La Pasqua e il sogno di liberazione

«Io ho un sogno» – dice Dio – «Per favore, aiutatemi a realizzarlo. È il sogno di un mondo in cui brutture, squallore, povertà, guerra, ostilità, bramosia, concorrenza sfrenata, alienazione e disaccordo si tramuteranno nel loro glorioso contrario; un mondo in cui ci saranno più letizia, gioia e pace; un mondo in cui ci saranno giustizia, bontà, compassione, amore affetto e partecipazione. Sogno che il leone giacerà di nuovo con l’agnello, le spade si trasformeranno in vomeri e le lance in falci; che i miei figli sapranno di essere membri di una famiglia sola: la famiglia umana, la famiglia di Dio, la mia famiglia».

[Desmond Tutu, vescovo anglicano, premio Nobel per la pace]

 

Chiedo per me e per tutti voi, il dono dell’ostinazione, che ci aiuti a scacciare dal nostro vivere i semi di rassegnazione, depositati nel nostro animo.

Vorrei che il sogno di Dio diventasse anche il nostro, alimentandolo con la nostra fragile umanità, mettendoci in gioco, aprendo i “sepolcri” delle nostre speranze, sciogliendo i lacci delle nostre chiusure.

Vorrei consegnare il sogno di Dio a tutte le periferie del mondo, con la gente che vi abita e grazie alla quale ho imparato a restare umano e vivente. Percorrendo il cammino di liberazione con ostinata speranza.

Giuseppe Stoppiglia
Gaetano Farinelli