letra 23

Hola amigas/os! Come va?

Ho saputo che finalmente vi state godendo l’estate dopo un inverno lungo e piovoso.

Da noi, l’invernletra23bo ha fatto una settimana di freddo i primi di luglio, poi una pausa e quindi altri pochi di giorni di freddo e pioggia, con un minimo di 5 gradi, e ora, come da copione comincerà il periodo dei venti. Fine inverno. E anche quest’anno niente pupazzo di neve.

In centro città, a pochi passi dalla piazza principale, c’è una vecchia libreria, installata in un vecchio edificio decadente e gestita da un vecchio di nome Angel Molina. Tutto vecchio è stata la prima impressione. Angel è un signore di quasi 95 anni, piccolino, con barba incolta, basco blu in testa, occhi grigi e moderatamente sordo. Basta dargli il la e lui comincia a parlarti. E parla. E comprendi che l’edificio, con più di duecento anni, è stato costruito in modo che non crolli. Con puntelli interni ai muri che ne garantiscono la stabilità. Che i libri, dice lui, sono sempre attuali, non invecchiano e aiutano a vivere meglio. Lui che è stato un dirigente del Partito Comunista Boliviano, mi racconta dei suoi cinque viaggi a Mosca, invitato come corrispondente di una testata sudamericana. Dei viaggi a Buenos Aires per incontrarsi con il signor Codevilla, italo-argentino, segretario del partito comunista, per poter stringere amicizie con i compagni argentini e aiutarsi reciprocamente. E quando gli chiedo del libro Una guerrilia para el Che, di Humberto Vasquez, gli occhi diventano fessure. È deceduto, mi dice. Lo sai, continua, è stato qui pochi mesi fa Humberto, eravamo amici. E che mi dici di questo libro? Humberto scrive che forse la guerriglia non era una forma di rivoluzione di massa. Era qualcosa che interessava solo a lui, sostiene Humberto, per questo il titolo. Angel mi racconta che tutti i suoi amici, che hanno partecipato alla campagna di Bolivia del Che, sono morti. Loro, insiste, si sono uniti volontariamente ai guerriglieri e, quando sono rientrati a Santa Cruz per convincere i compagni ad unirsi alla lotta, il Partito ha detto un no secco. E non li ha più visti. Ripasserò da Angel, il libro non stava nello scaffale, terminato.

In questi giorni la Gobernacion ha deciso di effettuare un censimento, nel carcere cittadino di Palmasola, per stabilire quanti minori risiedono assieme a uno o entrambi i genitori. In due giorni sono riusciti a terminare il delicato compito prestabilito. I risultati parlano di 398 minori che vivono all’interno del carcere, 259 hanno meno di 6 anni e gli altri 139 hanno un’età compresa tra i 7 e 17 anni. Solo 96 di loro lasceranno il carcere. 90 di questi bambini, con il consenso dei genitori, saranno affidati a parenti e sei saranno affidati a istituzioni gestite dalla Gobernacion medesima.

La direzione del regime penitenziario nazionale, stima che circa 1500 minori convive con i genitori, che stanno scontando una pena, all’interno delle carceri boliviane. E proprio in questi giorni sono rimbalzate altre notizie curiose dal mondo carcerario. Sempre da Palmasola il caso di 2 reclusi “dimenticati”. Un uomo, per un litigio, è stato incarcerato e dimenticato per 24 anni. Senza giudizio. Detenzione preventiva, si chiama, e la Bolivia è al primo posto nel mondo per carcerati con detenzione preventiva con più dell’ottanta per cento. Un altro uomo, un peon di nome Oscar, proveniente dal sud del Paese, arrivato a Santa Cruz in cerca di miglior vita, dopo un’ora dal suo arrivo, viene arrestato da due poliziotti e incarcerato per omicidio. La vita che cercava, non so se migliore, ha dovuto viverla in carcere per 18 anni. Ha una moglie e quattro figli. Mesi fa ha minacciato il suicidio se non gli dicevano il perché della sua reclusione. Pare che per evitare ulteriori scandali a qualcuno sia ritornata la memoria: ora è libero, ma non sa chi ha ammazzato e chi ringraziare. Disonorevole. Dalla capitale arriva la notizia che il Ministro di Giustizia ha chiesto all’ex Presidente della Repubblica, in carcere per crimini contro i diritti umani, un dittatore, di liberare due delle tre celle che abitualmente occupa. Inverosimile.

Qualche bella notizia arriva dal nostro impegno con i minori, lì al mercato Abasto, dove ogni giorno è insolito e malgrado ciò, il sorriso dei ragazzini è sempre uguale. Sincero.

letra23aElisabet e Jimena, due delle nostre maestre, hanno terminato gli studi universitari. Sono laureate in scienza dell’educazione con un lodevole, per entrambe, 96/100. Il loro lavoro pratico finale lo hanno svolto presso la nostra Fundacion Tierra Prometida. Apprezzabile la stesura del testo con suggerimenti e metodologie diverse, da poter applicare nel corso dell’anno scolastico. Elisabet è la dimostrazione che anche i bambini lavoratori, se vogliono, possono studiare e laurearsi. Lei, sette anni fa, assieme alla sorella Isabel, era rappresentante del movimento dei NATs di Santa Cruz a livello nazionale. Le due sorelle hanno sempre lavorato e studiato. Chissà, forse anche tra questi inquieti ragazzini si nasconde qualche futuro laureato!

I genitori sono una nota positiva: cominciano a frequentare la escuelita, così la chiamano, chiedendo del comportamento dei propri figli. Purtroppo di quelli tra i 12 e 13 anni, nemmeno l’ombra. E questo è anche quello che si è riscontrato nelle visite famigliari. Le situazioni di disagio famigliare sono più frequenti a questa età. I figli sembrano lasciati in disparte, disturbano, sono grandi, dovrebbero arrangiarsi, questo hanno percepito le maestre durante la prima visita annuale. E poi noi ci incontriamo con queste ragazzine, che per distrarsi, si ritrovano a bere un mix di alcol e bibita gassata, magari nell’intervallo del doposcuola! Vogliono essere già donne, perbacco!

La Gobernacion si è fatta presente, alla escuelita del mercato, con una piccola equipe, nell’ambito di un progetto di prevenzione del fenomeno dei bambini di strada, in aumento, formata da una dottoressa, una psicologa, un paio di operatrici sociali, due educatrici e un aiutante. Parlano ai ragazzini di argomenti vari, tipo prevenzione alla salute, attraverso storie, disegni, foto e giochi. Ci fanno visita: una volta la settimana al mattino e la settimana successiva al pomeriggio. È un primo passo di avvicinamento alle istituzioni politiche. Sporadico, ma almeno la psicologa aiuta un pochino le mamme in difficoltà con qualche suggerimento. E i ragazzini sono contenti perché quel giorno si sgranocchia qualcosa e si beve una bibita. Felice estate.

Con amistad, Fiore

Santa Cruz 9 agosto 2013