Cambiamento

1. Ma dove sono finiti i ragazzi di strada

Gli educatori della Associazione Amar rientrano dall´abbordaggio più presto del solito e non é la prima volta. “ Non ne abbiamo trovati neanche oggi. Solo uno alla Rodoviaria. Era spaventato , ha confermato che la polizia sta passando e li prende di notte mentre dormono.” Nella città di Rio de Janeiro se vai in giro per le strade non trovi più i gruppi di ragazzi che ci vivevano. La polizia ed il servizio di assistenza sociale ha un nuovo ordine, quello di fare il raccoglimento forzato. La motivazione é il nuovo flagello del Crack che crea delle zone dove si concentrano i consumatori, di solito vicino ai luoghi di spaccio, chiamate “crackolandia”. Ma che fine fanno questi ragazzi? Il comune si vanta di salvare dalla morte molti giovani  internandoli in strutture di accoglienza, ma si sá molto bene che queste sono incapaci di aiutare persone dipendenti dal crack.

 

2. La cittá dalle mille meraviglie

Ma cosa sta succedendo in questa città? Come mai solo adesso il comune si sta attivando per i ragazzi di strada in questo modo agressivo?  Peché solo adesso si stanno pacificando le favelas dominate dal narcotraffico? Perché i Campionati Mondiali di Calcio nel 2014, le Olimpiadi nel 2016, la Giornata Mondiale della Gioventù nel 2013, la costruzione del nuovo porto? Perché la città brulica di lavori e di idee? Perché sono state riformulate le linee degli autobus, si sta ampliando la metropolitana, nuove superstrade si stanno costruendo. Perché in cittá si sono organizzati vari eventi come Rio Creativa, nuovi progetti culturali, il convegno sulle nuove attivitá di investimento? Ma chi ha messo in moto tutta questa frenesia e ha costruito le motivazioni per cambiare la realtá di Rio de Janeiro?

Fino al 1960 Rio de Janeiro é stata la capitale del Brasile, aveva un suo sistema socio economico in quanto capitale e centro della politica. São Paulo é sempre stata la capitale economica del paese.  Quando la capitale politica fu spostata a Brasilia, la cittá di  Rio de Janeiro é entrata in una profonda crisi di identità. Fino ad oggi la città si é dibattuta tra enormi problemi sociali, aumento delle favelas, problemi di sicurezza, espansione del narcotraffico, nascita di poteri paralleli come le milizie e il lotto clandestino. In tutti questi anni i vari  tentativi di ridare un nuovo volto e una vivibilità a questa città, sono falliti.

Adesso peró le cose sono cambiate. Il governo federale e il mondo impresariale hanno individuato e deciso il nuovo destino per questa città. Rio de Janeiro sará la città dei mega-eventi, del turismo, della cultura e della creatività, dello sport, dei grandi incontri e  convegni. Rio de Janeiro sta lavorando per presentarsi sulla scena del mondo con un volto nuovo e una nuova funzione sociale, usando un paragone un pó forzato , potremo dire una Miami Beach brasiliana.

 

3. Basta politici, servono gestori

E´appena terminata la grande manifestazione “Rock In Rio” e questa é appena l´inizio di una lunga serie di eventi caratterizzanti il nuovo modello che sta iniziando ad essere impiantato. Il progetto é quello di gestire la cittá come si fa con un grande evento. La formula é quella del Consorzio dove volontá politiche e imprese private si uniscono per la gestione di ogni cosa. La cittá é stata pensata per essere luogo di investimento privato. Il famoso stadio del  Maracanã dopo la coppa del mondo sará privatizzato. In questi mesi si stanno aprendo i processi per la privatizzazione degli aeroporti in tutto il Brasile.

A Rio si sta applicando quella che é la tendenza mondiale: la gestione della città da parte di chi ha investito denaro con l´utilizzo di tecnici specializzati che possono garantire la qualitá dei servizi. I  politici saranno solo i garanti dei soldi messi dallo stato. Secondo questa ottica il  sindaco si riduce ad avere solamente un compito rappresentativo, chi farà la gestione sarà un tecnico contrattato e valutato sulla base di competenze e risultati. Siamo nell´epoca della gestione.

 

4. La cittá privata

Questa nuova identitá di cittá con il suo nuovo modello di gestione non é mai stato discusso con la società. E´stato presentato dai mass media come la via di uscita capace di coagulare le forze per cambiare veramente questa città. Questo nuovo modello ha l´appoggio del governo, che per favorire i privati con il fine di partecipare allo sforzo collettivo di costruire la nuova città, ha messo a disposizione fondi statali della Banca dello Sviluppo.  Adesso la città diventa spazio privato e disponibile alla creatività di investimento per creare ricchezza. Le piazze stanno tutte diventando centri commerciali a cielo aperto.

Importante notare che la politica in tutti questi anni non ha fatto molto, adesso ci sta riuscendo la forza economica mossa dagli interessi privati che riesce a unire interessi sociali e politici per realizzare questo sogno di città dalle mille meraviglie.

Interessante notare anche il cambio di metodologia usata per garantire la Sicurezza pubblica. Si basa sul rapporto 80-10-10 :  80% di comunicazione e tecnologia, 10% di partecipazione e 10% di uso della forza.

 

5. La povertá sconfitta dal consumo

In questo nuovo sistema le persone sono viste principalmente come consumatori . La città diventa un´offerta di beni e servizi e non piú il luogo della cittadinanza. Essere cittadino non significa avere diritto a decidere,  a costruire il bene comune, ma libertà nel consumare, poter accedere a beni e servizi. Ha diritto a decidere solo “il servizio” in quanto sta pagando.  Nel modello di questa cittá tutto si può terzerizzare compresi beni, servizi, salute, trasporti, carceri, ecc. In questo scenario anche i ragazzi di strada sono visti come consumatori, consumatori di droga. Importante é poter controllare la catena dei fornitori e il territorio.

Grande riflessione si é fatta sulle cinque classi economiche in cui é stato diviso il Brasile, (A-E) e si sta facendo una re-ingegneria della società in modo di permettere la mobilità tra le classi sociali con l´obiettivo di far aumentare la classe media ( classe b-c-d). Dare soldi ai póveri perché possano diventare consumatori.

Altro sforzo é far lavorare insieme i 3 settori economici della società (stato, impresa privata, associazioni). In questa nuova società si da spazio ai grandi pianificatori, a super-tecnici capaci di riorganizzare la città, all´impresario creativo.

 

6. Vecchie e nuove ONG

In questo nuovo scenario le associazioni senza finalitá di lucro devono ripensarsi per poter sopravvivere.  Per poter continuare ad esistere la soluzione ha due strade: chiedere i soldi al comune per eseguire le azioni di politica publica o chiedere soldi ai privati che hanno degli sconti fiscali in quanto contribuiscono nel sociale. Le varie associazioni nate per difendere i diritti, essere la voce degli esclusi, adesso si stanno riducendo ad essere la voce del governo, gli esecutori delle linee di politica pubblica  e misurati sulla loro efficacia. Grande propaganda si sta facendo per il terzo settore che é un fenome di grandi proprozioni: in Brasile esistono quasi 400 mila associazioni con 5 milioni di persone che ci lavorano.

 

7. Educatore chi sei

Questa nuova situazione affetta le persone che lavorano nelle associazioni e specialmente la figura dell´educatore. Nell´ultimo trentennio l´educatore in Brasile si pensava e agiva come il difensore dei diritti. Era colui che conosceva la popolazione di strada o era l´animatore della  comunitá in cui viveva e di fatto si presentava come interlocutore con il potere pubblico. L´educatore era nel senso di Paulo Freire un formatore e un attore politico e aveva un potere in quando aveva una massa critica di ragazzi di strada o di  persone della comunitá che rappresentava. Oggi che i ragazzi di strada sono spariti e la comunitá é diventata  un gruppo di consumatori, l´educatore si riduce a un semplice funzionario, un tecnico dentro una organizzazione. L´educatore che faceva del dialogo la sua arma, nella associazione diventata impresa si trova disarmato. L´educatore non ha più spazio per creare, ma é solo un tecnico che deve eseguire il cronogramma delle attivitá. Ha perso il suo ruolo di profeta  (colui che denunciava  e annunciava) e anche le varie associazioni hanno perso la loro forza politica. Specialmente l´educatore sociale di strada é praticamente scomparso. Gli educatori si domandano dove trovare un luogo per resistere, formarsi e lottare pe la giustizia sociale.

 

8. Nascita nuova.

Il Natale 2011 nella cittá meravigliosa chiede nuove nascite. Sotto lo sforzo per rendere la cittá un grande spettacolo mi chiedo quale sforzo dobbiamo fare per non perdere la nostra coscienza di cittadini, la felicitá della relazione e la difesa del bene comune. Che luoghi pubblici dobbiamo ripensare per ritrovarsi, riflettere e resistere alla massificazione e alla  riduzione della vita schiacciata dal sogno economico?  Vecchie risposte non servono, bisogna lasciarsi condurre da un nuovo spirito.