Rogai por nós

Nossa Senhora. Così viene chiamata la Madonna, Nostra Signora. La patrona del Brasile. Il suo santuario di Aparecida è tra i maggiori del mondo, meta di pellegrini di ogni provenienza. Un pescatore incontrò impigliata nelle reti la statuetta, una madonnina negra. La vita del villaggio cambiò per sempre. Si susseguirono miracoli e grazie inspiegabili. Nel santuario di recente costruzione si narra la storia con mosaici ed affreschi. La sala degli ex voto accoglie i pellegrini delle Americhe che vi depositano il segno della loro fede, una stampella, un quadretto, una fotografia. Ma anche la maglia della squadra preferita, lettere, oggetti di ogni genere. Gente comune e personaggi famosi, semplici popolani e uomini dello spettacolo, politici ed elettori. Tutti, proprio tutti, sembrano riconoscersi in questa storia, uno dei pochi simboli della nostra unità nazionale e culturale. Perfino i non credenti, credono a Nossa Senhora, nel senso che se non credono in lei credono nelle fede di chi ci crede. Il santuario con le sue dimensioni vaticane, lo vedi da lontano, dall’autostrada, a chilometri di distanza.

Rua Apa, in pieno centro. Duecento metri, qualche magazzino, negozietti, un distributore, qualche palazzetto basso, tre piani non di più. Una stradina insignificante, inutile, calma di giorno, una tomba di notte. Ormai anche qui si vive e si muore di crack. La droga dei poveri, dei miserabili, l’epidemia urbana che uccide la città e si nutre di carne umana. È difficile descrivere, ci abbiamo provato tante volte. Abbiamo negli occhi gli occhi dei nostri meninos, le loro crisi, le loro urla, una sofferenza di abbandono nel desiderio illimitato del nulla. Abbiamo nel cuore la nostra impotenza, la nostra costante sconfitta quotidiana.

Siamo stati tante volte ad Aparecida. La passerella che lega la città vecchia al santuario spesso viene percorsa in ginocchio. Nella sala della candele arde un fuoco permanente di devozione. I mattoni apparenti del santuario, oggi vengono piano piano rivestiti di marmo, è una piccola mania di grandezza: per poter essere paragonati alle grandi cattedrali europee si rinuncia alla nostra caratteristica semplicità. Non so se il progetto originale lo prevedesse, ma il santuario spoglio, nudo, senza alcun orpello era molto più vero di quello che è diventato, luci e mattonelle colorate che rasentano la volgarità e la blasfemia. Probabilmente ci si vuole adattare al nuovo cattivo gusto delle classi emergenti attratte dal luccichio dorato che gli spiattellano in faccia come segnale di progresso e ricchezza facile. Ma questo nulla toglie a Nossa Senhora, alla sua storia, a quello che riesce a smuovere le fede della sua gente in ogni angolo di questo paese immenso e contraddittorio, dai grattacieli dell’avenida Paulista, alle spiagge di Rio, dalla foresta di Manaus ai vicoli della crackolandia della nostra città.

Una parete di mattoni senza intonaco dipinta di azzurro, azzurro cielo, azzurro mare, azzurro bellissimo. Un piedistallo a mezza altezza, una scritta. Sul piedistallo una statua di Nossa Senhora, la scritta: Nossa Senhora do Crack. Sotto il piedistallo, sul muro grezzo scritto con lo spray: prega per noi. È stata una idea di un artista locale. Approvata perfino dalla diocesi. Due giorni dopo però Nossa Senhora giaceva distrutta per terra, fatta a pezzi dalla violenza di chi di Lei ne ha più bisogno. Erano preoccupati dalla presenza dei fotografi e dei giornali, non potevano più drogarsi in santa pace. Altri non hanno gradito l’associazione di una simbolo santo all’inferno della loro situazione. Meglio allora farla a pezzi, non verrà più nessuno a fotografare, più nessuno a curiosare. Chissà che rumore fa una statua che si spezza, chissà come ci si sente a rompere una statua. Un prete amico degli ultimi ha detto: «L’idea di portare speranza in questa regione desolata è stata magnifica e che adesso, rotta in frantumi abbandonata per terra, è diventata ancora più simile alla gente che vive qui con la sua immagine straziata». Rimangono una strada insignificante, un bellissimo muro azzurro, una scritta, un piedistallo vuoto, i cocci sul marciapiede.

Nossa Senhora do Crack, rogai por nós, prega per noi.

nossa senhora do crack