LETRA 12

Hola amigas/os! Tutto bene nell’emisfero nord? Terminato il grande freddo? Qui impera il gran caldo e l’umidità ti costringe alla doccia più volte al giorno. La notte prima di distendermi sul letto, compio un’operazione che mi riporta alla memoria della mia infanzia: la caccia ai “mosquitos”, zanzare, che altrimenti ti devasterebbero il corpo. Operazione che, appunto quando ero piccino, vedevo fare da mio padre, armato del suo cuscino verde. Ora mi ritrovo a imitare quella specie di caccia grossa, con un vecchio cuscino giallo. Ricordi. Altre volte mi ritrovo a fare a fare cose o gesti che avevo visto fare da mio padre. Cose quotidiane, preziose, a volte dettagli ma intensi di spessore di vita. Vuoi vedere che un figlio si ricorda di più quello che suo padre fa che non quello che dice?


Il giorno dopo della sua seconda investitura, Evo Morales, rieletto col 64% dei voti, ha presentato il rinnovato governo che, per la prima volta nella storia di Bolivia, punta sulla parità di genere, almeno sul piano dell’immagine. Dieci donne e dieci uomini. Buon lavoro. E di lavoro da svolgere ce n’è …per tutti. E tutti i settori chiedono interventi governativi. Ora si aspettano i primi cento giorni per capire l’efficienza o meno di questo governo che è piuttosto tecnico. I punti “calienti”, li dove il dente duole, sono: sicurezza del cittadino, infrastrutture, corruzione, narcotraffico, salute e educazione.
Vi faccio presente solo un dato riguardante la salute. Ogni anno muoiono 623 donne per complicazioni riguardanti la gravidanza, il parto e post-parto, 27 neonati muoiono ogni 1000 nati vivi. Il governo, da circa un anno, ha istituito un
bono per un miglior controllo della gestante e del neonato fino ai due anni.
Ha altresì istituito dei
bonos nell’educazione per cercare di migliorare questo settore molto carente dello Stato. Invano. La strada è tanto in salita. I genitori continuano a pagare maestri e i ragazzi ad abbandonare la scuola molto presto.
I bonos, provvedimenti governativi di carattere sociale, sono iniziative assistenziali temporali che non danno soluzione ai problemi di fondo e strutturali, come ad esempio quelli della salute e della educazione.
Sebbene queste iniziative siano di utilità e aiuto, Bolivia non deve attestarsi in paese assistenziale, ma offrire modelli, idee di sviluppo e politiche che permettano la creazione di posti di lavoro.
Molti di questi problemi sono relativi all’educazione. Bolivia ha una popolazione molto giovane e se si pensa ad un rafforzamento del settore educativo scolastico, a tutti i livelli, si conseguiranno migliori condizioni di vita.


Noi di Tierra Prometida ricominceremo il percorso intrapreso lo scorso anno. Cercheremo di migliorare il programma con l’inserimento di una psicologa, porteremo a sei le ore giornaliere di permanenza all’interno del mercato.
Cominceremo la visita e l’incontro con le famiglie e con le scuole frequentate dai ragazzi del doposcuola. Ci muoviamo sempre in una progettualità tutto improntata a uno sviluppo integrale del bambino, con un accompagnamento anche individuale. L’inizio sarà dopo il “santo carnevale”; sì perché qui il carnevale è un evento quasi sacro.
Ripartiremo con le nuove attività di Tierra Prometida con alcune incertezze. Non sappiamo se il presidente dell’associazione dei commercianti del mercato Abasto -che ci ha promesso la sala- sarà rieletto alla prossima assemblea di metà febbraio.
E la famiglia che vive dentro la sala si trasferirà?
Ma soprattutto: ci saranno altre persone generose che ci aiuteranno in questo compito di investire in educazione?
Il tempo dell’azione è sempre molto più esigente del tempo delle parole. Ci vogliono tempi lunghi, sono vietate le semplificazioni della realtà, e i sogni si riconoscono quando i piedi poggiano nei terreni della storia delle persone. È proprio così.
Seguiamoci a vicenda, cari amici. Con amistad, Fiore.
Santa Cruz, 29 01 10