Abbiamo aderito a Lo Sbarco

Facciamo le cose e poi non lo raccontiamo…  chiediamo scusa. Abbiamo aderito all’iniziativa de Lo Sbarco, di seguito il testo dell’adesione.

26/03/2010

Il viaggio, quale momento di distacco dalle certezze degli affetti, degli odori, dei colori della propria terra, per andare altrove, in altri suoni, in altri odori, in altri volti e abitudini che vanno decifrati, capiti, studiati e non giudicati è tra le più grandi esperienze formative per una persona, Macondo ne è convinta da sempre. Il viaggio lo intendiamo come scoperta dell’Altro, della diversità e dei propri limiti.

Ma Lo Sbarco ci sta proponendo un viaggio diverso, un viaggio del ritorno verso la propria terra, che da lontano, chi l’aveva lasciata l’ha vista imbarbarirsi, abbruttirsi, guidata da macchiette da avanspettacolo che credono di avere il senso del comico e invece sono solo ridicole.

Ovvio, da lontano si rimane disorientati, ci si vergogna, si pensa: se coloro che guidano il Paese sono tra le figure migliori che la Nazione sa esprimere, che cos’è accaduto a tutti gli altri? È diventato un Paese di supponenti, intolleranti e puttanieri?

Credo che i nostri emigranti stiano guardando all’Italia con lo stesso smarrimento e la stessa rabbia che è montata passo dopo passo a Ulisse dopo aver rimesso piede a Itaca.

Così si ritorna, con l’animo di chi vuole recuperare degli affetti che in una famiglia si sono sfilacciati, dove le incomprensioni e le intolleranze hanno preso il sopravvento, chiudendo ognuno nella propria solitudine, alimentando le proprie paure.

Ma attenzione a non leggere questo come un’anomalia tutta italiana. L’Italia è solo all’avanguardia, è colei che ha saputo realizzare la società così come la desidera l’economia, la globalizzazione. Abbiamo mutato la società in massa, abbiamo sviluppato così bene i sistemi mediatici, da veicolare ogni argomento attraverso la pubblicità, anche le elezioni le vince chi sa vendere meglio il suo prodotto. E la vittoria se la contendono solo coloro che si fanno sacerdoti di quella religione che si chiama economia, solo chi non mette in discussione la globalizzazione e il mercato (il nuovo dio). Bisogni indotti, crescita economica infinita, questo è il nuovo credo. I politici non parlano più alla gente, non la ascoltano, si limitano a sondarla. I sondaggi sono il metro con cui i politici si rapportano con la massa, ma solo per capire l’indice di gradimento su un prodotto (sicurezza, aliquote IVA, lavoro, immigrazione).

Tuttavia non è un problema solo dell’Italia, riguarda tutto l’Occidente, in Italia, le regole del Mercato sono state applicate meglio che altrove, abbiamo imparato a usare i media meglio degli altri, abbiamo capito che i media sono la via per la crescita infinita e per mascherare le iniquità.

Se il viaggio del ritorno ha il senso di raccogliere le aberrazioni del Mercato che in Italia sono palesi, per spiegarlo sia in Italia che nei Paesi dove ora vivete per lavorare a una forma altra di esistenza (che significa redistribuzione del reddito a livello mondiale, eliminare gli sprechi in Occidente, difesa ambientale, rispetto dei diritti umani), allora Lo Sbarco ha senso di esistere e trova in Macondo un amico disposto a raccogliere l’arco di Ulisse per lanciare la freccia contro il pensiero unico.

Se lo scopo è quello di allontanare un premier supponente e col gusto del ridicolo, togliere a questa maggioranza la gestione del Mercato, per darla all’opposizione che il Mercato lo sa gestire meglio, riteniamo che la nave che arriverà da Barcellona sarà un viaggio inutile, un’occasione mancata. Ma lo sappiamo bene che non tornate per questo, quindi saremo idealmente al porto ad abbracciarvi.