LTI, Lingua Tertii Imperii

È il titolo di un importantissimo libro di Victor Klemperer, filologo. Ebreo tedesco, riesce a salvarsi dal massacro, e pur in condizioni sempre più precarie continua a scrivere e studiare. Pubblica nel 1946 il suo capolavoro: una analisi del linguaggio del Terzo Reich uno studio su come le parole usate, spesso travisate, abbiano influenzato il modo di pensare delle masse e soprattutto dei singoli, lui stesso incluso. Ho appena letto un articoletto di giornale, pagine interne, poca cosa. Ma le parole sono importanti. E quando vengono cambiate, quello che cambia veramente è il nostro pensiero, il nostro modo di essere, di agire, di interpretare noi stessi e il mondo. Le parole sono importanti.

Sono un cretino. Non è che sia una grande scoperta, molti lo sanno già da tempo, altri lo sospettavano. Ma adesso ne sono convinto anch’io. Signore e signori, l’ho letto stamattina sul giornale, un titolone grande così in prima pagina e lo posso dire forte e chiaro: sono un cretino. Leggo l’articolo e mi convinco definitivamente. È una intervista con chi ha l’incarico di deliberare la politica anti-droga a livello federale. Roba grossa, gente importante. Non come i nostri agenti di salute cittadini con il loro giubbottino azzurro senza maniche che girano per le strade in cerca dei dannati della terra. Girano in gruppetti di tre, giubbottino, girano girano, girano tutto il giorno. Guai però ad avvicinarsi alle zone calde, là dove c’è bisogno, dove la barra pesa davvero (barra pesada, barra pesante, in gergo significa luogo pericoloso). I bambini drogati di oxi e crack sono realmente inavvicinabili. Gli adulti poi.., si rischia la vita o male male una coltellata in pancia. Meglio passeggiare per il centro, arrivare con il pulmino, fare la riunione “sul campo”, vestire il giubbottino, dividersi in gruppetti di tre e cominciare a girare. Ma cosa vuole che sia, signora mia, è un servizio organizzato dal comune, robetta. Stavolta invece si muove un pezzo grosso federale. Lo dice il giornale. Dice che hanno realizzato uno studio, un “sondaggio nazionale” per creare una mappa, un vero e proprio atlante delle zone in cui si pratica il traffico di droga. E qui arriva la prima dichiarazione bomba che leggo e rileggo, rileggo ancora una volta…, dicono proprio così, ossia che nelle nostre città non esistono i quartieri deputati esclusivamente al traffico di droga, al crack. Questo tipo di quartiere non esiste. Non esiste e non esiste. Chi afferma il contrario fa del terrorismo. Capito? Fa del ter-ro-ri-smo! Al massimo esistono punti sparsi, qualche angolo buio in cui si riuniscono una manciata di drogati, ecco, basta così: una decina di persone al massimo. Una decina, dieci: uno due tre quattro cinque sei sette otto nove e dieci. Vari gruppetti, dieci persone che girano in cerca di angoli bui. Gli agenti di salute municipale vanno col giubbottino azzurro in gruppetti di tre, i drogati in dieci. Lo dice sul giornale il capoccia responsabile delle politiche anti-droga a livello federale. Ed io sono un cretino. E poi come se non bastasse da anni divulgo notizie tendenziose capaci di seminare il terrore. Qualche linea sotto e il capoccia mi sputtana pubblicamente negando in modo perentorio quello che io invece affermo a voce e per iscritto: non ci sono basi scientifiche, è una menzogna, non è vero che l’oxi è capace di viziare subito al primo colpo. Dice proprio così, parola per parola. Non esistono i quartieri del traffico e l’oxi non provoca il vizio al primo colpo. Apro le virgolette e traduco “il tema deve essere trattato con dati scientifici, senza passione, senza fondamentalismo”. E, si sa, lo sanno tutti, io sono passionale, fondamentalista. E cretino. In seguito descrive come viene prodotto l’oxi. E qui è d’accordo con me: cherosene, benzina, calce, acidi di batteria ecc., per poi subito dopo dichiarare che in Brasile non esiste il pericolo di una “epidemia” di oxi, tant’è che non esiste neanche l’epidemia del crack. Capito?

E io? Cosa sono? Cosa sono io? Un cretino, però un cretino in gamba che vi ho ingannato tutti per anni, che vi ha raccontato un sacco di balle a cui avete creduto. Un terrorista passionale e fondamentalista. L’intervista si conclude con una pillola di saggezza: non tutti gli usuari di droga diventano dipendenti. Basta, chiudo il giornale. Prendo a calci il muro e la porta, la porta e il muro. E io pago, e io paaaago! E questo signore sarebbe il responsabile federale ecc ecc. Immaginiamoci allora come sarà il responsabile municipale. Le risate! Mi scompiscio!… Maledetti, stronzi, figli di puttana, fatevi un giro con me, adesso, stamattina, andiamo in centro, in via Pinco e in piazza Pallino, venite a vedere le dieci persone negli angoli bui, venite con me…

Le parole sono importanti. Le parole sono importanti. Pensate a quello che è successo in Italia in questi ultimi anni: scendo in campo, mi consenta, bunga bunga. È in atto un cambiamento epocale, non è una crisi momentanea di valori, siamo davanti ad una vera e propria mentalità malvagia. Ci stanno travolgendo nella loro onda di merda e noi, pecoroni, ci lasciamo cullare beatamente. I nostri interventi in ogni riunione, ad ogni incontro, non hanno mai o quasi mai avuto risultato.

Fino a quando?