L’accorato invito di Giuseppe Stoppiglia al seminario del 26 e 27 agosto a Villa San Giuseppe di Bassano del Grappa

Amici carissimi e Amiche amatissime,

Sabato 26 e domenica 27 agosto saremo al seminario per adulti sull’emergenza educativa il tema costante della relazione giovani e adulti. Che non è cosa intellettuale ma ci coinvolge tutti, a partire dai più vecchi. Perché spesso si costruisce attorno ai bimbi, ai ragazzi e agli adolescenti un clima di competizione che nasce a volte nella famiglia stessa e nella società.

Oggi la parola ‘crisi’ è inflazionata: c’è, però, a tutti gli effetti, una crisi dell’umanità che non riesce ad essere umana. Stiamo vivendo un’epoca in cui tutto è possibile, incluse le catastrofi ecologiche, nucleari e politiche. Viviamo in una comunità di fatto, ma la coscienza non fa progressi. C’è regressione del pensiero e della conoscenza e l’educazione ha moltiplicato le conoscenze, quelle frammentate e settoriali, (dove gli esperti sono competenti solo all’interno di un ramo singolo della conoscenza), ma si è persa la capacità di collegarle tra di loro, di produrne una sintesi. Non può essere un dominio economico, politico, religioso, culturale, tecnologico, subdolo o violento che sia, a muovere o fermare il passo degli uomini e delle donne . C’è una via d’uscita, difficile, complessa, tutta da costruire per andare oltre il muro invalicabile delle cose che stanno così.

Andrebbe riletta la vicenda dell’esilio in Babilonia e si dovrebbe pure contestualizzare la stagione delicata e complessa della predicazione del profeta Geremia, avvenuta attorno all’anno 587 avanti Cristo, il suo annuncio diventa scandaloso. Proclama, infatti, controcorrente, al popolo ebreo che l’esilio, il tempo della diaspora, potrebbe diventare un occasione reale di salvezza. Un contenuto paradossale, dove si legge che l’esilio è come una sorta di esodo alla rovescia, punto di partenza per un diverso inizio contro le sicurezze improprie di un passato glorioso. Chi intende conservare tutto rischia di perdere anche se stesso, mentre chi sarà disposto a perdere ogni bene, riavrà i suoi giorni o li conquisterà. Ci sono momenti nel corso della storia, il kairos, in cui bisogna attrezzarci per cogliere l’occasione che si presenta. Occorre farlo col dovuto coraggio, senza alimentare la comprensibile paura del nuovo, che caratterizza gli esseri umani con la dovuta capacità di visione lunga. La crisi, questa crisi, per poterla leggere e superare ha bisogno di grandi maestri, che abbiano qualcosa da insegnarci e che possano aiutarci nella altra dimensione, quella della profondità che dà senso alla vita, e così da svolgere un insostituibile ruolo pedagogico. Fra i grandi maestri, incontriamo il profeta Geremia, che ci fa uscire dal consueto, dal rassicurante e dal ripetitivo, obbligandoci a prendere coscienza della realtà, spingendoci ad una lettura sincera e impietosa di noi stessi e dei margini sociali, ecclesiali, economici ed etici.

Che cosa, in fondo, hanno i cristiani da dire agli altri? «È vicino a voi il Regno di Dio». Sono le parole che dice Gesù. Non è un ottimismo semplicista, ma la fiducia forte che il bene è vivo, è presente, resiste al male, regnerà sul male. Il miracolo non è solo quello di togliere la malattia, farla scomparire, ma accostarle l’amore che cura. Con l’affetto e la cura si può anche morire, ma senza non si vive davvero. La cura è “vangelo”, la buona notizia, è il Regno dentro di noi.

Ci sarà PER GARANTIRE LA RIFLESSIONE, un luminare in Italia in campo educativo, Ivo Lizzola. Inoltre la prof.ssa Antonella Fucecchi, donna straordinaria ed eccellente, e un discepolo del prof. Mancini, il prof. Paolo Bartolini.

Domenica alle 8.15 celebrerà la santa Messa p. Arnaldo de Vidi, amico carissimo, in Italia ma proveniente dall’Amazzonia brasiliana.

Non PERDETE L’OCCASIONE!

Giuseppe – prete