Teologia delle Religioni o Scienza delle Religioni?

Tra le “teologie del genitivo in più”, cioè tematiche, insieme alla teologia della pace, teologia della speranza… troviamo la teologia delle religioni (TdR). Essa ha evoluito molto. Paul Knitter cataloga quattro modelli di TdR.

1º – Modello di sostituzione: Gesù è l’unico vero salvatore; le altre religioni possono offrire solo domande alle quali i cristiani risponderanno proponendo la fede in Gesù;

2º – Modello di compimento: le religioni contengono valori… che possono trovare in Gesù il loro compimento (tesi del Concilio Vaticano II);

3º – Modello di reciprocità: Gesù è il vero Salvatore del mondo, ma non l’unico, di fatto nelle religioni incontriamo messaggi sintonizzati col Vangelo;

4º – Modello di accettazione: ogni religione cerca la salvezza per il suo popolo e è incommensurabile in confronto alle altre. E tutte meritano rispetto.

Riassumendo: i teologi della TdR cercano nella Bibbia passaggi che approvino e valorizzino le religioni non cristiane. Ai teologi del 1º modello non gli riesce di trovare; a quelli del 3º e 4º gli riesce con malabarismo…

Però la Chiesa invita al dialogo. L’enciclica di Paolo VI, Ecclesiam Suam (1964), parla di “rispettoso riconoscimento ai valori spirituali e morali delle varie confessioni religiose non cristiane” (ES 112). Più specificamente sul dialogo, dice:

Questa forma di rapporto [il dialogo] indica un proposito di correttezza, di stima, di simpatia, di bontà da parte di chi lo instaura; esclude la condanna aprioristica, la polemica offensiva ed abituale, la vanità d’inutile conversazione… (ES 81)

Bisogna, ancor prima di parlare, ascoltare la voce, anzi il cuore dell’uomo; comprenderlo, e per quanto possibile rispettarlo e dove lo merita assecondarlo. Bisogna farsi fratelli degli uomini … Il clima del dialogo è l’amicizia. Anzi il servizio. (ES 90)

L’Ecclesiam Suam propone un dialogo non libero di paletti e distinguo, a motivo del contenuto essenziale non negoziabile… Neppure gli incontri di Assisi sfuggono a questo orizzonte teologico: la Chiesa ha preso l’iniziativa di promuoverli; forse non vi aderirebbe se altri li organizzassero. Solo su ideali come pace, giustizia, salvaguardia del creato… il dialogo è paritario. Paolo VI l’aveva detto: In ordine a questi comuni ideali un dialogo da parte nostra è possibile; e noi non mancheremo di offrirlo. (ES 112)

Ma è vero dialogo, se una parte non giunge a rivedere la propria fede, oltre che a difenderla e proporla? Insomma, la teologia non parte da una fede povera, ma da una fede ricca, escludente ed includente.

Ci lascia perplessi la letteratura sulle religioni: molta teologia e poca scienza. Arriva l’ora ed è ora, di fare il salto. Cercare una terra di mezzo, neutra, dove avventurarsi e incontrarsi con l’altro (ricordando l’Altro). Bisogna disarmarsi, mettere tra parentesi la propria fede, ascoltare l’altro senza fraintenderlo, senza preparare il contrattacco, disposti a cogliere valori. A suo tempo si presenterà con chiarezza, positivamente, la propria fede. Ci sarà la possibilità di fecondazione, di arricchimento reciproco.