Il virus della Sinistra

C’è un dramma che attraversa da sempre la Sinistra, un virus che aveva colpito pure me negli anni dell’adolescenza.
Dopo aver letto libri come ‘Se questo è un uomo’ e aver sentito nelle viscere il dolore e l’orrore delle persecuzioni; dopo aver visto film come ‘Il cacciatore’ che mi ha smitizzato la guerra, dopo ‘Novecento’ che mi ha fatto inorridire per i Totalitarismi; dopo aver divorato parola per parola ogni canzone di De Andrè, la mia adesione agli ultimi, pardon, allora mi avevano spiegato che si chiamava sottoproletariato, è stata una scelta naturale. E sottoproletariato significava Sinistra. Se eri uno giusto allora guardavi a uno dei piccoli partiti dell’estrema Sinistra, Radicali compresi; se eri una mammoletta entravi nel P.C.I.; se ti piacevano anche i soldi allora eri del P.S.I. (cioè un democristiano che non va a messa); in tutti gli altri casi eri in odor di clerico-fascismo. Schema semplice e chiaro. Io ero un giusto, ma era una giacca che mi stava stretta, c’erano cose che faticavo ad accettare e a comprendere, ma così era. C’era il riflusso, altra parola che dovevo tenere a memoria, perchè frequentavo anche gente che ne era preda, non solo i giusti. A questi ultimi non dovevo dire che mi ero divertito a vedere John Travolta e Olivia Newton John in ‘Grease’ e che mi ascoltavo la colonna sonora, ma che mi piaceva il punk (una, due canzoni, poi mi faceva due palle… ma non potevo dirlo), i Pink Floyd, gli U2 e vai con la lista rockettara (e mi piacevano veramente).
C’erano situazioni che non capivo. Marciavo contro le guerre e urlavo convinto contro la politica degli U.S.A., quando ho provato a far presente che l’Unione Sovietica non era da meno, sono stato zittito. Reazionario.  Ma hanno invaso l’Afghanistan! E gli Americani non hanno a suo tempo invaso il Vietnam? L’U.R.S.S. è l’avvenire, la società perfetta, dove la giustizia sociale è compiuta. Sì, ma pare che non ci sia libertà, è un regime totalitario. No, compagno, è la Dittatura del Proletariato, un passaggio obbligatorio per il superamento delle classi, leggiti Marx. Avevo cercato in biblioteca  ‘Il Capitale’ era un librone grosso così, e l’ho lasciato lì a raccogliere pazientemente la polvere. E poi io ero stato educato da cattolico. Avevo ben chiare le parole del Vangelo e non le trovavo in contrasto con le mie letture, con i miei film, con le mie canzoni, anzi.
Terminate le superiori ho iniziato a lavorare e l’iscrizione alla C.G.I.L. era un passo obbligatorio per un giusto ‘impegnato’. Giacca stretta. Sempre i soliti argomenti, noi abbiamo la verità, gli altri sono fascisti e venduti. Dopo qualche mese mi sono iscritto con imbarazzo, cercando motivazioni politiche alte (che non avevo), alla C.I.S.L., chi mi aveva coinvolto mi aveva garantito che non c’erano solo dei democristiani, ma se entravo nel direttivo provinciale avrei avuto modo di constatare di persona che c’erano lavoratori che militavano in Avanguardia Operaia (i giusti) fino a un simpatizzante di Avanguardia Nazionale (fascista). Era un direttivo rissoso, ma alla fine la sintesi era la migliore, quella che trascinava anche le altre sigle. E dentro il direttivo ho imparato che non è una bandiera a fare un uomo, ma il suo pensiero, la sua umanità. C’era un compagno legato a Democrazia Proletaria che ascoltavo con interesse, anche se capivo poco della valanga di parole dove spuntavano professionalità, competenze, dibattito, alternativa, ma era chiara la conclusione: sono architetto e quindi devo essere pagato più di tutti voi operai. Al che ribatteva un democristiano doc che gli ricordava che eravamo tutti nella stessa barca, che ci recavamo tutti al lavoro per la pagnotta, che eravamo uniti in sindacato per migliorare assieme le condizioni di lavoro di tutti e non di un architetto, che avevamo mansioni diverse ma pari dignità, che eravamo in sindacato per condurre battaglie comuni per dare un futuro migliore anche per coloro che sarebbero venuti dopo di noi. Cavolo, aveva ragione il compagno democristiano e torto il fascista demoproletario! É lì che ho cominciato a guarire dal virus della Sinistra, ponendomi domande, cercando risposte, senza avere la presunzione di essere sempre dalla parte della ragione.

Virus che la Sinistra si rifiuta di credere di avere, tanto è presuntuosa.
Mi hanno invitato a leggere l’articolo che Concita De Gregorio ha scritto sul suo blog dal titolo ‘un voto di rabbia’ del 29/03/2010 mentre si stavano scrutinando le schede delle ultime elezioni regionali. Eccolo lì il virus, scritto con eleganza: noi abbiamo la verità siamo nel giusto, gli altri sono razzisti, mafiosi e buzzurri. “Hanno vinto i partiti con la voce roca e la schiuma alla bocca, la Lega a destra, un trionfo assoluto, il neonato partito di Beppe Grillo“… “conferma quel che sappiamo: urlare «tutti ladri tutti in galera» è un abito ampio e comodo, una taglia unica che si adatta a tutte le taglie“, e ancora, “La Campania e la Calabria sono perse così: per difetto di coraggio, a sinistra, e per la consueta spregiudicatezza della destra. Che la destra vinca nelle due regioni a più alto tasso di criminalità organizzata, le regioni dove neppure una riunione di condominio si decide senza l’appoggio del capoclan, è un fatto oggettivo“.
Quanta presunzione e disprezzo in queste poche parole. Disprezzo soprattutto verso coloro a cui avevano chiesto il voto pochi minuti prima. Siccome non avete votato P.D. siete razzisti, buzzurri e mafiosi. Grazie, ce lo ricorderemo.
Mentre stava scrivendo la Campania e la Calabria avevano ancora dei governatori del P.D., come sono riusciti questi a farsi eleggere senza l’appoggio dei capoclan? È un fatto oggettivo, lo dice il direttore.
E il Movimento 5 Stelle (non hanno manco il coraggio di chiamarlo con il suo nome, riducendo una aggregazione politica a meri fans di un comico), non ha rubato voti al P.D., è il P.D. che ha girato le spalle a una fetta del popolo di sinistra che  vede nell’inutile e dannosa perforazione di una montagna, nell’inutile allargamento di una base militare, nella  privatizzazione dell’acqua, nella scelta del nucleare, un pericolo per il futuro. Un popolo che non vuole che tutto sia merce.
E poi che nella mia regione vinca Zaia perché siamo razzisti come scritto da qualche altra parte ne L’Unità, mi fa indignare, mi offende. E dimostra tutta la  pochezza di cuore e di analisi di certa Sinistra.
La Lega, cari compagni-riformisti-progressisti, ha vinto perché ha fatto tesoro di quel patrimonio che (forse qualche vecchio militante che avete chiuso in casa di riposo ve lo potrà ricordare, se lo andate a trovare), il Partito Comunista, ma pure la Democrazia Cristiana, anche attraverso le parrocchie, avevano: il contatto continuo e presente con il territorio, ascoltavano, discutevano, crescevano assieme, trovavano soluzioni, vere, concrete, non di facciata, buone per uno spot televisivo. Voi lo avete buttato in nome di delicate alchimie ed equilibrismi in nome di un riformismo che volete costruirvi solo voi, che sapete che cos’è la politica senza ascoltare la gente. Ho seguito un attimo in televisione uno scontro tra Bossi e la Bindi, dove il senatur rinfacciava alla presidente del P.D. di avere avuto al nord anche i voti degli operai. La Bindi gli ha ribattuto che ora doveva assumersi la responsabilità di dare agli operai delle risposte: quali? Il senatur ha balbettato. Però la Bindi non deve consolarsi per averlo zittito, perché il fatto oggettivo e drammatico è che il P.D. per primo non ha saputo dare risposte agli operai e si sono rivolti altrove. E si preoccupi la signora Bindi, che se la Lega riesce a fare un salto di qualità, tagliando le fronde fascistoidi e attivando quei canali di comunicazione diretta con i lavoratori, canali che possiede, perché ben radicata nel territorio, le risposte ai lavoratori arriveranno, perché le costruiranno assieme.
Temo che abbia ragione Uriel che dal suo blog ha lanciato un’invettiva durissima contro il P.D., dichiarando che la sinistra non potrà crescere finché ci sarà questo pachiderma a impedire di vedere il sole (anche la vittoria di Vendola la De Gregorio lo ha definito un voto di indignazione, manco i pugliesi sanno decidere). Prima quest’inutile pachiderma si scioglierà e prima nuove piantine illuminate dal sole potranno crescere. A Sinistra ce n’è un tremendo bisogno.