Natale 2011

Carissimi

Ad ogni Natale vado alla ricerca dell’innocenza perduta. Vado a Betlemme con Adamo ed Eva, il re Davide e Betsabea, Raab e Dalila, i pastori e la famiglia Liou di Taiwan, gli amici e i vicini di casa. Col Bambino mi sfogo, facendo tante domande, senza ordine, ma anche senza acrimonia. Dico tutto quello che ho nel cuore e me lo gonfia fino a dolere.

Il pianeta Terra produce cibo sufficiente a alimentare i 7 miliardi di abitanti, ma ogni giorno i

morti di fame sono 10 volte quelli delle Torri Gemelle! Perché non se ne parla nemmeno?

Perché 357 capitalisti dispongono delle stesse risorse di due miliardi di poveri?

Perché si permettono alla televisione programmi imbroglioni, volgari, violenti…?

Perché gli africani pagano e rischiano la vita in mare per venire a farci da schiavi?

Perché ai giovani si negano stabilità nel lavoro e la possibilità di formarsi una famiglia?

Perché ci si preoccupa della vita dell’embrione più che dei bambini di strada?

Perché i poveri devono pagare i crolli economici fraudolenti dei ricchi e delle banche?

Perché s’abbassano le religioni a competere per il numero dei fedeli e il primato spirituale?

Perché crediamo ciecamente in FMI, BM e OCM (la “trinità” del capitalismo neoliberale)?

Perché i governi non investono nella scuola? Perché la scuola castiga gli alunni più deboli?

Perché l’antiterrorismo del AC-130 Spectre, l’aereo che spara 1800 cannonate al minuto?

Perché ad Abaetetuba (e nel mondo) non riusciamo ad eliminare la droga? ….

Gesù Bambino sorride nel sogno. Grazie! Era questa la risposta di cui avevo bisogno: non smettere di sognare e volere un mondo bambino. Sento che non demorderò. Dentro di me c’è quel Bambino, come una grazia, un istinto, più forte di me stesso. M’impegnerò nel mondo come una rondine o un fiore di mandorlo che annuncia la primavera. Lo so, un solo mandorlo o una sola rondine non fanno primavera, ma a me basti cominciare: fossi anche strappato, la primavera non ritarderà per questo. Devo impegnarmi. Io e non gli altri. Senza aspettare che molti altri s’impegnino (cf. Primo Mazzolari). Devo impegnarmi, perché credo nell’Amore

p. Arnaldo DeVidi


Messaggio per il 2012

Il Nome della Pace

Sui miei quaderni di scolaro

ti ho disegnato: bianca colomba

in cieli azzurri sopra fioriti colli;

sui muri come graffiti

sui poster presso il letto;

sui quadri degli avvisi

nelle accademie e nelle chiese

sulle prore di caravelle e paranze

io scrivo il tuo nome.

 

Sulle spiagge coi castelli di sabbia

sui gioghi dei monti con gli abeti

sui sogni delle aurore

sui rossi pennacchi dei tramonti

sull’aroma di sandalo dei passi

sulle icone di antichi santuari

sul largo letto d’acqua dolce

sul fiume eterno degli amori

io scrivo il tuo nome.

 

 

 

Sulle febbri dei ribelli

sul pane scuro dei poveri

su ogni stracciata bandiera

sulle più accese speranze

sulla filigrana argento della luna

sulle campane di nebbia

sui rubini del melograno

su pergamene sigillate a sangue

io scrivo il tuo nome.

 

Sui sentieri del bosco remoto

sull’enigma del mio specchio

sull’assenza che sgomenta

sugli sciocchi rimpianti

sui miei pensieri bambini

sulla nudità dell’anima

nel cuore della mia fede

in Dio padre e madre

io scrivo il tuo nome: Pace (P. Arnaldo)

LETTERA DAL BRASILE. ABAETETUBA È UN PRESEPIO.

A fine ottobre, Manuel, il Mastro Geppetto della comunità, viene a dirmi che è ora di allestire in chiesa il presepio, di cui lui é incaricato fin dal tempo di Pinocchio. Mi chiede una cinquantina di fogli timbrati per raccogliere fondi, e il permesso di introdurre nel presepio l’albero di Natale e Babbo Natale (per la gioia dei piccini). Permesso negato. Spiego a Manuel che Radio&Tv trasformano Natale in uno show e il commercio ne fa la festa del consumismo. Per noi Natale è Gesù e la grotta.

Gli suggerisco di mettere nel presepe Abaetetuba: il centro rappresenta Gerusalemme, e la nostra parrocchia di periferia è Betlemme. Sì, Abaetetuba è un presepio: sulla foce del Rio delle Amazzoni, 90 mila abaetetubesi vivono nella civiltà della pietra e in quella dell’internet. Molti sono descamisados, ma col telefonino. Le vie principali della città sono sempre congestionate da camion e carretti a trazione animale; da automobili, motociclette e moltissime biciclette.

Come Gerusalemme, Abaetetuba ha problemi: di droga, miseria, prostituzione, corruzione… Ma, come tutto il Brasile, Abaetetuba è simpatica. Apprezza l’ospitalità e il meticciato, ha la gioia della fede e della speranza… Oggi molto si parla del BRIC: Brasile, Russia, India e Cina, i 4 paesi emergenti. Ebbene, dei 4 il Brasile, e solo lui, è latino e cattolico. …

Io ho socchiuso gli occhi, e credo anche lui, mentre descrivevo lentamente: sarà un presepio “popolato”; cominciamo dagli angoli con le cose negative. In un angolo la droga che crea un far-west di pistole e giovani nel vizio (Abaetetuba è stata chiamata la Medellin del Brasile perché ha la disgrazia di trovarsi nel corridoio del narcotraffico). In un altro angolo vedi i Golia della prostituzione infantile (a noi resta la fionda della denuncia). Nel terzo angolo i sanguinosi conflitti di terre. Nel quarto le palafitte dei più poveri, degli esclusi. Sullo sfondo la città supponente.

Verso il centro del presepio la scena cambia con la grotta tra piante, fiori, stradine. Al posto dei pastori, i venditori di açai e di granchi… Si può mettere due volte la Sacra Famiglia: una nella grotta, l’altra in bicicletta fuggendo da Erode. Giuseppe pedala, Maria sul portapacchi allatta Gesù. – Così è troppo!, reagisce Manuel.

Ma l’idea di Abaetetuba come un presepio è già entrata nel suo immaginario. Aspetto di vedere il risultato. P. Arnaldo DeVidi

 

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Carissimi: io sogno il giorno in cui il Brasile – il paese col maggior numero di cattolici e ricco di risorse – diventerà un centro beneficiente per il mondo. Per ora gli manca una democrazia partecipativa e giustizia sociale (è tra i Paesi con maggior dislivello tra le classi): come Chiesa siamo impegnati su questi fronti. Per questo ho ancora il coraggio di chiedere. In particolare c’è un bairro con spacci di droga, ma senza un salone per le celebrazioni e l’attività con i ragazzi e le mamme. Per la costruzione del salone molti-uso si va oltre i 25 mila euro, un mare di soldi, ma… di gocce è fatto il mare. Io ci conto, anche perché ho un gruppetto di persone disposte ad accettare la sfida con lavoro volontario. Il salone sarà chiamato Centro San Guido Maria Conforti. GRAZIE.

Buon Natale! P. Arnaldo

Per offerte: Ccp 00204438, intestato a: Procura delle Missioni Saveriane Viale S. Martino 8 – 43100 Parma

(Nella causale specificare: Per p. De Vidi, Amazzonia – Centro S.Guido. E non dimenticate il vostro nome e indirizzo)