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Associazione MACONDO

per l'incontro e la comunicazione tra i popoli

Gitanos, nel vento della Camargue

di Rebeschini Mario

Le immagini di questo numero di Madrugada

L’anima della Camargue è racchiusa nel suo simbolo, la “croix gardienne”, la croce buttera, l’emblema dell’àncora sormontata da cuore e croce, dove l’àncora è il simbolo della speranza, il cuore della carità, la croce della fede.
Anche i colori di questa terra: il rosa dei fenicotteri, il bianco dei cavalli, il nero dei tori, il rosso dei tramonti e l’azzurro del cielo che si tuffa nel profondo blu del mare, sono altrettanti simboli di questa terra che, ogni anno, in maggio, richiama a Saintes-Maries- de-la-Mer il popolo del vento.
Migliaia sono i gitani che arrivano qui da tutta Europa, per incontrare Santa Sara e le tre Marie. Nessuno sa dire con precisione chi fosse davvero Sara la Kâli, la donna nera che protegge rom e gitani. Forse si tratta della ba dessa di un grande convento in Libia, martire cristiana.
Un’altra storia racconta, invece, di una serva di Maria di Giacomo, Maria Salomè e Maria Maddalena, parenti del Cristo e della Vergine, che dopo la cacciata dalla Giudea, approdarono alla Camargue.
È proprio qui, nel sud della Francia, che ogni anno, in onore di Sara, si svolge uno dei più grandi e spettacolari riti della cristianità.
Il tema è interamente religioso, ma dentro vi si mesco lano antiche credenze, superstizioni e costumi del popolo nomade. È da tutta questa serie di contaminazioni che scaturisce il fascino suggestivo e la spettacolarità della fe sta, dove processioni di fedeli e cavalli si dirigono verso il mare per ricordarne l’approdo, mentre il sacerdote, su una barca da pesca, benedice il mare e la terra dei gitani.
Sono giornate in cui i gitani si mescolano volentieri alla gente del posto e ai gagi, i non zingari, arrivati da tutto il mondo, sapendo che molti di loro sono arrivati proprio per incontrarli, per ricaricarsi di energie e speranze, per sentire la loro musica e scoprire le radici del Flamenco che nasce dalle lontane danze e movenze femminili persiane e indiane da dove provengono.
A buttarsi a capofitto di questo turbinio di persone, voci, colori, musiche e processioni, sono andati anche i quattro fotografi autori del servizio fotografico di questo numero di Madrugada. Solo una piccola selezione d’immagini di gitani, gagi, fenicotteri, cavalli, tori e paesaggi che la Camargue ha loro generosamente regalato.