Bin Laden è morto. W Geronimo!

Da Belém – PA (Brasile). Maggio 2011
Bin Laden è morto nell’operazione “Geronimo ekia” (Geronimo=codinome di Bin Laden, ekia=sigla per enemy killed in action). Bin Laden era indispensabile al primo mondo come icona del terrorismo. Se non fosse esistito, bisognava crearlo. Ma allora chi ci garantisce che non fosse “virtuale”? Il dubbio cresce se teniamo presente che cosa può fare la tecnica computerizzata di oggi. Si dirà che su Bin Laden storico non ci sono dubbi. Ma io ho i miei dubbi, se non sulla vita, certamente sulla sua morte. Supponiamo che Bin Laden sia morto dieci anni or sono, di malattia, attorniato da una dozzina di familiari e amici. La CIA, venuta a conoscenza della sua morte, l’avrebbe nascosta, per inventarla in tempo opportuno.
A volte mi viene una volontà grande, uberrima, di alzare il velo dei MCS (AP, CNN…) che oggi nascondono la realtà invece di mostrarla. E’ il sospetto che Bertolt Brecht insegnava:
“I libri parlano di cento fatti, ma di quali fatti essi tacciono?”.
E metteva in guardia sulle guerre assimetriche dopo le quali
“… è sempre il vincitore che narra la storia del vinto;
l’oppressore stravolge la faccia dello sconfitto;
vassene il più debole, e chi resta è la menzogna”.
Ed ecco che l’America presenta Bin Laden come cattivissimo, e se stessa benefattrice dell’umanità.
Lungi da me voler canonizzare Bin Laden. Forse era davvero quel terrorista criminale che è stato dipinto: lucido e allucinato, narcisista e senza scrupoli, fissato nell’obiettivo di abbattere gli “imperi del male” (l’impero minore della Russia e l’impero maggiore dell’America). Già mi meraviglia che tutti accettino questa versione. E gli opinionisti più critici, all’occasione sono stati appena buonisti: “Non si può celebrare la morte di un uomo, anche se terrorista”.  Chissà perché, io lo sento fratello.
Ma soprattutto mi sgomenta l’operazione Geronimo ekia che ha calpestato le leggi del diritto internazionale. C’è stata l’invasione di un territorio sovrano (il Pakistan), con quasi 100 “rambos” in quattro elicotteri da guerra, intervento con armi da fuoco, uccisione, occultamento e eliminazione di cadavere (gettato presumibilmente in mare). E gli americani ritengono umanitaria un’operazione così?!? L’America, impero in decadenza non esita a ricorrere alla ferocia. Ha lanciato l’allarme del terrorismo; si è autopromossa a “sceriffo del mondo”; considera i suoi nemici come nemici dell’umanità e sostiene che abbattere il nemico giustifica l’uso (arbitrario) della forza. Il suo antiterrorismo è più pericoloso del terrorismo stesso.
Ma torniamo a Bin Laden. Se fosse catturato e giudicato alla corte dell’Aia, sarebbe estremamente scomodo. Chissà, poteva denunciare che le Torri Gemelle, colpite dai suoi aerei, sono crollate perché cinicamente minate dal Governo americano, per poi incriminarlo. Chissà, poteva denunciare che ci voleva la cattura illustre e roccambolesca di Osama per garantire la ri-elezione di Obama. Chissà, poteva provare che lo scoop della sua eliminazione “dà più sicurezza al nostro mondo”, solo stornando gli occhi dell’opinione pubblica dal Mediterraneo, scosso dall’escalation delle rivoluzioni giovanili dei paesi arabi.  Ma da morto (reale o virtuale), Bin Laden è innocuo, anzi, moltissimo utile.                                                     Arnaldo DeVidi