Letra 24

Yuliana,

maglietta jeans scarpe da tennis zainetto e coda di cavallo ai capelli. Arriva accompagnata da una folata di vento, tanto il suo incedere è spedito. E rapido è pure il suo modo di parlare. Non sta ferma un minuto, nemmeno per fare i compiti si rilassa. Sta seduta di lato, scrive e con lo sguardo cerca complicità. Non è sciocca la ragazzina. Semplicemente, con i suoi quasi tredici anni, è smaniosa di vivere. Tanta voglia di giocare e divertirsi e perché no, anche di imparare. Lei frequenta la scuola del turno mattutino e al pomeriggio frequenta il doposcuola alla escuelita del mercato Abasto di Santa Cruz de la Sierra, quella gestita dalla Fondazione Tierra Prometida. C’è stato un periodo che Yuliana si presentava la mattina per due o tre giorni la settimana. E sempre raccontava una scusa diversa e al pomeriggio si vedeva raramente. Strano comportamento, si commentava tra le insegnanti. Meglio parlarne alla madre. La signora vende roba da vestire usata, ma per un paio di volte si è riusciti a parlare solo con la zia. È proprio una brava ragazzina, dice la zia, e aiuta volentieri la mamma. Meglio andare a parlare con i professori della scuola di Yuliana penso e accordatomi con Jimena, la insegnante che la segue, ci rechiamo al plesso scolastico.

Periferia. Il direttore ci accompagna a parlare con una delle insegnanti: sono due mesi che non partecipa alle lezioni. Yuliana ci aveva parlato che questa nuova scuola non le piaceva. Chiarito il comportamento. Ma perché?

Riesco a fare due chiacchiere con la bambina irrequieta. I compagni di scuola la prendono in giro per quel suo modo di fare e vestirsi forse un po’ mascolino. Penso che sarebbe un’ottima atleta se avesse l’opportunità di esprimersi, ma qui in Bolivia lo sport è per chi se lo può permettere.

Ha una sorella maggiore e una minore. Beh, sei nel mezzo, non male come posizione dico. Si, però mio papà ha tre figli grandi con un’altra donna e la mamma altre due figlie e due figli; ora possiamo dire che sei quasi la più piccola. I figli del papà vivono con la loro madre, mentre i quattro della mamma vivono nella nostra stessa casa, anche se due figlie sono sposate con figli. E come va con tutti questi fratelli e sorelle? E qui si va scoprire che a Yuliana le vanno ad affibbiare il compito di baby sitter durante il pomeriggio. Il papà non vuole che frequenti il doposcuola, deve aiutare la famiglia. E lei deve ritagliarsi degli spazi per non soffocare, quindi racconta alla madre che quel giorno non c’era scuola e la aiuta nella vendita. Il giorno dopo va direttamente alla escuelita, fingendo di essere andata a scuola e cosi via ritagliandosi spazi tra una bugia e l’altra, ma non progredendo nell’apprendimento scolastico. Ha un paio di sogni: diventare impresaria, anche se non sa bene cosa significhi ma sa che si fanno i soldi, e poter giocare a calcio. Ha compreso che ci sono persone che si interessano a lei e la sanno ascoltare. E noi confidiamo.

Hola amigas/os, come va?  Infreddoliti?

Da pochi giorni abbiamo terminato le attività alla escuelita. Non mi risulta, ufficialmente, che ci siano state bocciature. Forse un paio di ragazzi che hanno abbandonato il doposcuola verso agosto, non saranno stati promossi. Uno di questi, Facundo, proveniente dalla regione di Oruro, ha abbandonato la scuola, mi ha confidato un mesetto fa, quando l’ho incrociato che spingeva la sua carriola carica di banane. Vive con il nonno e lavora come carrettigliero. Problemi economici il pretesto. Il nonno passava a verificare se il nipote frequentava il doposcuola, cocciuto e testone, lo definiva con tenerezza. E’ ripassato anche ultimamente, sbirciando dalla porta, con la speranza di poter scorgere Facundo, seduto al tavolo con la penna in mano. Ho salutato con la mano. Ha risposto con un cenno del capo, nulla più. Non servivano domande. Mi ha fatto tenerezza.

Quest’anno le tre settimane di attività, protrattesi dopo il termine dell’anno scolastico, sono risultate soddisfacenti. Diverse le attività svolte e molti i giochi divertenti che i ragazzi hanno potuto sperimentare. La sfida, la competizione, il confronto, sono tutte attività dinamiche che stimolano i ragazzini. Divisi in quattro gruppi, si sono confrontati nell’arte plastica, nella rappresentazione teatrale e, il più gettonato, nel gioco. Ponendo da subito regole ben precise, condivise e accettate da tutti, non si sono verificate discussioni. Venerdì, ultimo giorno, al primo posto si presentava la squadra dei verdi. Alla prima competizione passavano in testa i gialli e nell’ultimo gioco vincevano i blù che si aggiudicavano il trofeo. Un grido di gioia e tutti a condividere il premio in dolci e dolcetti uguale per tutti tranne che per i blù che avevano un sacchettino in più di caramelle. Contentezza nei quattro tavoli dei contendenti. Comportamento inatteso che ha appagato e reso felici  tutti noi dell’equipe di lavoro della Fundacion Tierra Prometida. Una maestra ha sussurrato: che sia il Natale?

Una serie di circostanze sfavorevoli ci fa dubitare della riapertura del doposcuola per il prossimo anno scolastico. So benissimo che tu non puoi risolvere il problema, però se ognuno pone il valore di un panettone, o di un piccolo regalo, la escuelita potrà riaprire i battenti e continuare a dare opportunità di crescita a questi bambini e ragazzi nella ricerca della propria Terra Promessa. Grazie. Vi invito a visionare il breve video cliccando sul link:http://www.youtube.com/watch?v=EA6J0jdo7Vg&feature=youtu.be

di cuore Buon Natale a tutti voi e alle vostre care famiglie.

Con amistad, Fiore

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Santa Cruz de la Sierra 20 dicembre 2013