Letra 25

Il periodo invernale è trascorso con temperature miti. Tutti aspettavano il freddo-freddo che per nulla è sopraggiunto, solo tanta umidità che è penetrata sino alle ossa. Ora comincia la stagione dei venti di “guerra” elettorale. Il dodici ottobre Bolivia andrà alle urne per scegliere il nuovo presidente. I candidati sono cinque. Si può tranquillamente prevedere una vittoria dell’attuale presidente. Le scommesse sono di quanto supererà il 50% e se il partito dei verdi, ecologisti e indigeno, che si sono uniti in un unico fronte, prenderà più dell’uno per cento. Purtroppo, da un mio punto di vista, gli oppositori non hanno elaborato una identità politica e questo frazionamento ideologico farà solo il gioco di chi è al potere. E in gioco c’è la democrazia: se vince con i 2/3 c’è il rischio di veder nascere una nuova dittatura. E l’uomo perde facilmente la memoria, non leggendo la storia, come sovente accadde in alcuni Paesi del mondo.

Chiquilin (leggi cichilin, piccolino), con i suoi 11 anni è un ragazzino sveglio, intelligente e dinamico. Tre anni addietro non frequentava il doposcuola, si limitava a buttare dentro al salone, non abbiamo il soffitto, bucce di banana e altre cose raccattate per il mercato. Disturbava. Mi dava l’impressione che cercasse semplicemente di attirare la nostra attenzione.
Ormai sono due anni che frequenta regolarmente la escuelita. In effetti il ragazzino è un pochino inquieto. Si nota che i quattro muri lo opprimono. Da un giorno all’altro, nel mese di luglio, non si è più fatto vedere. Non ci sono, alla escuelita, suoi compagni di classe, la mamma lavora come ambulante e quindi non avendo posto fisso è complicato trovarla, il fratello minore, che a volte frequenta il doposcuola, gli è complice. Non so dove sia, dice.
Carlos mi riferisce che a volte lo vede al “campetto” dietro al mercato. Decido di fare una capatina. La zona è conosciuta per la presenza quotidiana di sbandati. Stanno giocando a calcetto due squadre da sei e altri seduti a bordo campo in attesa del proprio turno. Chiquilin è tra questi e riconosco il fratello minore come pure il maggiore, di 17 anni. Chiquilin e Chiquitin stanno mangiando patate fritte contenute in una borsa di plastica nera. Dal campo di gioco si possono udire solo parolacce, intercalate da imprecazioni calci spintoni e sputi. Da manuale dell’educazione. Dopo un po’ l’undicenne nota la mia presenza. Gli occhi spalancati dallo stupore trasmettono sbigottimento, quasi spavento. Sembra un felino. Mi fissa immobile. Alcuni secondi e alzo la mano in cenno di saluto e me ne vado.
Passano una decina di giorni e Chiquilin ritorna al doposcuola. Ci racconta che è stato sospeso dalle lezioni per due mesi. Non riferisce perché. Non si presentava alla escuelita per non disturbare,ribadisce. Ora Romy ha deciso di seguirlo personalmente perché ha molti compiti arretrati e c’è il rischio concreto che, se non accompagnato, lo possano bocciare.

Questa, in sintesi, è un’altra storia di uno dei nostri ragazzi. L’altra volta vi ho raccontato quella di Giuliana. Ognuno dei nostri ragazzini è una storia. E loro hanno bisogno di persone che possano accompagnarli nella storia.
Quest’anno le cose alla Fundacion Tierra Prometida sono un poco cambiate. Con l’aiuto di alcuni di voi, che nuovamente e apertamente ringrazio, stiamo proseguendo con fatica il lavoro al doposcuola. Non avendo fondi sufficienti per garantire uno stipendio alle maestre, abbiamo bussato a varie porte e siamo riusciti, anche qui con fatica, nell’intento di stipulare un pre-accordo di collaborazione tra la Gobernacion (la regione p.i.),la Università statale, la associazione dei commercianti del mercato Abasto e noi della Fundacion Tierra Prometida.
Il pre-accordo fa riferimento all’impegno che le parti pongono per garantire uno sviluppo corretto del programma.
La Gobernacion si impegna a formare studenti della Università, nel maneggiare lo zaino terapeutico “Un nuevo sol para el bienestar comunitario” come strumento di aiuto e accompagnamento integrale a NATs (bambini adolescenti lavoratori) esposti a situazioni di rischio, focalizzando la protezione dei loro diritti. È un metodo sviluppato dall’Unicef. Lo zaino verrà dato in prestito agli universitari per il tempo della loro pratica lavorativa.
L’Università garantisce la assistenza dei suoi studenti al breve corso di una settimana.
Presenterà un piano di lavoro per sviluppare il metodo, con accordo previo tra le parti, nei mercati denominati “Mercados amigos de la ninez”.
Realizzerà un prospetto con i dati dei NATs e delle loro famiglie.

Il pre-accordo non pone limiti di tempo, quindi l’università invierà “sempre” studenti nei “Mercados amigos de la ninez” per realizzare, in questo modo, il tirocinio richiesto dalle varie facoltà.
L’associazione dei commercianti dovrà assicurare uno spazio per svolgere il programma.

La Fundacion Tierra Prometida dovrà garantire l’arredamento e il materiale adeguato per poter sviluppare sia il programma della Gobernacion che, ed è questo che più ci interessa, tutto il nostro progetto, accettato dalle parti e posto nel piano di lavoro degli studenti. Assicurare la presenza diaria di un suo rappresentante per redarre il registro presenze degli studenti, dare le indicazioni per quanto riguarda il doposcuola, la visita famigliare, quella scolastica e inoltre dovrà corredare una relazione mensile, da inviare all’università, riguardante il comportamento degli studenti. La Gobernacion effettuerà dei monitoraggi per verificare l’andamento del programma.

L’accordo verbale tra le parti è stipulato, manca la firma. Purtroppo la settimana scorsa è deceduta improvvisamente la giovane presidente dell’associazione dei commercianti del mercato Abasto. Ci sarà da pazientare ancora un pochino.
Noi stringiamo i denti per poter adempiere alla parola data e terminare il lavoro concordato con gli studenti e Gobernacion.

Mi auguro che qualcuno tra voi ci possa aiutare a terminare l’anno scolastico in corso e, soprattutto, ci aiuti nella ricerca di fondi, bussando alle porte di istituzioni, necessari per continuare questo importante lavoro di aiuto a bambini e ragazzi, bisognosi di un accompagnamento solidale.

Un caro saluto a tutti voi
Con amistad,
Fiorenzo Vincenzi

Santa Cruz de la Sierra (Bolivia), 13 settembre 2014

IBAN per donazioni: IT75 V076 0112 0000 0009 3680 155
intestato a: Fiorenzo Vincenzi.