Vita (e miracoli) di don Giuseppe Stoppiglia e don Gaetano Farinelli

Giuseppe Stoppiglia e Gaetano Farinelli sono due sacerdoti attualmente ritirati a vita privata a Campese. La loro è stata una vita avventurosa. Hanno attraversato il mare e anche l’Atlantico, per visitare paesi lontani e sono rientrati poi nelle loro terre dopo avere conosciuto amici e amiche coi quali sono rimasti in contatto per sempre.
Giuseppe è nato nel segno del leone nel 1937 e Gaetano nel segno della bilancia nel 1942, anche per questo il loro profilo e il loro carattere sono diversi.
Giuseppe fu consacrato sacerdote nel 1965 a Pove del Grappa; Gaetano invece nel 1968 a Comacchio (Fe) alla vigilia di san Pietro. Poi tutti e due per dieci anni hanno svolto servizio pastorale a Comacchio, nella parrocchia del Duomo prima e poi al Santo Rosario.
Furono dieci anni intensi come intensi erano quegli anni di ideali e di azioni che rompevano gli schemi, le abitudini e ambedue entrarono in relazione con gli ideali, le passioni sociali e politiche e il rinnovamento di fede di quel periodo.
«In quegli anni germogliò e crebbe in noi – scrivono don Gaetano e don Giuseppe – il desiderio di essere sempre più vicini al quotidiano degli uomini, delle donne, delle famiglie e facemmo la scelta di andare a svolgere un lavoro manuale e siamo andati, proprio per questo, a lavorare in fabbrica, per essere più vicini alla fatica dell’uomo comune, e per raggiungere un’autonomia economica che avrebbe favorito anche una libertà di coscienza e di azione.
Fu una scelta difficile, che la vita assieme, in comune rese possibile. Furono anni di fatica, di partecipazione sociale, di lotta politica e sindacale. Vita intensa di affetti, di studio, di riflessione, senza mai dimenticare la nostra origine sociale e la scelta di fede.
Nel 1985 siamo rientrati a Pove del Grappa dove – pur continuando a lavorare Gaetano nella scuola e Giuseppe nel sindacato – abbiamo aperto una nuova strada; ed è nata allora l’associazione Macondo, che ha tenuto come obiettivo “l’incontro e la comunicazione tra i popoli”. Era un impegno internazionale in America Latina (in Brasile in particolare) e una attività educativa in Italia, tra i giovani e con le famiglie. A Rio de Janeiro affittammo la casa delle suore in Grajaú, che nostra sorella Maria Stoppiglia diresse per dieci anni (fino al duemila, anno della sua morte), ospitando i soci e gli amici di Macondo che desideravano conoscere il Brasile; e solidarizzare con i brasiliani.
Abbiamo incontrato da allora nuovi volti, affrontato nuove situazioni, ma sempre con l’animo di curare e crescere relazioni umane, che hanno dato senso e forza al vivere quotidiano, per un mondo migliore.
Ora, nella nostra vecchiaia, viviamo a Campese, accanto al fiume Brenta, dove ci conducono la malattia e il tempo, senza perdere contatto con gli amici e con Macondo, che, se non avrà un futuro, ha dato in questi anni un segnale di vita e di speranza umana nel cuore e nella mente di chi ha fatto parte di questa nostra avventura».


dato in Campese di Bassano del Grappa (Vi),
diocesi di Padova, addì 11 settembre 2019

don Giuseppe Stoppiglia e don Gaetano Farinelli

-preti e viandanti –