I falegnami sono arrivati (8 aprile 2013)

Sono sempre loro: Indresserino, Albino, Nito, Faz Bem, Herminio, ed Ernesto, puntuali in bicicletta; alcuni vengono da Kumbabo altri da Nhacamba e Chivungure , hanno percorso il tratto di pista che li separa da Morrumbala.
Sul portapacchi della bici gli attrezzi del mestiere e l’occorrente per trattenersi fino alla fine della settimana; sabado (sabato) faranno ritorno a casa e alla segunda feira (lunedì) saranno di nuovo qui. Questo è il programma finché non sarà terminato il lavoro.
Sono da costruire 60 tavoli, 120 sedie, 4 scrivanie con sedie e 5 gruppi di tavoli e due panche ciascuno, per attrezzare la scuola dell’infanzia. Il tempo preventivato per questo lavoro è di circa tre mesi. Appena arrivati, due indicazioni logistiche, un po’ di suggerimenti organizzativi e si fissa in accordo quanto percepiranno per il lavoro.
Iniziano subito i lavori: selezionare una prima serie di pezzi per costruire il primo lotto di 80 gambe per tavoli; il cantiere è subito in attività. I banchi di lavoro sono assi di legno, appoggiati e fissati con chiodi su quattro diversi alberi di mango e sull’altra estremità appoggiati su un palo piantato in terra. Non esiste morsa e tantomeno si fa uso di morsetto; un listello fissato con due chiodo fa da appoggio, per il resto si fa uso delle mani; restano il pialletto, la zappetta, il segaccio , il martello, lo scalpello e poco altro come utensili. Per la misura il metro, per il controllo un paio di squadre; il materiale disponibile è composto da tavole e barre di legno tipo Bila, il legno è stato tagliato nella foresta; la segheria che abbiamo visitato, accompagnati da un amico dei segantini, è all’aperto lungo il corso di un rio (fiume), attrezzata con un trespolo per alzare il tronco da una parte, una sega grande con due manici alle estremità, uno dei segantini in equilibrio sul tronco, l’altro da sotto, vero materiale da documentario; il giudizio sulla qualità di questo lavoro può essere valutato buono, rapportato a strumenti, attrezzature e condizioni di lavoro.
Torniamo a nostri: il lavoro prosegue con la spianatura e la squadratura dei pezzi, il taglio a misura, poi si fa la tracciatura degli scassi dove saranno infilati gli spuntoni delle traverse, qui non c’è la fresatrice, ma scalpello e martello per gli alloggiamenti, seghetto e zappetta per gli spuntoni . Lavoro di adattamento (molto) poi si passa a colla, chiodi e pioli. La cosa più difficile per loro è comprendere il senso del controllo dello squadro, della quadratura della forma o della stessa misura. I suggerimenti e le osservazione non si sa se per colpa della nostra scarsa padronanza della lingua, o perché capiscono altro, non trovano applicazione; suscitano semmai qualche interesse l’esempio e la dimostrazione pratica. La vernice come ultimo passaggio, è più l’applicazione di un belletto che di un protettivo, il diluente si usa se c’è o lo si sostituisce con un po’ di benzina, manca il pennello, niente paura: dopo un consulto un po’ prolungato che coinvolge tutto il gruppo, un mazzetto di penne di gallina legate con un cordone può esser il pennello per eseguire la verniciatura, all’occhio più o meno esperto la qualità dell’esecuzione e l’uniformità dello strato non piacerà ma non si potrà negare la presenza della vernice.
Forse potevamo spiegare molte cose di più nel corso dell’avanzamento del lavoro; non si può essere troppo assillanti, le nostre richieste rischiano di essere pretese incomprensibili, storie tutte nostre, il piano liscio, gli spigoli smussati e arrotondati, le gambe in squadro, i piedi dovrebbero appoggiare in piano. Ma cos’è un piano? siamo appoggiati sulla terra. Siamo veramente dei rompi, ti guardano e non capiscono. Se colgono un tuo cenno che il lavoro va bene ti sfoderano il loro più grande sorriso; e allora cosa vogliamo di più ; il tavolo sta in piedi i bambini della scuola avranno banchi su cui studiare i falegnami avranno affinato, migliorato ulteriormente le loro capacità e il loro mestiere, portandosi a casa anche un po’ di meticails (moneta locale).