Un compleanno di riflessione: il Pt ha 27 anni

E’ stato un programma molto denso quello offerto ai dirigenti e ai militanti del Pt (Partido dos trabalhadores) in occasione dei 27 anni di questo partito che ha creato la democrazia in Brasile già dai tempi della dittatura,  e senza essere legato alla divisione del mondo est-ovest e anche non monoideologico, perché ha sempre ospitato più visioni del mondoCartas n <!– @page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } P { margin-bottom: 0.21cm } –> E’ stato un programma molto denso quello offerto ai dirigenti e ai militanti del Pt (Partido dos trabalhadores) in occasione dei 27 anni di questo partito che ha creato la democrazia in Brasile già dai tempi della dittatura,  e senza essere legato alla divisione del mondo est-ovest e anche non monoideologico, perché ha sempre ospitato più visioni del mondo, dal cattolicesimo della teologia della liberazione, ai filocastristi, dai semterra ai sindacalisti riformisti ecc.  Come a dire, il Pt di Lula ha nella sua matrice di nascita ciò che si vorrebbe in Italia per il nuovo Partito Democratico! Questo non ha certo creato la vita facile ai suoi militanti. Oggi la stampa brasiliana, quasi tutta poco molto critica e attenta alle gaffes del presidente metalmeccanico, insiste molto sulle sue divisioni interne, specie fra le due anime più lontane fra loro: quella che fa capo a José Dirceu del “Campo Majoritario” (dove si situava anche Lula), pragmatica e colpita dagli scandali delle “mensilità” nella pratica della tenuta delle alleanze di governo. E quella che fa capo a Tarso Genro, ministro delle Relazioni Interistituzionali e candidato a ministro della Giustizia, convinta che sia necessario “rifondare” il partito, facendogli ritrovare l’energia delle origini, con un rinsaldato ascolto ai movimenti e la netta differenziazione dei ruoli fra partito e stato.
A questo proposito proprio nei tre giorni del “compleanno” (8-9-10 febbraio), tenutosi nella magica città di Salvador da Bahia, già in festa per il Carnevale, sono circolati i documenti programmatici delle due aree.   E anche i loro leaders. Dirceu con il suo stile di aggregazione un po’ cospirativa e Tarso con la sua solita solarità politica. Il “Mensagem ao partido”, iniziato da lui e trasformato da molte “aggiunte” via internet è un chiaro manifesto, a nostro avviso, che proclama tre valori sottesi: la laicità dello stato (non come in Italia rispetto alle religioni che qui sono molte, almeno non così influenti sulle cariche istituzionali); un’ “etica repubblicana” che faccia recuperare al Pt le relazioni democratiche non solo al suo interno ma con la società brasiliana. Come a dire: diamo l’esempio e imprimiamo uno stile valido per tutti. Per questo obiettivo, il Mensagem invoca il confronto con l’intellighenzia “democratica e libertaria” del paese; infine, terzo valore: la trasparenza, che significa sia la non “egemonia assoluta” del gruppo dirigente sia la formalizzazione di regole chiare sia amministrative che di comportamento per i militanti.

Ma torniamo alla festa di compleanno! Si è iniziato con un Seminario su “Le sfide della sinistra latinoamericana e caribegna”, a sottolineare la vocazione del Brasile a portare avantio l’unità del continente sudamericano governato oggi da presidenti e governi di centrto sinistra. Cosa significa quest rispetto alla presenza Usa nel mondo e nelle Americhe? Cosa fare per tenere insieme vasti territori colpiti da povertà e richhezza in ugual modo? Come applicare la giustizia sociale? Come sostenere reciprocamente le lotte per l’emancipazione sociale? Non è sugli obiettivi che i governi del sud America de del caribe sono oggi divisi, è piuttosto sul modo di raggiungerli. E così ci sono stonature fra il linguaggio d’arrembaggio di Chavez e la cieca fiducia di Lula nella mediazione, fra  la seria astuzia politica di Kirchner e la ricerca di coerenze di Evo Morales, fra gli ex guerriglieri di Uruguai e Salvador ora impegnati sulla via istituzionale e il Messico del comandante Marcos. Del resto i segnali di capovolgimenti in America latina sono simboli di speranza per i più poveri: i nuovi presidenti sono donne (come la Bachelet in Cile), indigeni o ex operai… una vera rivoluzione che fino a dieci anni fa era impensabile.  L’unione latinoamericana è tuttavia una costruzione sofferta, quanto quella europea: crescere nelle differenze non è mai un’impresa semplice. E per lo il Brasile, già un continente di per sé, meno che mai: come è possibile, infatti, pensarsi un qualcosa di unito se non ci sono nemmeno strade, ferrovie o idrovie che uniscono i nord con i sud? E si sa, un cammino aperto è anche un passaggio potente per nuove idee…
A Salvador l’Unione sudamericana vissuta si vedeva oltre che nell’amicalità che sempre accompagna questi incontri, anche nella musica baiana, piena di rimandi a stratificazioni antichi, dall’africanità contenuta nella capoeira (la danza degli schiavi) alla dolce languidità delle Memorias das aguas di Maria Betânia…  
Lula, presente con tutti i ministri del Pt,  alla cena di gala organizzata per finanziare il partito, nella giosità che permeava i militanti anche per la grande vittoria ripportata da  Jacques Wagner come governatore dello stato di Bahia, dopo decenni di egemonia della destra di Magalhães, non ha rinunciato a fare un forte appello all’unità interna del partito, ricordando il suo ruolo storico di esempio di pratica democratica.

Sabato 9 invece tutta la giornata è stata dedicata al Direttivo nazionale del Pt che si è concluso, oltre alla battaglia delle mozioni, con l’apertura, il “lancio” del III Congresso del partito che si terrà il 6-7-8 luglio 2007 a S. Paulo. E’ l’apertura dunque di un periodo di intenso dibattito, nelle sezioni, nei governi locali gestiti dalla coalizione di centro sinistra, nel governo Lula stesso. La relazione, accuratissima, della ministra Dilma  Roussef della Casa Civil sul senso del Pac (Plano de Aceleração do Crescimento) ha messo in luce  la strategia del prossimo mandato del governo Lula. Attraverso una serie dettagliatissima di lucidi con dati, cartine, percentuali e geografie sociali, Dilma ha spiegato perché aprire una centrale idroelettrice, aprire una grande arteria stradale o allargare un fiume, dove portare la luce (entro fine mandato tutti i 5 milioni di persone ancora senza dovrebbero averla), dove potenziare un’industria con  società a capitale misto (pubblico e privato). Non è stato solo un elenco di opere e anche se a volte difficile da capire (un lavoro di anni… visto che è stato iniziato nel Consiglio di sviluppo economico e sociale) ha dimostrato che esiste un vero progetto di sviluppo: che una strada non è stata scelta a caso ma per potenziare un territorio per esempio legato alla coltivazione di frutta e così via. E’ apparso un Brasile valorizzato per “regioni” in vista di un equilibrio fra il nord e il sud che qui hanno, in modo capovolto, quasi le stesse dinamiche dei nostri.
I militanti del Pt, ma non solo, sono chiamati a rispondere in vista del loro III Congresso a tre domande – sfida, forse anche tre sogni: quali sono il Brasile,  il socialismo e il partido che si vorrebbero…