L’augurio di padre Arnaldo de Vidi da Abaetetuba.

Carissimi,

Pace e bene. Per Natale, eccomi a raccontare e raccontarmi. Dopo 30 mesi, Abaetetuba continua ad essere per me un enigma: Eldorado e FarWest.
Il sole sorge alle 6 e tramonta alle 18; 12 mesi all’anno io vesto sandali, pantaloni leggeri, camicia-polo e cappello col frontino. La città, in riva al fiume, abbonda di pesce e frutta. L’entroterra è ricco di vegetazione e minerali. La gente è festaiola. Molti i bambini.
Ma nelle case circondate dall’acqua infetta del delta, migliaia di famiglie soffrono di sete e malattie. Il Comune con migliaia di impiegati è praticamente l’unica industria; e i giovani vanno da un concorso statale all’altro per ottenere un impiego. I conflitti per la terra, la casa e la droga seminano morti (si prende la pistola e si uccide per una parola di troppo). Mega-imprese da mega-porti portano via il dendê (attuale monocultura per l’etanolo) e… l’intera Amazzonia. La miseria in Abaetetuba convive con oltre 10 mila moto (per 100 mila abitanti).
La religione forma un capitolo a parte. Ad Abaetetuba non c’è giorno senza una o più processioni patronali, con mortaretti e amplificatori. Gli evangelici aprono chiesette; vanno di porta in porta; predicano come nei film western; esigono le decime; fanno miracoli…
Verrebbe da chiedere: «Che ci faccio io qui?». Io cerco di fare nel bairro Algodoal (15 mila ab.) quello che Papa Francesco fa a Roma.
– Scommetto nei gesti, come l’Oratorio San Guido (quasi terminato!!) in zona di droga.
– Scommetto sul coraggio, chiedendo l’intervento del Governo (della Marina) nel nostro delta.
– Scommetto sulla creatività: abbiamo allestito l’Expo Missionaria, 2ªedizione: due manichini neri sono Adamo e Eva; un globo acciaccato-incerottato ammonisce che il pianeta è ammalato; un’anaconda rappresenta la droga; il manichino di una ragazzina, vittima del traffico del sesso, denuncia e conversa con i visitatori (in maggioranza alunni delle scuole)…
Grazie a Dio continua la solidarietà dall’Italia. Ho ricevuto la visita dei coniugi Mariani che con la loro ONLUS mi aiuteranno a costruire una scuoletta di informatica. Grazie, Mario!
Carissimi – come dice il poeta Carlos Drummond de Andradeil presente è così grande. Non separiamoci. Non separiamoci, andiamo tenendoci per mano.
Crediamo in Gesù, con la certezza che Natale non è una favola per i bambini, né una leggenda pre-urbana, ma l’irruzione di Dio, nel sottomondo, per salvarci. Buon Natale!

padre Arnaldo De Vidi
missionario saveriano
Abaetetuba, Amazzonia,
Parà, Brasile

 

SE GESÙ OGGI…

Se Gesù oggi nascesse alla tua porta,
lo riconosceresti? Gli offriresti alloggio?
Non rispondere in fretta. Non sii così sicuro.
Guarda, c’è una coppia battendo da te:
è un giovane e una ragazza. Lui cerca
lavoro e lei lavoretti, o fare la badante.
Anzi, per il momento cercano una casa,
uno scantinato, perché lei è al nono mese.
Tu li guardi, molto incomodato:
sono stranieri, o del Sud (cambia poco).
Lei è così “adolescente” che pensi:
Con che coscienza i genitori le hanno
permesso di seguire questo giovane?
Di certo, non son sposati, né specializzati:
lui dirà che sa fare di tutto, si adatta a tutto…
Il giovane tace. Di che gli vale, dire che ha
un titolo di studio; che è carpentiere;
che sono sposati col consenso dei genitori;
che sono emigrati perché il primo mondo
ha tolto al loro paese le condizioni di vita?
Scuoti il capo: Restassero a casa loro!
Vengono ad aumentare la crisi e la violenza!
Sognano, fanno figli che li aspetta il crimine
e il carcere! Sorridi amaro: Giovani illusi!
Lui pare leggere il tuo pensiero e reagire:
Sei tu deluso, e vecchio con la tua supponenza.
Noi ci sacrifichiamo pel figlio che nascerà sano,
se Dio vuole. Porterá giorni migliori, sissignore!
Subito tu ti preoccupi per lei: pare che cominci
ad avere le doglie del parto! Presto, correte
alla maternità che per fortuna è qui vicina.
Potrete anche lasciar lì il figlio in adozione.
E chiudi la porta… in faccia al Salvatore!

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Gesù nasce oggi alla nostra porta.

* Betlemme è qui, in Abaetetuba, dove Gesù
rinasce nei sei giovani che vivono con gli
organi di Eduardo, morto in incidente di moto.

* Betlemme è Lampedusa, e Gesù è Alim,
il bambino nato sulla carretta di mare,
sopravvissuto alle nostre leggi di Erode.

* Betlemme è ogni luogo dove nasce
un bambino down che ci guiderà
senza distrazioni, seguendo la stella;
ci aiuterà a non barare con le persone,
a non fingere, e a sorridere alla vita.