Antonio Cornacchione, 29 maggio 2010

Saluto tutti quanti e vi porto il saluto del governo in carica, sono rappresentante di questo governo,  e sono contento. Vorrei portare anch’io delle piccole parole di criticità… [Stoppiglia si sganascia]… Stoppiglia non far così, porc… Io da vecchio vorrei essere come Stoppiglia, anche come capelli, mi piacerebbe tantissimo. L’ho sempre invidiato per questo.

Io volglio parlare seriamente questa volta, mi son preparato. Ho preparato delle domande che farei direttamente a te, Stoppiglia, sono una decina, magari ne faccio meno. L’unica cosa che vorrei dire prima è che, secondo me è molto importante, perché anch’io mi son posto molte volte il problema, come lo si è posto Mancini, effettivamente noi non possiamo non dirci cattolici, anche se qualcuno poi questa scelta la ripudia, ma io mi accorgo di essere profondamente cattolico. So che può sembrar strano, ma tutto è partito dall’educazione di mia madre perché mi ha sempre detto: “Aiuta gli indifesi, i deboli, quelli che non hanno parola, i disererdati della terra, quelli che non sanno come articolare un pensiero”,  quando è arrivato Silvio io ho penssato subito: “eccolo qua, è lui”.

Dicamocelo, i comunisti son daperttutto, sono nelle case editrici, sono negli oratori, sono nella Chiesa, e sappiamo che fanno questi circoli dove si trovano tra di loro, questo salotti dove si fanno i bagni nel latte d’asina biogico e così via.
Poi volevo dire un’altra cosa rispetto all’invidia e all’odio. Vedo che questa sera ci sono molte persone con un afflatto d’amore, rispetto a me , ma anche rispetto a Silvio, e glielo dirò: “A Bassano del Grappa ti amano tutti”. E questo è molto importante per Silvio che vuole essere amato un po’ a tutti i costi.
Quelli che non hanno vorrebbero avere, questa è la verità, l’invidia dei comunisti nasce da qua. Tutti vorrebbero avere una casa come Villa Certosa, perché non dirlo, infatti io sono venuto qui perché pensavo che il libro si intitolasse: “piantare alberi a villa Certosa”.

C’è  questa distinzione molto strana tra pubblico e privato. Pubblico è di sinistra e privato è di destra. Non è così, ci sono degli esempi di privato che funziona e di pubblico che funziona. Silvio subito dopo l’attentato si è fatto ricoverare in questa clinica privata, che è un esempio della clinica di don Verzè e di Formigoni, che è il San Raffaele a Milano e l’ha visitato San Raffaele in persona, poi sono andati a trovarlo i più grandi statisti, anche Fini. Quando ha aperto la porta, appena l’ha visto attaccato ai macchinari, voleva staccar la spina.

Veniamo a Stoppiglia. Io il libro l’ho letto, è un libro particolare dove ci sono tanti aneddoti, anche personali, di quando lui era bambino e mi è molto piaciuto. Io ho preparato alcune domande eccole:

A) Lo sanno tutti che lei è un cattocomunista, me l’ha detto Bagnasco. Come vede lei la nascita del cattoleghismo? Come mai proprio qui nel Veneto nel Nordest ha inteso difendere le radici cristiane dell’Italia? Non me lo sono mai spiegato, venendo voi da una tradizione democristiana, come mai? I demoscristiani di una volta non erano così cattolici, non erano così buoni o La Lega non è poi così Lega come si potrebbe pensare? Questa è la prima domanda, che anch’io non ho capito.

B)Lei nel libro cita un proverbio buddhista: “Se parli con uno stupido rischi di diventare stupido anche tu”. È per questo che D’Alema e Veltroni non si parlano da anni?

C) Lei racconta di un episodio di quando è venuto a Milano e prendendo la metropolitana si è accorto di essere l’unico bianco presente nel convoglio. È consapevole del fatto che probabilmente era anche l’unico ad aver pagato il biglietto?

D) Lei confessa di essersi innamorato, a sette anni, della maestrina del paese. Dica la verità, era la Gelmini, vero?

E) A pagina 234 parla di una Chiesa fredda, astratta, paurosa, lontana dall’umanità e dalla storia. Vorrei dirle che quella non è la Chiesa è il direttivo del Partito Democratico.

F) Altra meditazione zen. “Come mai sei così felice?”, chiede un monaco a un altro monaco. “Perché io mangio quando mangio, sto seduto quando sono seduto, e sto in piedi quando sto in piedi, e cammino quando si cammina”: è giusta la citazione? (Stoppiglia conferma) Non è un granché come pensiero zen. Perché a questo punto ponsiamo dire che anche Tremonti è un vero monaco zen, perché pure lui mangia quando mangia, siede quando siede, sta in piedi quando sta in piedi e quando parla… dice delle cazzate tremende.

G) Dice che la politica è una vocazione, è un po’ come farsi prete. Quindi questo è l’unico modo che rimane alla Sinistra per prendersi i voti?

Testo non rivisto dal relatore