Teologia

In Amazzonia, i missionari saveriani si fermano 7 giorni all’inizio dell’anno a far teologia della missione. Approfittando dei ritagli di tempo, ho buttato giù le seguenti riflessioni.

Teo-logia è “discorso su Dio, all’incrocio della rivelazione con la ragione”. Il frate domenicano Tommaso d’Aquino (1225-74), considerando che Dio è autore sia della Parola rivelata che della ragione, ha elaborato una Summa theologica che spiega Dio e l’universo, in sintonia con la Bibbia, grazie alla filosofia. La Bibbia funziona come prova del nove e la filosofia è lo strumentale. Per il suo sistema monumentale Tommaso d’Aquino ha fatto ricorso alla filosofia aristotelica, perché il rigore logico e la scelta dell’essere come fondamento, faceva di lei l’ancella ideale per elaborare la teologia come scienza. La Summa, condannata in un primo tempo, è stata poi adottata dalla Chiesa come la teologia ufficiale, o Teologia Classica.

Sette secoli più tardi, in America Latina, un altro domenicano, Gustavo Gutierrez (1928-…) ha considerato che la ragione umana elabora altre scienze, oltre alla filosofia. Per illustrare la rivelazione, Gutierrez è ricorso a tre scienze-ancelle: sociologia, politica ed economia. È nata cosí la Teologia della Liberazione (TdL). Se la Teologia Classica è orientata alla verità, la TdL mira alla giustizia; quella è preoccupata dell’ortodossia, questa dell’ortoprassia.

Più tardi, anche a motivo delle diffide alla TdL, sempre in America Latina, s’è fatto ricorso all’antropologia come ancella, e ne è venuta la Teologia India, Afra, al Femminile…

Più tardi ancora, fu privilegiata l’ecologia come ancella, per una Teologia della Creazione. …

Ed ora? Con Benedetto XVI c’è un forte ritorno alla Teologia Classica. Si direbbe che c’è la preoccupazione di provare con la logica che la Chiesa ha il monopolio della verità. Gli orientali ritengono morboso il nostro attaccamento alla logica. Essa è solo uno dei mezzi cognitivi. Chi non lo sa che la verità la si raggiunge per mille strade: sapienza, empatia, analogia, intuizione, citazioni, allusioni, illuminazioni successive…? Le mille strade hanno portato i cinesi a credere che il mondo è frutto di autocreazione ancora in corso. E che Dio è inarrivabile per dirne l’essenza e perfino l’esistenza.

Sento che l’umanità in fase di espansione di conoscenza e di rapide trasformazioni anche culturali, comincerà a prendere visione di più universi simbolici, per un dialogo (difficile!) tra le culture e le religioni. Sento anche che il discorso su Dio-verità diventerà sempre più accademico, di nicchia. La persona “religiosa” domani non sarà l’apologista che sillogizza, ma la persona che si fa carico dei problemi del prossimo. Se accadrà, sarà un grande passo avanti.