L’incontro

È un classico, accade, prima o poi ci caschi, quest’anno è stato un anno particolarmente favorevole al fenomeno, le forti piogge e l’alta temperatura sono gli elementi fondamentali che stanno alla base dello sviluppo del ciclo riproduttivo della zanzara che provoca la malaria.

Non è preavvisata da chissà quali sintomi, si può dire che assomigliano a quelli di una tosta influenza e in pochissimo tempo la temperatura schizza attorno ai 40° gradi.

Parte da qui il giro che ti porta all’interno di quello che è il circolo che lavora per la salute nel territorio, ci stanno i vaccini acquistabili in farmacia, nelle grandi città; altrove non sono sempre recuperabili.

Ce ne siamo forniti prima di partire da Maputo e torna subito utile, ma la procedura prevede prima un esame che fissa la tipologia e il livello di malaria contratta. Al pronto soccorso arriviamo con la moto di Almerigo, Lidia e Chiara seguono a piedi, nome e cognome ed età registrati in un’agenda, una ricetta scritta su un pezzo di carta ritagliata da un foglio più grande, che sembra quella in cui si avvolge il pane da noi, con su scritta la prescrizione dell’esame, si passa al laboratorio il foro con un ago e il deposito di due gocce di sangue sul vetrino. Dobbiamo attendere l’esito per 45 minuti… stiamo in attesa il tempo a disposizione ti porta ad alcune riflessioni, ma perché a noi certi servizi e qua solo questi, poco personale tempi lunghissimi di attesa mancanza di strumentazione, non è squallido se paragonato al posto in cui si trova ma lo è se paragonato con quello che conosciamo, e perché per noi sì e per loro no.

Il corridoio, sala di attesa donne con bambini si suppone tutti in attesa di una visita di una risposta di un medicinale che spesso non è a disposizione, troppa richiesta non c’è per tutti, noi l’abbiamo comprato. Nell’altro corridoio un paziente si sorbisce una flebo, arriva il dottore con l’esito dell’esame che interrompe i pensieri; sulla ricetta scrive la prescrizione si raccomanda di rispettarla di aggiungere anche un po’ di tachipirina e anche antibiotico di sostegno alla cura, non bere alcolici ma bere molta acqua e liquidi, sumo de fruta. Le pillole prese a una dose di 4 per volta per un numero di 24 totali sono la cura completa, si attua in un tempo di 48 ore circa in aggiunta le pillole di sostegno insomma una bomba ci si ritrova più volte inzuppati in bagni di sudore ma l’effetto è garantito al termine si esce sfebbrati un po’ malconci non proprio al massimo della condizione fisica le gambe sono flaccide e senza forza, ma poi una volta sfebbrati si torna a mangiare e pian piano tutto va verso il normale, l’assistenza degli angeli della casa è all’altezza della situazione la segreteria collegata per fornire le notizie aggiornate, la corsia in piena attività, disponiamo di proteine dei carboidrati e zuccheri , possiamo pure aggiungere integratori e fermenti. Stiamo parlando di noi. Gli amici dell’associazione che incontriamo, ci dicevano del fenomeno virulento della malaria di questo anno, e loro non dispongano di tutto questo. MA LORO CI SONO ABITUATI!

Alla farmacia di Quilimane dove andiamo ad acquistare un kit di cura della malaria per sostituire quello appena terminato troviamo una bilancia a disposizione passiamo al controllo del peso, a casa erano 88 qui siamo a 83… ben contenti; buona come cura! Per chi dispone di riserva!