L’urlo di Beppe Sini

Le stragi in Afghanistan.
La persecuzione razzista qui.
Innumerevoli le vittime.
Occorre essere ciechi per non vedere ciò che sta accadendo.

Vorrei esprimermi senza possibilità di equivoco.
Lo so che i partiti che quando sono stati al governo nel 1998 hanno votato a favore dell’istituzione dei campi di concentramento hanno qualche difficoltà ad opporsi adeguatamente al colpo di stato razzista del governo berlusconiano. In riferimento al razzismo cedere un pò è capitolare del tutto.
E lo so che tutti i partiti che hanno governato l’Italia in quest’ultimo decennio, quando appunto sostenevano il governo – il governo Berlusconi dal 2001 al 2006, ma Prodi dal 2006 al 2008, e poi ancora Berlusconi dal 2008 a oggi – hanno votato a favore della guerra in Afghanistan. Così oggi quelle forze politiche faticano ad ammettere di essere state assassine, e per non ammettere questo continuano ad essere complici delle stragi.
E lo so che la generalità delle onlus e delle ong e dell’associazionismo che fu democratico accettando di essere lautamente finanziate dalla mano pubblica di fatto preferiscono fare dichiarazioni roventi su conflitti rispetto a cui sono sovente del tutto ininfluenti (quando addirittura non ne sono complici in varie forme e gradazioni) e tacere sulla guerra cui l’Italia partecipa in Afghanistan: non si sputa nel piatto in cui si mangia.
E lo so che tanto antirazzismo da parata e tanto assistenzialismo subalterno e narcotizzante restano paternalisti e non sono affatto disposti a riconoscere uguaglianza di diritti a coloro su cui pur sostengono di piegarsi compassionevolmente, non essendo disposti a rinunciare ai propri privilegi, privilegi che si fondano proprio anche sullo sfruttamento, sull’esclusione, sulla riduzione a una condizione servile di coloro di cui si spacciano per benefattori.
E lo so che tanti vecchi militanti, una volta oltre ogni dire integerrimi ed animosi, non riescono più a rinunciare agli incarichi ed alle prebende, alle onorificenze ed alle sinecure, ed a fare un altro giro di giostra nel luna park in cui sono entrati grazie al sostegno di lobbies, partiti o patroni nei cui confronti non vorrebbero apparire ingrati e quindi nel dubbio di esser loro dispiacenti tacciono anche quando occorrerebbe gridare dai tetti.
Tutto ciò lo so, e mi indigna, e mi ripugna. Lo so, e non mi faccio illusioni.

Ma ci sarà pure una parte del popolo italiano che non è stata comprata e corrotta; ci sarà pure una parte del popolo italiano che vuole la pace e i diritti umani per tutti gli esseri umani, che si oppone alla guerra e al razzismo.
A questa parte del popolo italiano questo foglio incessantemente rivolge il suo appello.
Occorre un’insurrezione nonviolenta contro la guerra e contro il razzismo.
Occorre un’insurrezione nonviolenta per la pace e i diritti umani di tutti gli esseri umani.
Occorre un’insurrezione nonviolenta contro il colpo di stato hitleriano.
Occorre un’insurrezione nonviolenta per la legalità che salva le vite.
Occorre un’insurrezione nonviolenta in difesa della Costituzione della Repubblica Italiana scritta col sangue dei martiri della Resistenza all’orrore nazifascista.
Occorre un’insurrezione nonviolenta contro la barbarie onnicida.
Occorre un’insurrezione nonviolenta per la civiltà, per la convivenza, per l’umanità.
Vi è una sola umanità.

(Apparso sulla newsletter TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO, Numero 264 del 27 luglio 2010)