Finalmente a Morrumbala!

Difficile abituarsi, siamo qui per la terza volta, ma il viaggio resta un’avventura; arrivare all’aeroporto, 4 scali, i vari controlli da passare sperando indenni, il pensiero va al salame che hai nascosto dietro l’ombrello per confondere le idee o al parmigiano ultimo richiamo alla tavola di casa abbinata alla pasta che si può acquistare anche a Morrumbala, all’uscita dall’aeroporto di Quilimane sospiro di sollievo il carico è salvo.
Una giornata di intervallo a Maputo, poi una di sosta a Quilimane per avere il tempo di fare un po’ di rifornimenti, poi dolce nel fondo!!; 200 km circa gli ultimi 50 di pista battuta per raggiungere Morrumbala la nostra destinazione, circa 5 ore di Chapa; pulmino da 8 posti adattato con strapuntini e sedili posticci, uno spazio per 8 a disposizione di 20, la partenza del pulmino non rispetta un orario ma quando è a pieno carico.
Non è stato un viaggio, come si suol dire, comodo, le spalliere rigide attraversate da tubi di rinforzo ; te li senti appoggiare sulla schiena e a ogni sussulto dovuto alle buche molto frequenti del fondo stradale questi te li senti sbattere contro le ossa, ma ce l’ abbiamo fatta partiti da Castel Bolognese alle 14,20 del mercoledì; il sabato alle 17 abbiamo raggiunto Morrumbala e depositato le valigie sotto casa.
L’equipaggio oltre a noi tre: Milo, il capoprogetto, Lidia e e io Umberto, marito e moglie pensionati volontari di appoggio; fa parte pure Chiara laureanda in Sviluppo Ambiente e Cooperazione, che si è aggregata al gruppo all’ aeroporto di Milano, proveniente da Torino; ci ha raggiunti al check-in, accompagnata dai genitori e da una sorella, gemella, l’ abbiamo saputo dopo nessuna somiglianza; subito pensiamo sia un battesimo di partenza da casa, poi apprendiamo che invece e quasi una veterana e già l’ anno scorso era partita con un gruppo di amici per il Mozambico e in un asilo gestito da suore brasiliane aveva fatto il primo incontro con l Africa come animatrice ai bambini. Nei suoi programmi oltre ad aggregarsi al lavoro che svolgeremo con i componenti dell’ associazione dovrà sviluppare una sua ricerca per la tesi di laurea da presentare all’ università di Torino dalla quale ha ricevuto una borsa di studio per questo soggiorno di lavoro.
Davanti a casa, ad aspettarci, troviamo Arnau, il nostro maggiordomo, un po’ sofferente: lo tormenta la febbre da malaria, assieme a lui Almirante il nuovo presidente dell’ UDCM.
Dopo aver preso possesso della nostra sistemazione logistica si va alla ricerca di un posto dove mangiare, abbiamo fatto colazione al mattino a Quilimane, troppo impegnati dal viaggio non si è pensato al mangiare, a parte le banane quasi ottime acquistate da Lidia al Mercatino di Zero, nell’ unica sosta del viaggio ; abbiamo fame, al ristorantino il frango (pollo) si fa attendere molto, ma la bontà di questa ricetta placa lo scalpitio dell’attesa.