Notizie dalla Bolivia – progetto Tierra Prometida

IMG_1809Giovedì scorso il salone del doposcuola era un pullulare di ragazzini. Tutti, più o meno, impegnati a fare i compiti e noi indaffarati a tenerli tranquilli e dare un aiutino tavolo per tavolo. Alla fine entrarono in 59. Accipicchia, proprio il giorno che la maestra Medul mi ha chiesto permesso per studio. Doveva dare un esame la sera stessa e desiderava terminare di studiare per far bene. Vabbé.

I compiti di Hernan e David erano piuttosto semplici e la mia spiegazione pareva essere comprensiva. Con la coda dell’occhio scorgo un bimbetto, in piedi dietro di me, che mi stava osservando con due grandi occhi neri. Mi giro e vedo che una ragazza lo tiene per mano. E chi è questo? Dico nel vedere il bimbo troppo piccolo per frequentare il doposcuola. E’ mio figlio, dice. Tuo? Si ha due anni. E tu quanti? Diciotto. Che classe frequenti? Nessuna. Avrà già terminato, penso. E che ci fai qui? E lui che ha voluto entrare per giocare. Vuoi leggerli una favola? Non so leggere. NON sai leggere? Ma fino a che classe hai frequentato? Nessuna. Perché? E si racconta un po’: è originaria di un paesino della regione di Tarija, sud, e da due anni vive a Santa Cruz. Sua mamma ha mandato a scuola solo i figli maschi, sei, mentre le femmine, tre, a casa. Suo marito lavora come aiuto meccanico vicino al mercato e lei come cucitrice dal suo Padrone, così lo ha chiamato.

Ma, scusa, qualcosa sai scrivere? Solo il mio nome. E sommare, sottrarre dividere? L’espressione mi dice no. Cosa vuoi che ti insegni? Scrivimi Abasto e Ramada (i nomi di due mercati) così posso prendere i microbus che portano queste scritte. Li ho scritti in un pezzo di carta che lei ha messo in tasca. Poi abbiamo cominciato a risolvere alcune addizioni. Benino. Quindi sottrazioni. Maluccio. Non comprende otto meno zero. Gli spiego: se hai in tasca 8 boliviani e non ti compri niente, sottrai quindi zero, quando arrivi a casa quanti boliviani hai in tasca? Pensa, ripensa e mi dice cinque. Ma come? Gli rifaccio l’esempio: quanto ti ritrovi in tasca? Cinque. E perché? Perché per arrivare a casa spendo tre boliviani di bus. Posso andare? Il Padrone sarà arrabbiato. Ti aspetto nei prossimi giorni. Martedì è passata per un saluto frettoloso con la mano, sorridendo.

Josefina, questo il suo nome, mi auguro possa risorgere da questo suo sepolcro che la tiene nell’oscurità. Confido che qualcuno la possa aiutare a rimuovere il masso che gli impedisce di rinascere a una Vita degna di questo nome.

Buona Pasqua a tutti voi.

Con amistad,

Fiorenzo Vincenzi, Romina e Santiago

Santa Cruz de la Sierra (Bolivia), 29 marzo 2013