Domani si vota

E adesso parliamo di elezioni. Ma non di quelle che vedono il governo e l’opposizione impegnati in un duello all’ultimo sangue. E nemmeno dei candidati alla camera e al senato che cercano di spacciarsi come modelli di etica ed efficienza amministrativa. Parliamo delle elezioni locali, localissime. Elezioni in cui si eleggono i rappresentanti di ogni quartiere e microquartiere. Siamo ormai agli sgoccioli. Domani si vota. Ogni zona della città sceglie chi si dovrà occupare della gestione di pochi isolati, della pulizia dei marciapiedi, del funzionamento dei lampioni della luce, della riparazione di qualche cornicione rotto. Insomma, tutta roba importantissima che determinerà il futuro della vita di ogni cittadino, la vita spicciola di tutti i giorni, le piccole cose, di cui spesso si fa l’apologia: la gioia delle piccole cose di tutti i giorni. La campagna elettorale è stata, anche in questo caso, durissima anche se le due parti in causa erano perfettamente d’accordo su tutti i temi in questione: dal lampione della luce al cornicione rotto, tutti d’accordo. La vittoria serve solamente per mettere, fisicamente, le mani su… Ma sì, è il solito discorso, non sto dicendo niente di nuovo. Come niente di nuovo è successo alle ultime riunioni. Il mio amico, il Grande Lombardo, ormai non ne può più. Dice che la prossima volta li prende a botte tutti, governo e opposizione. Il fatto è che non può sopportare di vedere passare, tutti i giorni la mattina, gli uomini e i camion con i getti d’acqua. Non è una normale pulizia della strada. Le decine di mendicanti, barboni e meninos de rua che dormono sotto la sopraelevata vengono travolti da una inondazione d’acqua gelata che, oltre a bagnare dappertutto, spesso distrugge le loro poche cose, i loro poverissimi oggetti, i loro documenti. Tutti i giorni, in nome della salvaguardia delle piccole cose, della vita di tutti i giorni. Il Grande Lombardo prova a convincere l’autista del camion e i suoi uomini pregandoli di dar tempo ai poveracci di mettersi in salvo: niente. Il Grande Lombardo, si reca alla segreteria degli affari sociali a parlare con il signor Pinco: niente. Il signor Pallino non lo riceve neanche. Ieri all’assemblea del Consiglio, la sua mozione all’ordine del giorno è stata respinta. Il governo e l’opposizione, di mendicanti, uomini della strada, e meninos de rua non ne vogliono sapere. E neppure del mio amico. Qualcuno ha domandato perché, visto che quella gente là gli piace tanto, non se la porta tutta a casa sua. A questo punto un rappresentante di una benemerita associazione di volontari – che ogni notte distribuisce zuppe calde sotto i ponti (violando ogni norma igienico-sanitaria)- lo ha preso in disparte: non preoccuparti, caro Grande Lombardo, insieme alla zuppa distribuiamo anche i vestiti, per cui se si bagnano possono venire alla nostra sede, lì a due passi, per cambiarsi. Ecco, problema risolto! Una bella lavata con la doccia del camion e i vestiti asciutti nella sede della benemerita: no problem, tutto a posto. Il mio amico ha giurato che a quelle riunioni non si farà più vedere e lo ha fatto nel modo peggiore. Era così esasperato che all’uscita, notte fonda, ha sputato per terra, sulla soglia. Proprio come fa un camorrista, che dopo lo sputo raspa il suolo col piede sinistro: ‘a mámmete, ‘a sórrete e a chi t’è muorto!

Stamattina, sabato, il camion non passa. Ma il mio amico sì. Era così nervoso che si è dimenticato gli occhiali a casa. Stringe gli occhi e aggrotta le ciglia. Guarda in quel modo, dall’apparenza seria e truce ma, a dire il vero, miope e stanca, verso il pilastro dove sa che dorme “quella gente là” che ricambia lo sguardo. È facile sbagliarsi: interpreta la sbirciata del mio amico, miope e stanca come seria e truce! E il mio amico è lì da solo, senza nessun getto d’acqua a proteggerlo. “Quella gente là” si sente offesa dai suoi occhiacci. E sono subito insulti, sputi, male parole e lanci di cartacce e spazzatura. Il mio amico impaurito accelera il passo, teme il linciaggio ma “quella gente là” rimane là: è l’ora della zuppa, che al sabato viene distribuita pranzo e cena, non vale la pena corrergli dietro, il Grande Lombardo è già lontano ed è meglio mangiarsi il pappone gratis, tanto oggi è sabato e sotto la sopraelevata si può rimanere a volontà. E poi domani si vota. La vita di tutti i giorni, i piccoli gesti quotidiani… si vive per questo, no?