“Lo sguardo e la parola” – riflessione in pillole di G. Stoppiglia

«Gli occhi ti dicono quello che uno è,
la bocca quello che è diventato».
John Galsworthy

Un linguaggio, quello degli occhi, più sincero e spontaneo, da decifrare certamente, ma prezioso per  cogliere  l’interiorità di una persona. Poi c’è la parola che spesso fuoriesce dalla bocca, come un fiume in piena, a volte, invece stentata, quasi col contagocce, un tipo di rappresentazione di quello che siamo diventati.
Non puoi guardare gli occhi senza essere visto da quegli occhi. Non puoi andare all’altro, senza lasciare l’altro venire verso di te. Non puoi quindi cercare un’anima senza mostrare la tua anima.
Solamente se sei spoglio, puoi realizzare l’incontro. Solamente spoglia di palpebre o di pregiudizi, l’anima  è libera di vedere un’altra anima nuda e spoglia. Gli sguardi esistono solo nell’incontro. C’è, infatti, chi dice che Dio è nell’incontro di due sguardi.