La pagoda della famiglia Liu – di p. Arnaldo De Vidi

Sapendo che io mi trovavo in Italia per ferie, Liu Bingtsuen è venuto a trovarmi. Da Taiwan! Bingtsuen è mio fratello legittimo, perché nel 1969 abbiamo fatto il giuramento di fratellanza alla tomba di sua mamma che era morta da poco. Io sono diventato il suo gogo (fratello maggiore) e lui il mio didi (fratello minore). Nel 1972 io ho lasciato Taiwan… e didi Bingtsuen. Era giusto che dopo 42 anni ci rivedessimo.

Abbiamo ricordato i sei mesi in cui sono stato ospite della sua famiglia patriarcale, di 28 persone. Bingtsuen, da buon cinese segue le tre dottrine: confucianesmo, taoismo e buddhismo; crede alla continua autocreazione del mondo; e ritiene che l’esistenza di Dio è uno degli “entes rationis”, senza risposta. Per es., l’universo è finito o infinito? Se affermo che è finito, temo di arrivare al margine; se è infinito, rimango senza respiro, andando di stella in stella senza fine. Insomma, ambedue le alternative non soddisfano la ragione logica. Lo stesso si dica dell’esistenza di Dio (su cui si sono confrontati invano il credente Cardinal Ratzinger e l’ateo Flores D’Arcais).

Bingtsuen venera Maestro Confucio che ha proposto ai cinesi di vivere come se Dio esistesse e di osservare due comandamenti, nell’ordine: servire il prossimo e servire Dio-e-gli-spiriti. Di accordo con Confucio, Bingtsuen non si pronuncia presuntuosamente sull’esistenza di Dio (ortodossia), ma ha fatto una scelta morale (ortopraxis) vivendo come se Dio esistesse. Compie delle cerimonie cultuali, ma dà la priorità ai suoi doveri sociali, perché tra lui e Dio (ipotetico) c’è il prossimo da rispettare e servire.

Bingtsuen, che è vissuto 18 anni a Shanghai, città di 30 milioni di abitanti, non è ottimista riguardo alla Cina, sebbene essa sia nel BRICS; anzi definisce come drammatica la situazione cinese, a causa del maoismo. Mao Zedong ha imposto ai cinesi di vivere come se Dio non esistesse. Secondo Mao, il teismo regge l’ingiusta piramide sociale, mentre l’ateismo porta all’uguaglianza. Ma il maoismo ha portato piuttosto la paura e l’ecatombe di decine di milioni di cinesi. E non è neppure riuscito ad evitare la piramide… ora costruita sulla base del denaro. (E pensare che Mao m’ispirava fiducia!)

Sul fenomeno della grande migrazione dei cinesi verso l’Europa, Bingtsuen mi disse: «I cinesi non emigrano, essi stanno fuggendo dalla Cina, con lo spauracchio di una nuova rivoluzione culturale. Il governo cinese ritiene che in un paese di mille-e-quattrocento milioni di abitanti non può esserci democrazia. Le rivendicazioni dalla base saranno comunque soffocate (cf. Tianan Men, “falundong” e, oggi, Hong Kong…)».

Era la prima volta che Bingtsuen veniva in Italia: è rimasto incantato di Venezia, Roma, Firenze e delle Alpi… Quasi a ripagarmi, ha promesso… che riserverà un loculo alle mie ossa nella pagoda che sta costruendo come tomba di famiglia. Chissà?, alla fine della mia vita, come il capitan della compagnia, io comanderò che il mio corpo in cinque pezzi sia taglià!

padre Arnaldo De Vidi
missionario saveriano
Abaetetuba, Amazzonia,
Parà, Brasile