Il congedo di Edith Moniz e Paolo D’Aprile dalla collaborazione con Macondo
E adesso per favore non mandateci più nessuno a vedere i progetti sociali, le favelas e i meninos de rua. Che tra un po’ organizzeremo noi le escursioni da qua.
La tristezza si fa di piombo al rovistare nel cassetto e trovare un vecchio scritto una quindicina di anni fa. Praticamente un secolo. Una specie di diario in cui raccontavo a me stesso le attività svolte nella favela.
J’accuse, come Zola, perché conosco i nomi, ma non ho le prove, come Pasolini.
La parte ignobile del dispensatori del bene raccontata come uno sfogo, che racchiude un vero che nessuno vuole vedere, nessuno vuol raccontare, perché ci serve, perché ci redime, ci autoassolve. E chi paga sono gli ultimi.
Vorrei adottare un bambino marroncino chiaro, che scuro non s’intona con la cameretta…
È sbagliato spiegare tutte le caratteristiche di una persona solamente prendendo in considerazione l’età: l’essere umano nasce INTERO! Basta vedere come fin dalla più tenera età e di anno in anno noi siamo sempre gli stessi, amiamo sempre le stesse cose. Una specie di innocenza imperturbabile. (Marina Cvetaeva) Di Maria so tutto. Di Patricia [...]
Ecco dove sta scontando la sua pena Cesare Battisti
Si considera naturale il fatto che un agente possa uccidere. Infatti è naturale. Loro, gli agenti, i soldati, uccidono davvero. E uccidono perché si sentono nel diritto di farlo.
L’Altro che è altro da me, lo vedo sempre con la lente contorta della mia ragione, e la relazione si falsa.
A partire da un raziocinio logico, un uomo può persuadere se stesso che la sua salute migliererà ad ingoiare rospi vivi; E così razionalmente convinto, ne ingoia uno, e pure un altro, però al terzo rospo il suo stomaco si ribella. (Czeslaw Milosz – La mente prigioniera) È la cosa più facile. Parlare male [...]