Despejos

Se venisse

venisse un uomo

venisse un uomo al mondo, oggi con

la luminosa barba dei

patriarchi: dovrebbe

se parlasse di questo tempo, dovrebbe

solamente balbettare e balbettare continuamente continuamente

 

È un brano di Tubinga, Gennaio poema di Paul Celan. Faccio mio il suo sgomento. L’orrore conosciuto di persona dal poeta, il simbolo del nostro tempo, continua a ripetersi sotto altre spoglie, ogni giorno, dimenticato, offuscato e azzittito. Senza poeti a celebrare la morte, senza scrittori a raccontarne le viscere, senza filosofi a dichiarane la banalità, in silenzio, assorbito dalla più crudele indifferenza che si possa immaginare, il dolore della nostra gente non ha mai fine. Come se non bastassero le menzogne a cui siamo sottoposti quotidianamente che vogliono farci credere nel cambiamento avvenuto, nella ricchezza che nasce sugli alberi e nei soldi che cadono dal cielo, come se non bastassero le umiliazioni subite sotto il giogo di un potere perverso, veniamo ridotti a macchiette, a caricature di noi stessi, esseri balbuzienti, imploranti in ginocchi il favore di quello a cui avremmo diritto.

Sgomberare la favela è facile: basta avvisare prima, una settimana prima. Arrivano gli agenti del comune e con lo spray marchiano le baracche da demolire. Ordem de despejo, ordine di espulsione, si chiama così la lettera ufficiale consegnata nelle mani di chi deve sloggiare. Le donne cercano di spiegare le loro ragioni. Le donne, le madri. Non mi si chieda dove sono gli uomini. Le donne, solamente donne, sempre e solo le donne. I bambini in braccio, i panni da stendere. Le donne. L’anima e il corpo, il cuore e le mani.

La mia città è diventata cool e piano piano entrerà nel circuito del grande turismo internazionale

http://viaggi.repubblica.it/articolo/san-paolo-il-brasile-cool/223923

http://viaggi.repubblica.it/multimedia/san-paolo-il-volto-piu-trendy-del-brasile/29904496/1/1

Visto che bello? Che luci! Che bella gente! Quanto movimento. Lo sapete che c’è una strada dedicata solo ed esclusivamente alle macchine di lusso: Ferrari, Lamborghini, Maserati. Ed un’altra all’alta moda? Lo sapete che a una famiglia a cui imbrattano la porta con lo spray e che riceve Ordem de despejo da parte del comune daranno 300 reais per un anno per pagarsi l’affitto da qualche parte. Trecento reais. Sono poco più di cento euro. Cacciare via le famiglie da una favela è facilissimo. L’area che occupano o è di grande interesse commerciale, oppure è classificata come area a rischio. Le baracche costruite sul pendio fangoso della montagna di rifiuti, quelle sulla riva di un torrente, palafitte di cartone. Non esiste un piano di abitazione popolare capace di integrare due milioni di persone che nella nostra città cool abitano in situazioni di precarietà estrema, non esiste. Quindi il metodo della letterina e dello spray è l’unico efficace. Scaduto il termine, arriva il battaglione anti sommossa: cani, lacrimogeni, manganelli, ruspe. Si demolisce la vita di centinaia di famiglie senza offrire loro una alternativa. Cool. Oppure è il fuoco. In pochi minuti brucia tutto. Dare la colpa alle istallazioni precarie, alla promiscuità, agli allacciamenti irregolari, alla mancanza totale di controllo, al materiale infiammabile e perfino dare la colpa al tempo, troppo secco, non piove da varie settimane e il legno delle baracche, si incendia facilmente. Hanno dato la colpa al tempo troppo secco. La favela è bruciata in cinque minuti. La letterina e l’incendio. Nei giorni scorsi sono stati utilizzati entrambi i metodi. Le donne con la lettera in mano: viviamo qui da tanti anni, dove andremo adesso? La suora del centro comunitario: non posso credere che veniamo trattati come animali. Le donne con la casa incendiata: sono riuscita sola a salvare mio figlio disabile, non ho più niente, è bruciato tutto, non mi è rimasto più niente. La città cool, ingoia tutto il resto. Oppure si spalanca ai turisti (italiani) desiderosi di emozioni forti (la foto in prima pagina siamo noi! Favela-brasil-favela-rio-favela-sanpaolo-viaggio-foto-“ «e dai meninos de rua quando ci andiamo?» ): http://27esimaora.corriere.it/articolo/sono-una-turista-visito-o-no-la-favela/

Balbetto con il poeta il mio sgomento, con le donne il loro stupore, con la mia gente il suo abbandono.