Verremo noi

Papai Noel chegará no Boulevard do Shopping com musica, artistas circenses e um lindo show de neve. Natal no shopping: único, como cada floco de neve.
Babbo Natale arriverà nel Boulevard dello Shopping con musica, acrobati e un bellissimo spettacolo di neve. Natale allo Shopping: unico, come ogni fiocco di neve.

 

Árvore de natal do shopping boulevard tatuapé Comincia il giorno 6 di novembre e andrà avanti fino a Natale. L’albero di cinquanta metri è già stato montato da un paio di settimane, arriva fino alla cupola di vetro. Lo spettacolo di neve finta è la gioia di grandi e piccini. Se è come quello dell’anno scorso è una meraviglia. Quest’anno promette essere ancora meglio. Dicono che babbo Natale arriverà volando, letteralmente. Te lo immagini che bello? La facciata dello Shopping scintilla anche di giorno grazie a un nuovo sistema di lucine intermittenti venuto direttamente dalla Cina. O dall’India.
Ma è la notte che è meraviglioso, uno spettacolo degno del “primeiro mundo”.  Lo sai che c’è gente che viene da tutto il Brasile per vederlo E pensare che io ce l’ho sotto casa mia. Sono proprio un uomo fortunato. Le palme illuminate, la musica, una cascata di luci… è lo spirito del Natale che allo Shopping è cominciato a metà ottobre.
Dal 1980 al 2003 sguazzavamo nel fango del pozzo. Scoprivamo che l’ultimo gradino dell’abiezione, in realtà non era l’ultimo, ce n’era sempre un altro. E andavamo sempre più giù. Impregnati di frustrazione ci consideravamo esattamente come ci sentivamo. Dicevamo che l’unica vera uscita per la nostra situazione era il portone della sala d’imbarcovia paulista iluminada dell’aeroporto. Emigravamo a milioni. Soprattutto gli studenti universitari. Andavamo a studiare in Europa. Là cercavamo di sopravvivere con i pochi dollari che ci mandavano da casa e con lavoretti da cani, baby sitter, lavapiatti. Terminavamo gli studi, alcuni riuscivano a lavorare e, per la loro competenza riuscivano a sistemarsi bene, struggendosi di saudade e malinconia. I più non ce la facevano e tornavano a casa con la coda tra le gambe ad ingrossare le fila della disoccupazione o a lavorare in modo precario. Eravamo così dipendenti di un sistema economico venuto dall’estero, le cui regole non eravamo noi a scriverle, che qualunque venticello soffiasse, per noi si trasformava in tempesta. L’inflazione arrivò al ventimila per cento all’anno. La nostra moneta letteralmente si polverizzò. Un giorno sbarcarono gli uomini grigi del Fondo Monetario Internazionale e imposero la loro politica ortodossa fatta di tagli alla spesa pubblica. La strage fu peggiore di qualunque guerra. Il settore pubblico fallì completamente: ospedali e scuole a catafascio. La grande siccità del 1975 obbligò milioni di persone a trasferirsi nelle città per non morire di fame. Morirono lo stesso nelle favelas sterminate, uccise dalla fame, dalle malattie, dalla violenza, dalla corruzione. Avevamo bisogno di soldi. Li chiedevamo in prestito alle banche europee. Più ne chiedevamo, più queste banche li volevano indietro subito e a interessi da strozzini. Ci indebitammo a un livello catastrofico. Sgobbavamo in una settimana lavorativa di 50 ore per poter pagare il prestito impagabile. Eravamo la vittima preferita degli usurai internazionali. La nostra vera moneta ufficiale non era il Cruzeiro, il Cruzado, il Cruzado Novo, il Cruzeiro Real, la URV, il Real… (tante furono le monete che in ventitrè anni di svalutazione giornaliera eravamo costretti a cambiare, ogni volta tagliando tre zeri: i mille cruzeiro trasformati in 1 cruzado… i mille cruzodos in 1 cruzado novo… e via dicendo), allora, la nostra vera moneta era il dollaro, quotato in due modi distinti: il cambio ufficiale (un indice assolutamente nominale, usato unicamente come punto di riferimento, come ipotesi) e il “cambio negro”: questo sì vero indice usato da tutti, perfino dal governo. Il cambio negro dettava ogni transazione commerciale, sia quelle ufficiali che quelle tra informali. Qualunque tipo di merce era quotata in moneta nazionale e in dollari (al valore del cambio negro). Le imposizioni del Fondo Monetario furono catastrofiche. La nostra infrastruttura venne ingoiata dal debito impagabile. Il resto è storia recente. Si formò una oligarchia economica ricchissima e una massa di milioni di diseredati. La politica, dominata da una élite di privilegiati, serviva esclusivamente agli interessi di pochi industriali che monopolizzavano l’intero mercato. Adesso abbiamo un albero di natale di cinquanta metri e un bellissimo spettacolo di neve finta con babbo natale che arriva volando, le lucine che vengono le lacrime agli occhi da quanto son belle.
Oggi al tavolo dei grandi c’è anche il nostro nome. Dilma ha detto che è disposta ad aiutarvi. Dilma ha detto che il Brasile è disposto ad aiutarvi a pagare i vostri debiti, a tirarvi dal buco nel quale vi siete cacciati con le vostre stesse mani. Non accetta però la politica di recessione, di tagli alla spesa pubblica, alla scuola, alla sanità. Vi ha messo con le spalle al muro. Se volete i nostri milioni del petrolio, della soja, dell’etanolo, dovete ubbidire alla nostre disposizioni. Noi alle vostre abbiamo ubbidito ciecamente per ventitré anni e trentotto crisi economiche. E le nostre disposizioni sono molto meno rigide di quelle che ci avete imposto per tanto tempo. Anzi, sono disposizioni a vostro favore: milioni di dollari (o di Reais, Cruzeiros, cruzados, dollari, fate voi)  in cambio di preservare la politica dei benefici sociali. Io se fossi in voi ci penserei. Siete con l’acqua alla gola, avete visto che di gradini da scendere ce n’è sempre uno in più.
E adesso per favore non mandateci più nessuno a vedere i progetti sociali, le favelas e i meninos de rua. Che tra un po’ organizzeremo noi le escursioni da qua. Andremo a Napoli a vedere i rifiuti, a Padova e Bologna a vedere come si spaccia l’eroina in pieno giorno a due passi dalla piazza principale. Verremo noi a vedere e fotografare i vostri poveri mendicare una cesta alimentare alla Caritas, magari in fila come facevano i nostri, perché non riescono ad arrivare a fine mese. Verremo noi a vedere la vostra classe politica affogata in una inefficienza e in una corruzione senza precedenti. Verremo noi, a fotografarvi e filmarvi, magari anche a chiedervi cosa si prova a vivere così male mentre poca gente invece vive da nababbo, anzi da babbo natale. Non scomodatevi più, ragazzi, verremo noi a dettare regole e riscrivere la Storia, verremo noi.
Distruggeranno Roma
E sulle sue rovine
Deporrano il germe
Della Storia Antica
(Pier Paolo Pasolini – da Alì dagli occhi azzurri)