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	<title>Associazione Macondo</title>
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	<description>Associazione per l&#039;incontro e la comunicazione tra i popoli</description>
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		<title>Negri, Froci, Giudei &amp; co.</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 19:58:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Gershwin spettacoli
presenta
Negri, Froci, Giudei &#38; co.
l&#8217;eterna guerra contro l&#8217;&#8221;Altro&#8221;
con Gian Antonio  Stella e Gualtiero Bertelli
e con Giuseppina Casarin, paolo Favorido, Domenico Santaniello, Rachele Colombo e Maurizio Camardi
Testi di Gian Antonio Stella
Ricerche musicali di Gualtiero Bertelli
giovedì 15 aprile 2010 ore 20,45
teatro Jacopo da Ponte p.le Cadorna
Bassano del Grappa
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Gershwin spettacoli</em></strong></p>
<p>presenta</p>
<p><strong>Negri, Froci, Giudei &amp; co.<br />
l&#8217;eterna guerra contro l&#8217;&#8221;Altro&#8221;</strong></p>
<p>con <strong>Gian Antonio  Stella</strong> e <strong>Gualtiero Bertelli</strong><br />
e con Giuseppina Casarin, paolo Favorido, Domenico Santaniello, Rachele Colombo e Maurizio Camardi</p>
<p>Testi di Gian Antonio Stella<br />
Ricerche musicali di Gualtiero Bertelli</p>
<p>giovedì 15 aprile 2010 ore 20,45<br />
teatro<em> Jacopo da Ponte</em> p.le Cadorna<br />
Bassano del Grappa</p>
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		<title>Verso la festa di Macondo 2010</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Mar 2010 20:19:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[Stiamo preparando la festa nazionale di Macondo.
Vi anticipiamo che si svolgerà a Bassano del Grappa, dal pomeriggio di sabato 29 maggio alla sera di domenica sera 30 maggio, presso i locali dell’Istituto “Graziani” Via Cereria ,1.
Il Tema sarà I PIEDI CHE FANNO CAMMINARE LA STORIA.
Hanno già assicurato la loro partecipazione e presenza: un vescovo del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Stiamo preparando la festa nazionale di Macondo.</p>
<p>Vi anticipiamo che si svolgerà a Bassano del Grappa, dal pomeriggio di sabato 29 maggio alla sera di domenica sera 30 maggio, presso i locali dell’Istituto “Graziani” Via Cereria ,1.</p>
<p>Il Tema sarà<strong> I PIEDI CHE FANNO CAMMINARE LA STORIA.<span id="more-3115"></span></strong></p>
<p>Hanno già assicurato la loro partecipazione e presenza: un vescovo del Guatemala, i prof. Roberto Mancini e Pietro Barcellona, un monaco (Paolo Dall’Oglio) dalla Siria, Justine Masikà Rihamba (premio Internazionale Pax Xsti) dal Nord del Congo, dove si sta combattendo una guerra assurda, Fabien Eboussi Boulagà,  filosofo/teologo  (perseguitato) del Camerun, il sindaco di Riace (Reggio Calabria), una donna Maya dal Chiapas, l’attore Alessandro Bergonzoni e altre testimonianze dal Brasile, dall’Italia e Europa, di cui attendiamo conferma.</p>
<p>Nel pomeriggio di domenica 30 maggio,  concerto di LUCA BASSANESE &amp; La Piccola Orchestra Popolare.</p>
<p>Lunedì 3 Maggio nella sala/teatro “Iacopo da Ponte”, Centro Giovanile a Bassano del Grappa, alle ore 20,45</p>
<p>esprimendo la sua solidarietà all&#8217;attività di MACONDO  per i bambini di strada si esebirà</p>
<p>ENZO IACCHETTI E LA WITZ ORCHESTRA</p>
<p>con lo spettacolo</p>
<p>CHIEDO SCUSA AL SIGNOR GABER</p>
]]></content:encoded>
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		<title>TRA PAROLE, MUSICA E SILENZI</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Mar 2010 16:58:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>

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		<description><![CDATA[CASTELBRANDO INCONTRI
presenta
TRA PAROLE, MUSICA E SILENZI
Venerdì, 9 aprile 2010 – Ore 21.00
Cison di Valmarino (TV)
UNA SERATA ALL’INSEGNA DI PAROLE, SCULTURA E MUSICA
Un incontro tra due mondi legati dalla stessa componente di vita:
Sensibilità, Ricerca, Studio e Dedizione alla propria arte
Due mondi che parlano lingue diverse, ma che dicono le stesse cose, con la stessa mira:
la Vita [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">CASTELBRANDO INCONTRI<br />
presenta</p>
<h2 style="text-align: center;">TRA PAROLE, MUSICA E SILENZI</h2>
<p style="text-align: center;">Venerdì, 9 aprile 2010 – Ore 21.00</p>
<p style="text-align: center;">Cison di Valmarino (TV)</p>
<p style="text-align: center;">UNA SERATA ALL’INSEGNA DI PAROLE, SCULTURA E MUSICA<br />
Un incontro tra due mondi legati dalla stessa componente di vita:<br />
Sensibilità, Ricerca, Studio e Dedizione alla propria arte<br />
Due mondi che parlano lingue diverse, ma che dicono le stesse cose, con la stessa mira:<br />
la Vita in equilibrio</p>
<table style="text-align: center;">
<tbody>
<tr>
<td>- MAXSOLINAS -<br />
Scultore e scrittore, già autore di e &#8220;In Silenzio tra gli Alberi&#8221; e,<br />
in prossima uscita, &#8220;In Viaggio in Silenzio con Max e la Lupa Arja&#8221;</td>
<td>- MATTEO GIORGIONI -<br />
Pianista e compositore, fondatore dell’associazione onlus  &#8220;Macondo, Suoni di Sogni&#8221;</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p style="text-align: center;">SI INCONTRERANNO E SI INTERROGHERANNO<br />
SUL TEMA DEL SILENZIO: LA LORO BASE DI VITA&#8230;<br />
Il primo con l’esperienza della sua ricerca interiore di vita, grazie anche alla Natura,<br />
e il secondo con il suo diretto e profondo tragitto nel mondo dell’aiuto umanitario<br />
Complice, sempre e davanti, la<br />
MUSICA MAGICA DEL PIANOFORTE<br />
di Matteo Giorgioni<br />
che uscirà equilibrata, potente, sicura ed emozionante, mentre<br />
LE SINUOSE SCULTURE FEMMINILI<br />
di MaxSolinas<br />
faranno da scenografia lignea della serata<br />
INGRESSO GRATUITO<br />
OFFERTA LIBERA<br />
CHE SARA’ DEVOLUTA ALL’ASSOCIAZIONE ONLUS “MACONDO, SUONI DI SOGNI”</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La vita spesa …. Cambia</title>
		<link>http://www.macondo.it/2010/laboratorio-di-laicita/</link>
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		<pubDate>Tue, 02 Mar 2010 15:47:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>

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		<description><![CDATA[laboratorio di laicità dell&#8217;AC di Padova
interverrà Giuseppe Stoppiglia
si terrà il giorno
11 marzo alle 20.45
nella sala sopra il cinema Marconi attigua al patronato
Conselve (PD)
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>laboratorio di laicità dell&#8217;AC di Padova</p>
<p>interverrà Giuseppe Stoppiglia</p>
<p>si terrà il giorno</p>
<p>11 marzo alle 20.45</p>
<p>nella sala sopra il cinema Marconi attigua al patronato</p>
<p>Conselve (PD)</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Tutto come sempre</title>
		<link>http://www.macondo.it/2010/tutto-come-sempre/</link>
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		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 16:39:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scritti dal 2005]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando i portoni si aprono, corrono come una mandria affamata, la strada è a due passi. Tornano esattamente dove li avevamo prelevati illegalmente, tornano esattamente nello stesso punto a riprendere la loro attività interrotta bruscamente, comprare e vendere crack, sdraiarsi per terra, agonizzare in preda alle allucinazioni, morire, fottere, vomitare, mangiare, dormire, urlare, piangere, aggredire, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } -->Quando i portoni si aprono, corrono come una mandria affamata, la strada è a due passi. Tornano esattamente dove li avevamo prelevati illegalmente, tornano esattamente nello stesso punto a riprendere la loro attività interrotta bruscamente, comprare e vendere crack, sdraiarsi per terra, agonizzare in preda alle allucinazioni, morire, fottere, vomitare, mangiare, dormire, urlare, piangere, aggredire, uccidere. Tornano lì.</p>
<p>Penso continuamente a Lula. Sì proprio lui, il presidente della repubblica Luis Inácio Lula da Silva. Penso a lui tutti i giorni, una specie di ossessione. Anche in questo momento mentre butto giù queste quattro righe non me lo tiro dalla testa. Ha annunciato il successore. Al congresso del partito grande festa, bandiere rosse e pugni chiusi, slogan e striscioni, dimenticandosi che si è al potere da quasi otto anni, parole d’ordine, canzoni, avanti popolo peré pé pé.</p>
<p>Confesso che la voglia di scrivere è pochissima, quasi nulla. Confesso che lo sforzo che faccio è enorme. Scrivere mi piace, mi aiuta a pensare. Ma oggi non ne ho proprio voglia. Lula. Non voglio parlare di lui, e non voglio neanche parlare di quello di cui parlerò: primo perché sono argomenti già triti e ritriti, secondo perché non se ne può veramente più.</p>
<p>Un intero quartiere oggetto di intervento ufficiale da sei anni. Una situazione limite diventata il simbolo dell’inefficienza, il simbolo della corruzione e della violenza. La mani pelose della speculazione edilizia che distruggono quel poco rimasto in piedi dopo decenni di incuria. Centinaia di uomini donne e bambini, spettri di un aldilà molto più umano che infernale, si aggirano famelici tra strade immonde e le botte della polizia sempre più truculenta, illegale, impegnata in azioni  immediatamente abbandonate e screditate da coloro che le hanno ideate progettate e realizzate. I telegiornali che montano il loro circo a discapito della verità che tutti sanno ma che nessuno ammette. Dicono che per quindici giorni hanno filmato quelle strade, che attraverso le immagini raccolte hanno individuato i più pericolosi trafficanti di droga della città. Tutti conoscono i nomi e i luoghi dove il crack è spacciato alla luce del sole. Tutti sanno dov’è il luogo in cui la cocaina si vende a chili. Lo sanno tutti. Io lo so, e so anche chi sono gli spacciatori al minuto e quelli all’ingrosso. Perché non me lo hanno chiesto? Io so come funziona il traffico di droga, dove nascondono la cocaina, so a che ora arriva la macchina che parcheggia davanti alla agenzia di viaggio da cui esce il tipo con la valigetta piena di dollari perché l’agenzia di viaggio, come quasi tutte le agenzie di San Paolo, del Brasile, dell’America del sud, dal Messico alla Patagonia, funzionano per riciclare i fondi neri di attività illegali; io lo so, lo sanno tutti, perché è tutto fatto alla luce del sole, in pieno centro a due passi dalla sede della polizia federale, di fianco al palazzo del comune. Lo sanno tutti. Ma stavolta la polizia ha filmato per quindici giorni, è arrivata con forza massima in un quartiere già militarizzato da sei anni. La retata, annunciata e filmata da tutti i telegiornali, preleva centinaia di porsene costrette sotto la minaccia delle armi e delle bastonate a riunirsi nel cortiletto dell’unità sanitaria locale. I pochi agenti di salute, i pochi infermieri presenti, spaventati e completamente ignari di ciò che sta accadendo, abbandonano il posto di lavoro: non hanno mezzi a disposizione, non sanno cosa fare da che parte cominciare, nessuno li ha avvistai, nessuno ha avvisato, nessuno ha detto niente. I mitra e le pistole della polizia si abbassano. I cancelli si aprono. Le centinaia di prigionieri catturati illegalmente escono tra urli e schiamazzi di allegria e scherno. Tra loro molti bambini. Pochi minuti dopo, tutto ritorna esattamente come era quindici giorni prima, all’inizio delle indagini. Comincia lo scambio di accuse. Il Comune – responsabile del centro di salute – dice che le azioni della polizia sono inutili e inefficaci come fuochi di artificio. Lo Stato risponde che… Il Comune replica… Lo Stato dice…</p>
<p>Io scrivo. E penso a Lula. Lo penso a Brasilia abbracciato a Mahmoud Ahmadinejad, il boia di Teheran, ricevuto in pompa magna. Lo penso abbracciato al boia barbuto di Havana mentre, proprio in quel momento, i dissidenti morivano di fame nei sotterranei dell’isola felice. O abbracciato a Bush, ricevuto in Brasile come eroe. Lo penso. Centinaia di persone catturate illegalmente e rinchiuse per ore nel cortile. I portoni si aprono perché non c’è nessuno, neanche un infermiere, centinaia di persone che si riversano sulla strada a comprare e vendere crack, sdraiarsi per terra, agonizzare in preda alle allucinazioni, morire, fottere, vomitare, mangiare, dormire, urlare, piangere, aggredire, uccidere. Tutto come prima. La campagna elettorale alle porte, gli slogan, le bandiere, avanti popolo peré pé pé. Tutto come sempre.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Mt 6, 24. Não Matarás. Carlinhos.</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Feb 2010 19:12:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scritti dal 2005]]></category>

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		<description><![CDATA[
Ogni anno all’inizio della quaresima la CNBB –  la Conferenza Episcopale Brasiliana &#8211;  lancia la Campanha da Fraternidade, Campagna della Fraternità. In ogni chiesa, in ogni parrocchia, in ogni incontro religioso viene trattato, discusso, affrontato il tema proposto. Sono sempre argomenti legati ai problemi che il paese attraversa, che la gente soffre sulla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p lang="it-IT">Ogni anno all’inizio della quaresima la CNBB –  la Conferenza Episcopale Brasiliana &#8211;  lancia la Campanha da Fraternidade, Campagna della Fraternità. In ogni chiesa, in ogni parrocchia, in ogni incontro religioso viene trattato, discusso, affrontato il tema proposto. Sono sempre argomenti legati ai problemi che il paese attraversa, che la gente soffre sulla pelle: la riforma agraria, la giustizia sociale, la violenza urbana, la situazione delle carceri, la disoccupazione, nella situazione che viviamo non è certo difficile trovare spunti da affrontare. Quest’anno il tema proposto è più che mai attuale. I casi di corruzione si moltiplicano esponenzialmente. La macchina del potere corrotto abbraccia tutti i livelli e tutti i partiti: dall’impiegato comunale al ministro, dal poliziotto di strada al  governatore di Stato. Per fortuna adesso non sono solo io a dirlo: continuerei ad esser preso per il solito disfattista che sputa nel piatto dove mangia. Stavolta sono i vescovi brasiliani e a loro si aggiungono i rappresentanti delle chiesa luterana e anglicana. Il governatore di Brasilia, in questo momento è in prigione. Due mesi fa venne reso noto un filmato in cui gli venivano consegnati mazzetti di banconote, a lui e i ai suoi segretari che se li infilavano nelle tasche, nei calzini, nelle mutande. Le immagini atroci non mentono: alcuni di essi si riuniscono in preghiera per ringraziare il Signore di tutte le Grazie di cui fa loro dono. Le stesse scene si erano già viste qualche anno fa tra i ministri e i segretari del presidente Lula, oggi tocca al governatore di Brasilia. Mammona&#8230;</p>
<p lang="it-IT">
<p lang="it-IT">Dal giornale Folha de São Paulo del 10 febbraio: La Polizia Militare l’anno scorso ha ucciso  41% in più. Sono 524 persone nei casi definiti eufemisticamente come “resistenza seguita da morte” (una definizione che nel codice penale non esiste, ma che è stata coniata apposta per giustificare la strage annuale). A Rio 1048 morti. Stiamo parlando di due città: San Paolo e Rio da gennaio a dicembre dell’anno scorso. È facile essere ucciso ad un posto di blocco. La polizia deve completare una quota settimanale di arresti definiti in precedenza, o dall’alto comando, o semplicemente dal commissario di turno. L’arbitrarietà regna sovrana: quando il caso è registrato come “resistenza seguita da morte” non si investiga l’omicidio, ma l’atto di resistenza di chi è già morto a cui non si può addossare nessuna responsabilità. È una investigazione archiviata in partenza. Non Uccidere.  È il V Comandamento. Senza tante spiegazioni, un ordine. In portoghese suona meglio, il verbo non è all’infinito è un imperativo: Não Matarás.</p>
<p lang="it-IT">
<p lang="it-IT">Non so più cosa scrivere, non so come riempire queste quattro righe per arrivare in fondo alla pagina. Forse perché mi ricordo di tutti quelli che ho conosciuto e che oggi fanno parte della statistica definita “resistenza seguita&#8230;”. Forse perché oggi ho saputo che Carlinhos de Jesus è morto. Non ce l’ha fatta: troppa colla sniffata, troppa droga aspirata, troppo crack fumato. A lui, il piccolo Carlinhos, dedico queste righe e queste lacrime che mi riempiono gli occhi.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Madrugada numero 76</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 16:19:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le riviste]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
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		<title>Cena sociale</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Feb 2010 07:43:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Cena sociale per Macondo
venerdì 12 marzo 2010
centro sociale anziani barca
via P.Nenni 11 Bologna
giovani e anziani insieme e solidali!
menù
- Tagliatelle  al  ragu’ -
- Arrosto  misto –
- Patate al forno –
- Formaggio sardo -
- Vino, pane e acqua minerale –
- Frutta  e  gelato -
A seguire&#8230; MUSICA DAL VIVO !
il tutto a&#8230; 20 € !!!
e&#8230; LOTTERIA con  tanti  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cena sociale per Macondo<br />
<strong>venerdì 12 marzo 2010</strong><br />
centro sociale anziani barca<br />
via P.Nenni 11 Bologna<br />
<strong>giovani e anziani insieme e solidali!</strong></p>
<p>menù</p>
<p>- Tagliatelle  al  ragu’ -<br />
- Arrosto  misto –<br />
- Patate al forno –<br />
- Formaggio sardo -<br />
- Vino, pane e acqua minerale –<br />
- Frutta  e  gelato -<br />
A seguire&#8230; MUSICA DAL VIVO !<br />
il tutto a&#8230; 20 € !!!<br />
e&#8230; LOTTERIA con  tanti  premi !<br />
Prenotazione obbligatoria : 051-562505<br />
thonythonino@yahoo.it / 328-4251057</p>
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		<title>Carissimi</title>
		<link>http://www.macondo.it/2010/carissimi/</link>
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		<pubDate>Sat, 13 Feb 2010 07:41:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giornale di bordo]]></category>

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		<description><![CDATA[Carissimi, Pace e Bene
Niente voglio dirvi del Carnevale brasiliano con la sua pubblicità di preservativi, viagra, adrenalina, e la reazione pentecostale del Carnacristo.  Ma siamo già in vista della Quaresima e della Pasqua.
Per noi qui Quaresima è Campagna della Fraternità, che quest’anno ha come tema “Economia e vita”. Lo slogan è la frase di Gesù: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Carissimi, Pace e Bene</p>
<p>Niente voglio dirvi del Carnevale brasiliano con la sua pubblicità di preservativi, viagra, adrenalina, e la reazione pentecostale del <em>Carnacristo</em>.  Ma siamo già in vista della Quaresima e della Pasqua.<br />
Per noi qui Quaresima è Campagna della Fraternità, che quest’anno ha come tema “Economia e vita”. Lo slogan è la frase di Gesù: “Non si può servire a Dio e al denaro”.<br />
Il nostro vescovo Dom Luiz, Vice Presidente della Conferenza Nazionale dei Vescovi del Brasile (CNBB), ha spiegato perché i vescovi scelsero questo tema:<em> “&#8230; rimasero impressionati dalla crisi e da certe notizie, come quella che 96% del capitale non è investito nella produzione ma nella speculazione o finanza o borsa; che molte imprese guadagnano più con gli investimenti in borsa che con i loro prodotti; e col loro denaro virtuale si appropriano del denaro reale dei poveri; che grandi professori lasciano l’università e approdano nella borsa come traders (scambisti di azioni)&#8230;</em>”. Ricordo d’avere io stesso elencato questi punti nel 1998, in un articolo sulla globalizzazione per la rivista Orientamenti.<br />
C’è la sensazione, comprovata da studi, che siamo a una svolta epocale: per poter vivere nel terzo millennio in questo nostro pianeta occorre sensibilità e innovazione, specie da parte di chi ha ruoli di responsabilità.  Chi ha la possibilità di lavorare con soddisfazione e buon reddito, ringrazi Dio. Ma sempre più saranno coloro che cercano lavoro. Qui a Manaus si rasenta la patologia col sistema di concorsi per posti di lavoro a dipendenti pubblici e insegnanti, come pure di esami per entrare nelle poche università pubbliche. I giovani vanno da un esame all’altro come <em>piões</em> (trottole).<br />
Per chi non ottiene lavoro, bisognerà studiare forme di vita comunitaria, creativa, ludica, sobria, come in una grande famiglia. La comunità rionale dovrà sostituire, dove necessario, la famiglia patriarcale di ieri e quella cellulare di oggi. L’appartenenza alla famiglia umana dovrà venire prima dell’appartenenza alla patria. Come diceva Pascoli: “<em>Io&#8230;, la mia patria or è dove si vive</em>”.<br />
Cito Ugo di San Vittore, di cui sono  devoto:<br />
<em>Chi ama la sua patria è un uomo comune;<br />
chi ama ogni paese come sua patria già è migliore;<br />
ma solo è perfetto colui che si considera straniero ovunque.</em><br />
Viviamo un tempo non di emigrazioni-immigrazioni ma di migrazioni generalizzate. Noi occidentali abbiamo affrettato questo tempo, perché abbiamo dilapidato i paesi del terzo mondo e servito al denaro invece che a Dio e ai fratelli (riconosciamolo una buona volta!). Ma non tutto è perduto: l’amore alla vita e una certa forza inerziale aiuta le persone e l’intero pianeta a resistere e sperare nel futuro. Pasqua è tutto questo, realizzato nella persona di Gesù Cristo e tradotto in liturgia.</p>
<p>Quanto all’Area Missionaria che mi è affidata, febbraio è ancora mezza-vacanza. Stiamo riorganizzando l’attività nei 16 centri per ragazzi, e le varie iniziative per giovani, bambini, donne, famiglie&#8230; Abbiamo in programma la costruzione di 5 chiesette&#8230; E scusatemi se è poco.<br />
Io cerco di fare come il padre di famiglia che fa circolare cose vecchie e cose nuove. Ultimamente ho semplificato, puntualizzato e ripetuto la linea che ci orienta nella pastorale:<br />
Gesù ha fondato la Chiesa a servizio del Regno.<br />
Il Regno è “<em>giustizia, pace e gioia nello Spirito</em>” (Rm 14,17)<br />
Quindi le comunità devono essere:<br />
1º. liberatrici, per aver giustizia;<br />
2º. tradizionali, per aver pace;<br />
3º. carismatiche, per avere gioia nello Spirito:<br />
le tre cose insieme, ma la prima è la liberazione orientata alla giustizia.<br />
Sto accompagnando un gruppo di “auto-aiuto”, formato da giovani ex-drogati con le loro famiglie e gli amici. I giovani si sono recuperati in un anno di trattamento in una “fazenda” (podere). Loro sono la prova che Dio non permette che sia tolta una gioia, senza prepararne una maggiore. Sono loro stessi a dire che senza l’esperienza drammatica della droga e la durissima ricuperazione con l’aiuto di Gesù Cristo, essi avrebbero vissuto una lunga vita piccolo-borghese o una breve vita frustrata.<br />
È tornato, dopo sei mesi di riposo e trattamento, il “parroco” Padre Alberto. Posso respirare! Ricordiamoci in colui che è vincitore e non delude.  Dice il canto: “<em>Ricordati di Gesù Cristo, risuscitato il terzo giorno&#8230;. Se con lui noi lottiamo, con lui anche vinceremo</em>”.<br />
p arnaldo</p>
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		<title>Cara Pedalino</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Feb 2010 07:32:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giornale di bordo]]></category>

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		<description><![CDATA[Una religiosa, che si firma Pedalino, mi manda talvolta degli scritti. In uno, Piero Gheddo dice, tra l’altro:  “Il 7 dicembre 2009, Benedetto XVI ha ricevuto i Vescovi del Sud Brasile in visita ‘ad limina’ ed ha lanciato un accorato appello a superare le divisioni suscitate nella Chiesa dalla Teologia della Liberazione che si ispirava [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una religiosa, che si firma Pedalino, mi manda talvolta degli scritti. In uno, Piero Gheddo dice, tra l’altro:  <em>“Il 7 dicembre 2009, Benedetto XVI ha ricevuto i Vescovi del Sud Brasile in visita ‘ad limina’ ed ha lanciato un accorato appello a superare le divisioni suscitate nella Chiesa dalla Teologia della Liberazione che si ispirava al marxismo: ‘le sue conseguenze più o meno visibili, fatte di ribellione, divisione, dissenso, offesa, anarchia, si fanno ancora sentire, creando nelle vostre comunità diocesane grande sofferenza e una grave perdita di forze vive’”</em>.</p>
<p>Cara Pedalino<br />
ho letto la tiritera di Gheddo sulla TdL, controvoglia perché non mi piace perdere tempo. Il peggio è che il papa pensa più o meno come lui. L&#8217;occidente si dice cristiano ma pensa a difendere i suoi <em>schei</em> e privilegi, grazie anche al giornalista <em>embedded</em> Piero Gheddo.<br />
Che cos’è Teologia della Liberazione (TdL)? Per cominciare: che cos’è Teologia?<br />
La Teologia si definisce come una scienza che risulta dalla confluenza della Sacra Scrittura con la Filosofia. La novità della TdL consiste essenzialmente nel fatto che, per approfondire il dato rivelato, la TdL non ricorre solo alla Filosofia (come fa la teologia europea o classica o tradizionale) ma ricorre anche ad altre scienze: sociali politiche economiche antropologiche. E perché questo? Perché la filosofia è supponente, e perché la Chiesa con la teologia europea non ha evitato che l&#8217;occidente si allontanasse da Dio e opprimesse i poveri, gli amici di Dio. Ecco una differenza chiara: la teologia occidentale è opera di intellettuali “mandarini” che calpestano tappeti, mentre la TdL è fatta a partire dai poveri.  La chiesa occidentale, “ragiona bene ma razzola male”; spiega razionalmente bene il Vangelo ma lo tradisce. Ecco allora l’altra differenza tra le due teologie: l’occidentale è preoccupata esclusivamente dell&#8217;ortodossia; la TdL è più preoccupata dell’ortopraxia.<br />
Siccome la TdL ricorre a più scienze, quando utilizza la scienza economica non può ignorare completamente l’analisi marxista che fa parte del pensiero universale, ma senza esserne succube. Accusare la TdL di eresia perché  ricorre all’analisi marxista, funziona da alibi, perché all’Europa gli fa comodo continuare nell’ingiustizia e dirsi cristiana (con crociate per il crocifisso) anche se il Regno di Dio è “<em>giustizia, pace e gioia nello Spirito Santo</em>” (Rm 14,17). Lo stesso Giovanni Paolo II aveva rimproverato Mons. Romero perché predicava Cristo liberatore; e quando l’hanno ucciso, non è stato considerato un martire, perché era morto per la giustizia e non per la fede!!?!<br />
Dove ha sbagliato la TdL? Doveva tener più presente il simbolico e doveva camminare più adagio per non scandalizzare molti poveri. Il problema è stato di comunicazione lacunosa e carenza di umanità (da parte di alcuni), non certo di eresia.<br />
Mi fermo qui. Se ti serve&#8230; p arnaldo</p>
<p>cara Pedalino<br />
ho letto anche il nuovo testo che mi hai mandato, questo relativo alla morte di Eluana Englaro, di Udine. E ti riporto la frase che mi ha colpito<br />
“<em>Evidentemente – ha detto l’esponente dell’Associazione Medici Cattolici Italiani &#8211; i problemi erano di altro tipo, stavano (e restano) nello sguardo con cui ci si rivolge a persone come lei: scomparsa per sentenza la compassione che ha generato in due millenni l’assistenza ai bisognosi, negata la dignità senza condizioni per ogni essere umano, subordinato il diritto di vivere al desiderio proprio o di altri, non ci si può meravigliare se ci guardiamo reciprocamente con sospettosi criteri di efficienza</em>”.<br />
Pedalino, hai capito? si dice che la compassione ha generato nei cristiani due mila anni di assistenza ai bisognosi!! Ma tu sai che ogni giorno muoiono circa 35 mila persone, la cui malattia -la fame- potrebbe essere vinta (giacché il pianeta sta producendo cibo sufficiente per tutti!). Perché il papa e i cattolici dell&#8217;AMCI e dell&#8217;Avvenire, che hanno gridato in difesa della vita di Eluana Englaro, non gridano anche in favore della vita dei 35 mila affamati che muoiono ogni giorno;  non gridano contro il peccato di assassinato perpetrato ogni giorno contro gli affamati?!<br />
È il mio pensiero della buona notte                 p arnaldo</p>
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