Una bambina sta nascendo

“Da qualche parte, in questo momento, sta nascendo una bambina. Non sa ancora nulla di quel che c’è intorno a lei, percepisce lo sforzo della madre, le sue emozioni, e percepisce il proprio sforzo e le proprie emozioni. Non c’è nient’altro, in questo momento, da parte di entrambe, che tensione verso la luce. Molto di quel che sarà dopo, di lei e della madre, dipenderà da dove le due si trovano.
Perché per moltissima parte dei tre miliardi e trecento milioni di donne che abitano sul pianeta Terra parole come guerra, violenza, repressione, isolamento, ignoranza forzata e discriminazione costituiscono la base quotidiana dell’esistenza”.

Queste sono le parole con cui Maria G. ha iniziato un suo intervento a una conferenza l’otto marzo 2009, e sintetizzano quello che troverete in questa rubrica.
Una donna che racconta la fatica di essere donna, persona, dove l’abbozzo di un sorriso, la gioia di un sentimento, un’aspirazione, leggere o dire “no” possono scontrarsi con tradizioni o pensieri ancestrali, radicati nella mente di una società ingrigita, bloccata, stupida che non sa più vedere sé stessa perché non sa più vedere l’individuo. Spesso l’inerme viene violentato e ucciso. Ma nella morte una catena di mani sorelle stringono quelle dei vivi incoraggiandoli a continuare, aborrendo la violenza e offrendo la vita. Solo attraverso la liberazione dei deboli si convertono i forti.

Maria G. ci guiderà con la sua bravura e sensibilità a capire il mondo negato, è una saggista, giornalista, regista teatrale e commediografa, formatrice, è impegnata nel movimento delle donne, in esperienze di solidarietà e in difesa dei diritti umani, per la pace e la nonviolenza.