Cristo non è uno, è cento!

*Mi hanno detto che Cristo è uno, ma io so che Cristo è cento.

M’han detto che se il Vangelo non parla della sua infanzia, Gesù l’ha saltata.

Che se il Vangelo non parla dei suoi amori giovanili, lui deve averli ignorati.

Se il Vangelo non dice che ha riso, lui ha scelto per sé solo la serietà.

Se non dice che ha cantato e ballato, lui non si dilettava di musica e danza.

Ma io so che Gesù Cristo era cento: da bambino, inventava cento giochi;

da giovane, aveva cento modi di amare. Lui sapeva che una persona

non è seria se non scherza. E solo chi sa con-gratularsi, può com-patire.

*Mi hanno detto che Cristo è uno, ma io so che Cristo è cento.

A trent’anni ha detto “addio” alla madre e ha cominciato la sua missione:

m’han detto che è senza ideologia, ceto o classe, non è di destra né di sinistra;

non fa distinzione alcuna tra le persone; tiene la religione lontana dal conflitto…

Ma io so che Cristo predilige i poveri e fustiga i capi oppressori del popolo.

Ai poveri annuncia buone notizie, come l’anno di grazia che cancella i debiti.

Ha la missione di trasformare il mondo in Regno di Dio: giustizia, pace e festa.

Cristo-uno non porta fuoco né spada. Cristo-cento sguaina la spada a due tagli,

un taglio per ferire, l’altro per guarire; e dice: “Son venuto a portare il fuoco”.

Cristo-uno ha a cuore l’ortodossia e serve la Verità dalla cattedra;

Cristo-cento ha a cuore l’ortopraxia: alla mensa di grembiule serve la Vita.

*Mi hanno detto che Cristo è uno, ma io so che Cristo è cento.

Il Dio di Cristo-uno è escludente, unico, bianco e sconsacra la Madre Terra.

Il Dio di Cristo-cento è Trinità, Padre e Madre, comunità e famiglia,

festa di etnie, popoli, spiriti, culture; all’incontro di tutti i credo religiosi.

Cristo-uno versa il sangue redentore per pagare il debito dei nostri peccati.

Cristo-cento, liberatore, è in croce perché non ha ceduto: sigilla la sua missione

con il suo rosso sangue, fedele a Dio che l’ha inviato e ai fratelli da riscattare.

I capi scuotono la testa: Se sei Figlio di Dio, scendi dalla croce, sii uno con noi!

Poi lo abbandonano, sprezzanti. Lui sorride, appena: “Tutto è compiuto!”.

Sì, Dio è libero, infine, dal sequestro e dalla strumentalizzazione dei potenti.

Non uno, ma ognuno: fratello universale, difensore delle vedove e degli stranieri,

volto nero e indio, padre dei pixotes, degli orfanelli… di più, lui è ogni povero.

* M’han detto che cento non esiste ma io so che esiste e che Cristo è cento.

Se Cristo é 100, me ne hanno rubato 99. Cristo-uno ha la testa separata dal corpo.

Cristo-cento cuce di nuovo la testa e il corpo. E se lui è il nostro capo,

noi siamo le sue membra (cosa inaudita, per la verità): così noi siamo Lui!

Lui, Dio-umano, che si stupiva, rideva, cantava, ballava, mangiava e beveva…

e lottava perché il Regno di Dio fiorisse in ogni canto del mondo!

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NB. Adattamento da “Invece il cento c’è”: Il bambino è fatto di cento” di Loris Malaguzzi