oggi ci chiediamo: Chi sono coloro che manifesteranno oggi? Pochi, è chiaro. Leonardo Boff ha risposto provocatoriamente: "Chi sovverte il concilio: L.Boff o il cardinal J.Ratzinger?"3 Il mio caro fratello Marcelo Barros, dopo la Dominum Jesus, inviò una lettera a suo fratello Giovanni Paolo (fratello si, "servo dei servi", non tanto supremo pontefice, titolo di origine pagana) e fu fortemente criticato dalla presidenza della CNBB. Avremo tra noi, a breve, Hans Küng. Vedremo quello che avrà da dire.
Alcuni anni fa il grande e compianto teologo uruguaiano Juan Luis Segundo  ha scritto una fortissima "risposta al cardinal Ratzinger", disvelando il carattere ideologico di una teologia nordeuropea, e alla fine disse "in questa lotta mortale, condotta con una grande dose di risentimento o, meglio, da una teologia  dipendente da una politica senza speranza, noi latinoamericani non ci riconosciamo la nostra realtà, nemmeno la stessa realtà europea che sostenta… il documento" (prima Istruzione Ratzinger sulla teologia della liberazione4).
Sono sicuro che, a voce bassa, molti vescovi e teologi discordano dagli ultimi testi sul latino e l'esclusività della Chiesa romana. Il vescovo francese Jacques Gaillot, che ha perso la sua diocesi di Evreux e ha creato la diocesi virtuale di Partenia, ha scritto un libro dal titolo  "Il mondo grida, la chiesa sussurra"5. Non entro adesso per disquisire della esegesi dei testi, per salvare questa o quella espressione, tentando di abbassare o esaltare, voglio unirmi al clima di mal-essere e di scandalo delle altre Chiese (Chiese si). I cammini ecumentici sono stati sabotati  e con essi anche quelli del dialogo interreligioso. il Papa ha detto in Brasile che possiede la verità piena chi crede in Dio e in Gesù Cristo. E ora completa: la Chiesa cattolica ha la proprietà privata della verità.  Ci stiamo avvicinando pericolosamente ad un'antica espressione oggi  scartata "fuori della Chiesa cattolica non c'è salvezza". Come Leonardo Boff ha provato, stiamo regredendo a prima del Vaticano II e del clima che il buon papa Giovanni creò nel convocare un concilio che, nella sua intenzione originale, aveva per missione ritrovare l'unità cristiana. Chi si è allontanato dalla Chiesa, dopo il Vaticano II, sono stati i conservatori tradizionalisti.  Ma verso di loro questo Papa ha dimostrato enorme misericordia. Questa parola ha alla fine il significato di cuore. Forse verso di  loro è incline il cuore di Ratzinger. Ha mancato di misericordia davanti a Jon Sobrino, con una cristologia tanto legittima come quella del teologo Ratzinger, che vi scrisse un libro sull'argomento "non come papa ma come teologo"6. Quanto siamo lontani dal cuore di Giovanni XXIII!
Il cardinal Newman, dopo il Vaticano I, scrisse in una lettera: "Pio (Pio IX,  che potrebbe essere oggi Benedetto o Giovanni Paolo) non è l'ultimo dei papi. Un altro papa e un altro concilio proseguiranno l'opera"7. E parlò, in un altro celebre testo, di sviluppo della dottrina nella storia,  oggi congelata in relazione ai temi del ministero (alle donne  e a persone sposate), della sessualità e della riproduzione, del celibato ecc… D'altra parte, il cardinal Ratzinger, in un articolo passato, ha espresso ammirazione per il cardinale Newman.
C'era, all'inizio del Secolo XX, un papa semplice e di intelligenza limitata, Pio X, fatto santo, che sotto la guida del cardinale spagnolo Merry del Val, chiuse la Chiesa al modernismo. E sorse una società segreta integrista, Sodalitium Pianum, con tendenzza inquisitoriale. Dopo di loro venne Benedetto XV, che sbloccò il tema,  dissolse la società  e allontanò il suo capo, Benigni. Inolte, il cardinale Dalla Chiesa, in quel momento nuovo papa, scoprì che, poco prima, venne denunciato come modernista. Giovanni Paolo II nuovamente si irrigidì nella teologia. Solo che il suo consigliere e orientatore, all'inizio del secolo seguente, al contrario del caso precedente, divenne suo successore, con il nome di Benedetto XVI, in antitesi all'altro Benedetto. Prima Leone XIII aveva lasciato da parte il syllabus antimoderno di Pio IX. E Giovanni XXIII, parlando di una "insperata primavera" (1960), liberò i migliori teologi del suo tempo,  ammutoliti dalla Humani Generis di Poi XII (1950). Ora che viviamo un nuovo inverno8, cosa avremo davanti? Dobbiamo vivere sempre in questa altalena inquietante e corrosiva?
Come membro del "popolo di Dio" (Vaticano II) voglio aiutare, dal mio canto, a preparare il concilio di Gerusalemme II come lo sognò don Hélder Câmara. Jerusalemme I ruppe il ghetto della Chiesa dei circoncisi, grazie alla forza di Paolo e, dopo una prima esitazione, di Pietro contro Giacomo, "fratello" di Gesù (si legga gli Atti degli Apostoli, cap.15). Adesso si pretende di costruire un nuovo ghetto romano. Nel mio caso, seguo dentro la Chiesa Cattolica Romana, per me, tradizionale e storicamente la più piena, con amore e impazienza filiale, ma mi rifiuto di parlare a voce bassa. In molte automobili brasiliane si legge: "Sono orgoglioso di essere cattolico". Accecata di arroganza e trionfalismo, nel momento in cui la Chiesa romana, negli Stati Uniti si dissangua  finanziariamente a causa della pedofilia di molti sacerdoti. Il celibato obbligatorio ha prodotto in molti una sessualità malata e criminale9.
Se mi chiedono chi sono, risponderei: "sono Cristiano, membro di una delle varie denominazioni cristiane, che dovrebbero e dovranno cercare l'unità." Don Mauro Morelli si dichiarò  vescovo cristiano di confessione cattolico-romana. La Chiesa una e santa è la Chiesa cristiana: questa chiesa, oggi a pezzi, è anche peccatrice,  "sancta e meretrix", come dicevano i Padri del primi secoli. Voglio dar questa testimonianza ai fratelli  imprecisamente chiamati separati e dire, da dentro della mia Chiesa, che essa dovrebbe esseere “semper reformanda”, non importando chi fu l'autore dell'espressione.
Il film Coeurs è stato tradotto così "Paure private in luoghi pubblici".  Allontaniamo queste paure da poco (la petite peur de Mounier)10 per dire nel recinto pubblico della mia Chiesa: come Cristiano non posso lasciar cadere la lotta per l'ecumenismo e per il dialogo inter-religioso.

Luiz Alberto Gómez de Souza
Sociologo

 

 

 

1 The Rambler, revista inglesa de julho de 1859. Ver Jean Guitton, L’Église des laïcs, Paris, DDB, 1953.
2 Yves Congar, Jalons pour une théologie du laïcat, Paris, Cerf, 1954, p. 395.
3 L. Boff, texto na Internet, Bolrede, 12 de julho de 2007.
4 Juan Luis Segundo, Teologia de la liberación. Respuesta al cardenal Ratzinger,  Madri, Cristiandad, 1985, 195 páginas. Ver p. 193.
5 Jacques Gaillot, Le monde crie, l’Église murmure, Paris, Sylos Alternatives, 1991. Ver  também, Ce que je crois, Paris, Grasset – Desclée, 1996 ; Église virtuelle. Église de l’an 2000. Un  evêque au royaume d’Internet, Paris, Albin Michel, 1999.
6 Bento XVI, Jesus de Nazaré, Rio, Planeta do Brasil, 2007.
7 Carta de 3 de abril de 1871. Ver L. A. Gómez de Souza, Do Vaticano II a um novo concílio? O olhar de um cristão leigo sobre a Igreja, São Paulo, Loyola – Ed. Rede da Paz – Ceris, 2004. p. 22.
8  J. B. Libânio, Inverno na Igreja. Anos 80, Tempo e Presença, nº 249, jan.-fev. de 1990.
9  Peter Steinfelds, jornalista católico romano, A people adrift (à deriva). The crisis of the Catholic Church in America, Nova York, Simon & Schuster, 2003.
10  Emmanuel Mounier, La petite peur du XXème siècle, Paris, Ed.du  Seuil, 1949.

Alle note dell'autore aggiungiamo, per maggior chiarezza:

Leonardo Boff: ex frate francescano, è un teologo, filosofo e scrittore brasiliano di fama mondiale.

Marcelo Barros: è uno dei più noti biblisti brasiliani e teologo fra i più stimati a livello internazionale.

Dominum Jesus: dichiarazione  circa l'unicità e l'universalità salvifica di Gesù Cristo e della chiesa, 6 agosto 2000.

CNBB:  Conferenza Nazionale dei Vescovi brasiliani.

Hans Küng: è un teologo e sacerdote cattolico svizzero. È noto soprattutto per le sue posizioni, spesso in contrasto con la dottrina ufficiale della Chiesa cattolica in campo teologico e morale.

Jon Sobrino: è un teologo gesuita spagnolo.  Papa Benedetto XVI, alla vigilia del suo primo viaggio in America Latina (maggio 2007), ha condannato il teologo gesuita Jon Sobrino. Sobrino è accusato del fatto che nelle sue opere teologiche non dà un’enfasi sufficiente alla coscienza divina del Gesù storico. Per questo gli è stato proibito di far lezione di teologia e tutti i suoi scritti futuri dovranno essere sottoposti ad una previa censura vaticana.

Modernismo: movimento di pensiero cattolico operante tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento, che cercava una conciliazione tra filosofia moderna e la teologia cristiana.

Hélder Câmara: è stato arcivescovo della Chiesa cattolica nella Arcidiocesi di Olinda e Recife; è considerato una delle più grandi figure cattoliche del XX secolo.

Mauro Morelli: vescovo emerito della diocesi di Duque de Caxias