Autunno

«In questi giorni il sole ha rinunciato al suo dardeggiare, senza aver ancora abdicato alla propria forza. I raggi esprimono una potenza trattenuta che, ora, si sta prendendo cura delle realtà che, in precedenza, aveva violentato e fiaccato per eccesso di vigore. Adesso il sole accarezza le ferite delle foglie che, grazie a questo tocco, da qui a breve si congederanno dalla loro esistenza nel giallo e nel rosso, colori molto più intimamente solari».

Piero Stefani

 

 

Se ci vogliamo proiettare con l’immaginazione a quello che verrà dopo, l’incanto è già finito.

Nessun’altra epoca dell’anno trasmette un tale senso di riposo come l’autunno. Il sole sembra proprio ci voglia cullare, non avvertiamo, infatti, alcun bisogno di essere riscaldati, perché all’ombra si sta ancora bene. Dove prima non si poteva stare per eccesso di energia, ora ci si siede avvolti dalla tranquillità. Un vissuto, quindi, situato in una stagione in cui siamo sottratti agli eccessi.

Oltre a evocare lo splendore di questa stagione (si pensi solo al colore dei boschi in montagna) ci arriva anche l’invito alla pacata bellezza di un volto, pur nella ragnatela delle sue rughe, a ricordarci la preziosa intensità della vecchiaia.

Si possono vivere ancora esperienze alte, ma con maggior finezza; si possono scoprire doni nuovi; si è capaci di offrire alla società un contributo autentico, senza bisogno di cambiarsi la pelle e la faccia.

Vi par poco?