il curriculum

Ci è rimasto male. Malissimo. So quanto lo stimasse, so quanto malgrado gli eventi continui a stimarlo. Ci è rimasto male. Mi chiama con una aria tra lo stupito, l’indignato, il deluso. Il grande Lombardo è fatto così: si entusiasma con poco e con poco entra in uno stato di depressione profonda. Ma stavolta (come sempre, del resto) i tempi sono duri e bui. Eppure dovrebbe saperlo come le cose funzionano.

Un secolo fa denunciò una situazione simile alle autorità. Il risultato fu tragico: processi per diffamazione e calunnia, minacce velate in stile mafioso e minacce a mano armata belle e buone, tentativi di intimidazione, gente che lo aspettava sotto casa, gente che lo seguiva per strada… Lui continuò dritto come un marmittone e… morirono quattro persone. Sì, morì gente. Quattro persone. L’immobilità, il cinismo e la collusione con il crimine di chi avrebbe dovuto agire provocò la morte di quattro persone. Tra le autorità avvisate dal Grande Lombardo è bene ricordare: il Consolato; la Procura della Repubblica; il distretto locale della polizia civile; il capitano Pinco, il commissario Pallino; l’arcivescovo della città di M.; il fondatore dell’Associazione S.; la congregazione religiosa P.; il Vaticano nella persona del cardinale G.

Volutamente il mio amico non avvisò la stampa. Per questo motivo una giornalista famosissima della televisione, una di quelle che si vede tutti i giorni sugli schermi del paese, litigò con lui: “Sei proprio un cretino – le sue parole testuali – non sai come funzionano le cose? Tutta questa gente è coinvolta. Per un motivo o per l’altro, è coinvolta: le autorità civili, commissari e capitani, proteggono il traffico di droga; quelle religiose badano a se stesse; le associazioni fanno di tutto affinché il loro nome non venga associato a scandali come questo, perderebbero credibilità e soprattutto i milioni di dollari inviati dall’estero. Qui tutto è permesso, siamo un paese di miserabili e miserabili continuiamo. Dove si nascondono i mafiosi, i terroristi di mezzo mondo, i criminali di guerra, i torturatori? Eh, dove si nascondono? Non lo hai ancora capito che questa gente si avvale del silenzio dei potenti? Anzi, che molti potenti sono coinvolti direttamente? Dovevi avvisare me, li sbattevamo in prima pagina, al telegiornale delle otto. Invece, con la tua mania di far tutto secondo le regole, le norme, il buon costume, hai permesso che questa gente ti cadesse addosso con tutta la sua forza… e non solo. Hai permesso che morissero quattro persone. Per cui pure tu sei complice. È inutile che oggi vieni da me a raccontarmelo, non posso fare più niente per te.”

So che il Grande Lombardo non stava chiedendo aiuto. Il Grande Lombardo glielo raccontava senza nessuna seconda intenzione. Erano passati molti anni e i responsabili diretti di quelle azioni nefande erano stati trasferiti dall’altra parte del mondo. Però… forse qualcosa si sarebbe potuto fare, o magari si potrebbe fare anche oggi, da qui. Basterebbe che invece di usare il sotterfugio del nome in codice come ho fatto qualche riga fa (capitano Pinco, associazione S, cardinale Sempronio) scrivessi esattamente nomi e cognomi dei diretti interessati. Forse andrei in galera io, forse ci andrebbe il Grande Lombardo, non so, forse magari in galera ci andrebbe chi ospita nel suo sito questi nostri scritti. O magari non succederebbe assolutamente niente.

Pedofilia. E scusate se mi viene da vomitare. Il responsabile di tante nefandezze venne trasferito dall’altra parte del mondo… a continuare il suo lavoro emerito con i bambini, i meninos de rua di un paese ancora più miserabile del nostro. Non era la prima volta che cambiava destinazione: approdò da queste nostre parti in seguito ad un trasferimento forzato: quello che aveva combinato era gravissimo e se non fosse per l’intervento diretto del cardinale e della associazione P… Insomma, da un paese miserabile all’altro. Approdato qui, ebbe la sfortuna (o la fortunatissima occasione) di conoscere il Grande Lombardo (fortunatissima occasione perché il mio amico non chiamò la giornalista famosa). Nuovo intervento di cardinali e associazioni. Eccolo oggi tra i bambini di strada dall’altra parte del mondo.

Che storiaccia, ragazzi. Che storiaccia.

Ma torniamo a noi. Stavo dicendo che il mio amico mi chiama oggi per farmi vedere una notizia che gli era sfuggita. Qualche mese fa una persona importante che lui conosce bene e con cui ha lavorato… i testimoni… il Pubblico Ministero… l’associazione… i meninos… La stessa storia? Di nuovo? Ancora una volta?

Basta. Pochi giorni prima che scoppiasse la denuncia è stato trasferito in Africa. La sua associazione (una di quelle potentissime, con centinaia di anni di storia e tanti santi nel calendario) per difenderlo dice: non è possibile che sia un pedofilo: guardate quanto bene ha fatto, ha dedicato la vita a questo paese. Scuole, Case di accoglienza per adulti, Case di accoglienza per bambini e ragazze madri, Centri di avviamento professionale, Premi internazionali, Ha occupato pure una carica pubblica del governo di Stato… è impossibile che uno come lui abbia commesso tali atrocità.

La sua associazione è enfatica: uno con un curriculum del genere non può essere un pedofilo che, oltre ad abusare dei meninos, forniva agli stranieri in visita la possibilità di incontri intimi con quegli stessi meninos, che suscitano tanta tenerezza. Non è possibile. Guardate il curriculum! Non è possibile! È un sant’uomo, non un pedofilo. Un sant’uomo!

Eppure il Pubblico Ministero studia l’emissione di un mandato di cattura internazionale. Il Grande Lombardo non si spiega perché sia stato trasferito così lontano, pochi giorni prima della divulgazione delle denunce. Il Grande Lombardo non si spiega come possa, uno con un curriculum del genere, (presumendolo innocente), temere una denuncia falsa (continuando a presumerlo innocente) anche una denuncia di quel tipo, che se è falsa, falsa è e falsa rimane. Il Grande Lombardo è afflitto. Non si dà pace: “io quest’uomo lo conosco bene, pensa Paolo, ha fatto cose stupende…” e così dicendo non si accorge di esprimersi basandosi, anche lui, su ciò che sta alla base della credibilità: il curriculum.

Il Grande Lombardo si è dimenticato che grazie al curriculum quel maledetto pedofilo oggetto delle sue denunce di un secolo fa continua ad essere protetto da cardinali associazioni deputati avvocati… tutta gente che di curriculum se ne intende.

E poi adesso è il momento di chiedere perdono: scusa Galileo, scusate fratelli ebrei, scusate bambini violentati, scusate tutti e non guardate ai nostri peccati ma alla nostra penitenza…

Va be’, adesso basta, come ho già detto prima, mi viene da vomitare.