Quello che ci accade non sempre è premeditato, voluto… avviene. In questo sta la bellezza dell’incontro, del conoscersi, dello rispecchiarsi nell’altro.
E quando ci si rispecchia nell’altro si apre una dimensione nuova di reciproco riconoscimento che si chiama responsabilità.
Le due campagne proposte da Macondo nascondo da questo: dall’incontro.
Ed hanno un soggetto privilegiato, gli ultimi tra gli ultimi: i bambini.
Viviamo in una societtà che odia i bambini. Se così non fosse non capiremmo perché le citttà sono costruite in questo modo, perché le priorittà sono le infrastrutture, nuove strade, nuovi collegamenti per la produzione, il lavoro. Vengono negati totalmente i diritti alla crescita, il bambino si deve adattare alla realttà precostituita, finalizzata alla produzione, al consumo.
Odiamo i bambini al punto che ci permettiamo di relegarli ai margini della societtà, vittime di abusi o usati per altri fini, come la guerra.
La nostra campagna di solidariettà “I bambini torneranno a giocare” ha lo scopo di sostenere il riscatto dei bambini di strada di Rio de Janeiro e di Cordoba.