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Associazione MACONDO

per l'incontro e la comunicazione tra i popoli

Macondo e dintorni

di Farinelli Gaetano

28 giugno 1998 – Farinelli parte per il Brasile. Farà una scappata in Argentina, a Buenos Aires; e poi andrà pure ad Alcobaça, a trovare Salvino Medeiros che si è trasferito nel paese natio, senza fare il nido, rafforzando i nodi della memoria. Insegnante e avvocato; maestro di musica e promotore sociale. Saranno suoi ospiti in tappe successive: Egidio Cardini da Milano; inoltre Donatella, Samuel e Alessia che passeranno solo a ottobre. Si incontreranno con i giovani e le ragazze del paese. E poi l’oceano, e l’isola dei coralli, i fiori ed il grido dei gabbiani.

1 luglio 1998 – Rocca Santa Maria (Mo). Mentre il caldo imperversa e le vespe pungono anche i muri di cemento e langue il pensiero nei rivoli del sudore e la fantasia ghermisce dal fondo opaco larve di donne e cavalieri, per superare la monotonia dei fast food si riuniscono i monaci della formazione, gli indiani della progettazione, i contadini dei campi scuola, che anche quest’anno si sono tenuti in regioni climatiche, sismiche e accampamenti zigani. Hanno cercato le linee guida di un senso inesplorato e hanno scoperto pascoli reconditi e animali dal fiero cipiglio. Cirigliano, Todi, Auronzo sono i nomi delle località in cui si svolgeranno i lavori: ed ora si aprano le danze balneari.

4 luglio 1998 – Bologna. La cooperativa “Lo scoiattolo” ha organizzato un convegno sul tema Lavorare assieme, tenuto nella sala dell’Associazione Industriali. Ha introdotto i lavori Giuseppe Stoppiglia. Non da esperto, ma da testimone, afferma: lavorare assieme è un processo educativo, è un cammino di liberazione. Si sono susseguiti molti altri relatori il cui nome è ancora scritto sui muri di Bologna, in attesa di essere documentato nei cieli.

7 luglio 1998 – Roma. Convegno su L’orientamento come social work. L’iniziativa a livello nazionale era preparata da diverse istituzioni, tra cui l’AIF. All’incontro era invitato anche Stoppiglia che ha tenuto la relazione su orientamento glocale, un neologismo da non barattare con “mi cale (mi interessa) il Glo(mmerulo)”. Il seminario era sull’orientamento: apertura al mondo e radicamento nel territorio; scoperta di interiorità e voglia di relazioni non programmate.

10 luglio 1998 – Bassano del Grappa (quartiere di Santa Croce). Matrimonio di Natalino e Sabrina, nella chiesa di santa Croce. Si racconta che Sant’Elena, madre di Costantino, che qualcuno venera come santo, abbia donato la Santa Croce alla parrocchia omonima; per questo vi si celebrano i matrimoni del secolo. A conferma di questo, approfittando del caldo afoso, i promessi hanno raggiunto il banchetto ai piedi dell’altare, per confermare davanti all’assemblea il loro consenso. La corte si era ritirata a Versailles, per ristorarsi dal caldo. La corte minore degli sposi ha rallegrato la giornata in un banchetto gioviale.

20 luglio 1998 – Pove del Grappa. Nella sede di Macondo, nei sotterranei, lontano da occhi indiscreti, si è tenuta la verifica della Festa di Macondo, perché tutti sappiano. Si è detto che al Centro giovanile di Bassano la grande sala del convegno è stata accogliente. Il locale del centro forse meno adatto ad accogliere tante persone in un clima di scambio. Il pasto è stato servito con tempestività. La musica non ha coinvolto pienamente i presenti (degli assenti non s’è parlato, che comunque non sono l’altra faccia dell’umanità). La sottoscrizione a premi ha offerto una resa ancora da definire. Naturalmente un ringraziamento è andato ad Alberto Bordignon per l’organizzazione, a Giuseppe per il livello della tavola rotonda. Un ulteriore grazie a quanti hanno dato il loro tempo ed il loro ingegno alla preparazione della giornata. A tutti, non mancate alla prossima, che si terrà, oh! si terrà.

22 luglio 1998 – Dosolo (Mantova). Gianni, Giuseppe, Giorgio definiscono le linee del campo scuola di Auronzo, gli argomenti, e i testimoni. Viene dato un nome, che è la linea di condotta del lavoro: Dall’obbligatorietà alla gratuità. Sul titolo era stata pure imbastita una discussione linguistica a partire dal primo termine: obbligazione, che poi si è trasformato nel presente, che ha meno sapore giuridico, e forse non guasta. Il vicino Po è basso, un tempo ci si poteva fare un bagno: unico pericolo era di trovarsi all’uscita senza abiti, come don Camillo. Al campo saranno presenti giovani, ragazze e coppie sposate con figli, anche piccoli.

26 luglio 1998 – Cavaso del Tomba (Tv). Giuliana di Belem, figlia di Lúcio Flávio Pinto, è ospite in casa di Giorgio e Sonia. Ha fatto un corso di lingua italiana a Siena, ospite presso la famiglia Grande. Si fermerà in Italia fino ad agosto. E sarà ospite presso la famiglia Ansaloni; credo che Alessia ricambierà la visita dell’amica brasiliana.

29 luglio 1998 – Venezia. Partono per il Brasile Tomas, Chiara, Marco, Davide. Hanno fatto un breve corso di portoghese con notizie ed informazioni sul Brasile. Resteranno trenta giorni, viaggiando tra aerei, bus, jeep, aquile e pantere; feste umane e incontri da non scordare. Chi potrà riferire le gioie ed i tormenti di quanti sono passati per la casa di Rio de Janeiro? Ricordiamo Stefano, Adriano, Filippo e la sua sposa promessa. Qualcuno nella fretta di partire ha dimenticato pannolini, dentiere, medicine provvisorie, unguenti solari, parrucche, insulina. Per l’insulina era pronto l’aereo postale Rio-Vicenza; ma poi hanno ripiegato per una farmacia del centro. Gli amici hanno vagato per le foreste ed il verde del Pantanal; hanno incontrato i Senza Terra; e le manifestazioni di piazza contro Cardoso, che poi hanno rieletto ancora, forse per il gusto di fischiarlo; o perché si ama quel che si odia; o perché i turni di notte non li vuol fare nessuno. Sul litorale, nelle strade, al sole e nella penombra hanno visto Leonidas, Adelaide e Silvia; Salvino e Monica e Matteo; Corina ed i sacerdoti del Candomblé; Maria, Vera, Sara e Cristiano; e Gianni che sposava una donna del Sud, Marta dagli occhi verdi.

2 agosto 1998 – Todi (Pg). Inizia il primo campo scuola, diretto da Gianni Pedrazzini. Per tracciare le linee della cronaca è bene rifarsi alla memoria del corso, non certo alla mia. Titolo: In cerca d’ali. Sottotitolo: Alla scoperta dell’altro. Segue poi, come nelle pellicole, l’elenco dei produttori, dei partecipanti e delle comparse, che varrebbe la pena farli comparire, anche perché sono persone simpatiche, che oltre a portare il peso della testimonianza, raccontano storie di campi dorati, di stelle filanti e di coleotteri giganti che trasportano treni di gitanti svagati. Eccoli nell’ordine, e non applaudite, per non arrestare la penna malferma del cronista scontroso: Giuseppe Stoppiglia, Augusto Cavadi, Mario Bertin, Raffaele Bonanni, Mario Aldighieri sulla traccia lieve dei fenicotteri; e volavano verso: Il senso; Umanesimo meticcio; Il bene comune e la giustizia, Il bene globale, che sono terre lontane, dentro di noi; ho scritto tutto d’un fiato, ma m’è parso di sentire fioco e tremulo un “ip ip, urrà!” di qualche clown sfuggito ai controlli. Ora sono atterrati sulle loro terre, e cercano ancora l’Eldorado, adesso che l’oro è finito.

4 agosto 1998 – Firenze. Monte Senario. Tendopoli dei Servi di Maria. Cosa sia avvenuto dentro e oltre le tende non lo so. Forse piani di assedio sulla città di Dante: Guelfi o Ghibellini? O forse solo paciosi monaci all’assalto? Cinquanta giovani, ricercavano il senso della fede. Erano ospiti sotto la tenda, perplessi (furto d’arte sfacciato) Giuseppe Stoppiglia e p. Umberto Scalabrini. Sul mare scivolano le barchette; ed i villeggianti erano a mollo sotto l’onda del bagnasciuga, come dopo un nubifragio. Mangiavano i meloni e succhiavano le granatine, sotto gli ombrelloni dei bagnini.

8 agosto 1998 – Todi (Pg). Nel monastero, che è un labirinto accogliente; dove l’interiore non fagocita i rapporti e rimane spazio per le mani e per la mente, si conclude il campo. Erano trenta, sopra i vent’anni. Pieni di vita; eppure fermi sul ciglio della strada a chiedere al viandante: per dove si va, per andare dove vogliamo andare. E la risposta era allegra, e la risposta era seria, come nelle burrasche della vita. In questo numero una nota di colore a parte sul comandante pacifista armato, a penna di Ivo.

20 agosto 1998 – Pove del Grappa (Vi). Casa e adiacenze. In occasione del compleanno di Giuseppe, nel prima e nel poi passano per la casa amici i cui nomi figurano nelle pagine illustrate di libri antichi e rotocalchi in bianco e nero dell’era postmoderna. Gianni e Luigia, don Gianni Gambin, Mario e Benita, Sergio e Silvana. Con sobrie cene a Enego, Onara, e Pove. Non arriverà mai un fax spedito tempestivamente da Rio, il cui contenuto non era comunque compromettente.

24 agosto 1998 – Cirigliano (Matera). Inizia il campo del Sud. Direttrice Angelica Sansone. Al campo, parteciperà anche padre Edilberto Sena, proveniente dal Brasile. Si incontrano ragazzi e ragazze del Sud e del Nord. L’obiettivo del corso era la ricerca di sé nella scoperta dell’altro; che poi si è snodato tramite i relatori testimoni nelle varie tappe: La vitalità interiore; Società e politica; Scuola e cultura; Solidarietà e mondialità; La relazione: spazio da riempire di gratuità. I relatori rispondevano alla proclamazione di Mariangela Turco, Domenico Amalfitano, Piero Fantozzi, p. Edilberto Sena e Giuseppe Stoppiglia. Il posto incantato; i vani essenziali, ma ospitanti. Nera la terra e il cielo blu, come nella canzone del vecchio Modugno; anche se quello era dipinto di blu, perché i sogni, quelli di primo mattino, sono vivaci. I ragazzi erano giovani, e pronti. I tempi forse troppo stretti per ascoltare ed assimilare le conversazioni profonde.

25 agosto 1998 – Milano. Arriva p. Edilberto Sena in Italia. Ad accoglierlo quanti si sono salvati dalla canicola estiva. Capo fila per le onoranze, Egidio Cardini; a distanza Giuseppe Stoppiglia, nella città di Vicenza che il Bacchiglione lambisce. Dalla foresta all’asfalto grigio e caldo che copre gran parte del suolo italico, un tempo orgoglio, ahimè, ora anche sciagura e orrore.

28 agosto 1998 – Verona. Arriva, dopo due mesi di permanenza in Brasile, Gaetano Farinelli. Sono ad attenderlo gli amici Giuseppe ed Edilberto. Mentre a Cirigliano si conclude il campo, rullano i tamburi per quello di Auronzo; e si avvia per i monti il dio Pan, con le sue ninfe a controllare che cosa fanno gli angeli custodi senz’ali, angeli atteri in linguaggio tecnico michelangiolesco cappella sistinico. Lo staff al completo anticipa gli eventi e le ricorrenze; senza incasellare il flusso multiforme della vita.

30 agosto 1998 – Auronzo di Cadore (Bl). Prende inizio l’ultimo campo. Ci sono giovani e ragazze, e diverse coppie con bambini piccoli e implumi. Lo staff è italo brasiliano e non è un gioco: Edilberto e Angelica Martins, infatti, fanno parte del gruppo dirigente. Dalla obbligatorietà alla gratuità era il tema che si dipanava poi sui nodi de: I giovani nella società della paura, Vivere la tenerezza: i luoghi del maschile e del femminile, La gratuità come categoria dell’agire politico, Camminare a piedi scalzi verso la propria terra, ed infine Vitalità degli spazi interiori; sui monti che si rincorrono sotto le nubi ferme, dentro i boschi che il capriolo attraversa veloce per paura di mordere la polvere o il sacco si sono susseguiti in qualità di testimoni Andrea Bramucci, Yarona Pinhas, Michele del Gaudio, p. Edilberto Sena e Giuseppe Stoppiglia. Il metodo era quello dell’educazione degli adulti, attivo e coinvolgente nei gruppi e negli intergruppi. La sera la Sonia assoldava un gruppo di saltimbanchi fino alle undici, che imbastiva filastrocche, canzoni, giostre caracollanti, incontri d’amore al passato, sproloqui incandescenti e vedette senza le velette di prassi.

15 settembre 1998 – Abano Terme (Pd). Nel trentennale di fondazione dell’Agenzia SAI, Pino Scotton ha tenuto una serie di incontri. Oggi il tema recitava: Associazioni no profit: quali responsabilità e loro problematiche. Non poteva mancare una presenza qualificata di Macondo che si è consolidata in Stefano Benacchio e Carmelo Miola. La relazione, che diveniva poi discussione e colloquio, era tenuta dal dottor Mauro Tarantino, commercialista di Ancona, esperto del no-profit. Era interessante capire i meccanismi assicurativi che si innestano nell’area del volontariato, a tutela di quanti partono con il cuore gonfio di emozioni e di progetti.

19 settembre 1998 – Comacchio (Fe). Con provenienza da Bassano una triade non conforme giunge la notte in un campiello irregolare di case ammucchiate e furtivamente si introduce nella casa di un amico, seguendo un filo di fumo appeso ad una lisca di pesce. Luigi aveva loro preparato una cena a base di pesce e di vino tenue, con cui si degusta il sapore caldo dell’anguilla. La triade era in viaggio per la redazione di Madrugada che, dovendo rivestire nuova pelle, ci prova con la pelle croccante del pesce non conforme.

20 settembre 1998 – Ferrara. Dopo aver dormito nei pressi della torre della colombaia, che si erge dietro un casa di campagna del Cinquecento, che il padre di Francesco a suo tempo ha restaurato, e rallegrato con la presenza dei figli, ospiti della famiglia del direttore responsabile di Madrugada, sono partiti per la città, alla cooperativa Le Pagine dove si è tenuta la riunione per predisporre i numeri trentadue e trentatré. Avrete notato che stiamo tentando un nuovo esperimento: quello del monografico, che non vuole essere monolitico, e neppure tentacolare; forse un modo di soffermarsi più a lungo su di un tema che piace. Senza dimenticare il bello della riffa. All’incontro erano presenti, con diritto di parola: Corrado, Francesco, Gaetano, Stefano e Stefano, Enzo; ne esce un servizio su Interculturalità ed uno sull’Africa.

22 settembre 1998 – Milano. Pino Scotton accompagna p. Edilberto a Milano in partenza per il Brasile. La sua presenza ci ha rallegrato; un sorriso caboclo; ora ci manca, e arriva anche l’autunno con le piogge; ma noi resisteremo al tempo e penseremo sulle ali migranti degli aironi, e degli albatri tenui ed altissimi. E ci ritroveremo sulle brume e sulle nubi calde, cariche di folgori.

26 settembre 1998 – Bologna. Ospiti in una saletta al neon della Cisl regionale si incontra il gruppo degli animatori dei vari campi scuola. Anche Angelica, proveniente da Taranto, è presente; e Paola che viene da Caserta. Si parla del rapporto tra tempo e contenuti; tra ambiente e gruppo che ci mangia e ci lavora; di quel che gli animatori ed i ragazzi hanno gestito nel programma di formazione preparato da altri; delle relazioni tra coppie sposate e giovani alla ricerca di senso nel campo di Auronzo. Nell’aria luccica la voce del che fare e come continuare. E si pensa già all’incontro verifica di Dosolo.

27 settembre 1998 – Bologna. Festa della Collina sui colli dell’Appennino, tra l’eremo e il santuario. Gli amici di Bologna hanno convocato attorno al tema del debito estero, che in occasione del Giubileo duemila si presentava con il titolo provocatore Rimetti i nostri debiti. Relatori famosi e meno; esperti e più esperti: Pier Luigi Castagnetti, europarlamentare – Stefano Zamagni, economista – Giuseppe Stoppiglia, presidente di Macondo – Mario Cavani, vice presidente Banca Etica – Claudio Avallone, direttore centro missionario – Ottavio Raimondo, direttore Editrice missionaria italiana. Il tempo inclemente non ha favorito le presenze. Con un pugno di uomini si può conquistare il forte.

30 settembre 1998 – Mestre/Pove del Grappa. Giuseppe chiude la sua attività di lavoratore dipendente. Francesco diceva: o frati, siate sottomessi a tutti. Per tutti, ad esclusione degli anarchici. Siate uomini liberi. Ed io credo che al fondo il buon Francesco, che Dio l’abbia in gloria, parlava di un’autorità che è servizio; e di una disponibilità all’ascolto, che anche allora forse era cosa stravagante e rara.
Padova. Si apre un Seminario internazionale di studio sui Modelli di pianificazione per uno sviluppo eco-sostenibile, sotto la direzione dei prof. Ivano Spano e Dario Padovan. La giornata si è aperta con un titolo suggestivo: La visione dinamica della realtà: dai sistemi fisici al sociale. Giuseppe Stoppiglia era stato invitato in qualità di uditore.

2 ottobre 1998 – Sant’Anastasio di Cessalto (Tv). Alberto Camata organizza una serata musicale con i Lagunablè al Petin e Petee, cui sono invitati gli amici della musica latino americana, e quanti amano i ritmi che esorcizzano gli zombi. Catia e Alberto, da poco rientrati dal Brasile, ricordano con affetto, senza ricostruire facili nostalgie.

4 ottobre 1998 – Dosolo (Mn). Si incontrano quanti hanno partecipato ai campi scuola di questa estate. Alla direzione della verifica ci stava il buon Gianni, coadiuvato dagli animatori, che hanno pure condotto i gruppi che si sono formati in base alla partecipazione ai campi. Gruppo per gruppo, con modalità diverse: pannelli, chitarre, sussurri, grida a squarciagola, tutti hanno presentato quanto elaborato in mattinata. Ci sono state critiche allo svolgimento, ci sono stati consensi, ci sono state pure delle proposte per il futuro; si è detto comunque di continuare, perché la cultura del narcisismo è tanto forte che specchiarsi nell’altro attutisce forse i danni della competizione e del parlarsi addosso.
La parrocchia di Dosolo, ed in particolare gli amici di Gianni, hanno preparato un pranzo delicato ed abbondante, che va annoverato tra le delizie della terra di Bengodi. Erano presenti giovani da Taranto, da Siena, dal Veneto, dalla Romagna.

7 ottobre 1998 – Stroppari di Tezze sul Brenta (Vi). Se tu la ricerchi nelle carte del medioevo, forse la ritrovi alla voce: bronchi; ma se chiedi oggi al passante, ti domanda se cerchi lavoro; se poi insisti allora ti indica la direzione. Dopo aver bucato la ruota, due della segreteria di Macondo ed un addetto stampa hanno cenato in casa di Carlo, Patrizia e Andrea, per non fare la figura dei lebbrosi che non si ripresentarono dopo la guarigione, e si beccarono la nota di richiamo. Il bambino Andrea, dopo alcuni attimi di reticenza, ha preso il controllo della situazione. Gli altri a tavola, per festeggiare la donazione dello studio in legno alla sede di Macondo da parte di Carlo Valle e della Prestige. Non ditelo al tarlo, e scrivetelo nel vento, che porta il sussurro della tortora ed il fruscio del serpente.

10 ottobre 1998 – Bassano del Grappa (Vi). La città di Bassano, la conferenza dei sindaci, la ULSS n. 3, nell’attività compresa nel progetto incontri sul volontariato, hanno proposto un convegno dal titolo complesso, incasellato in un riquadro perché non scappino le lettere mal pronunciate dal convegnista inesperto: Il dare e l’avere nell’auto-mutuo-aiuto. È un atto di buona volontà, rivolta a raccogliere quanti si dedicano al volontariato sul territorio, ed a far emergere le forze che hanno speranza nell’uomo; alla tavola rotonda, che concludeva la mattinata, sedeva pure Giuseppe Stoppiglia, che allargava il tema al rapporto tra i popoli.

11 ottobre 1998 – Ferrara. Don Piero Tollini a 77 anni lascia la parrocchia di Santa Maria di Borgo Punta, per ritirarsi a vita privata, come suol dirsi. Ed è vero che quando si abbandona una vita ufficiale, non sentirai più quelli che ti richiedono con sussiego; ma intanto tu resti quello che sei, e la tua presenza mantiene la stessa solidità di prima: affabile e tenue. Don Piero si porta dietro la simpatia degli amici che lo hanno seguito in questi anni; ed ha loro lasciato un libro, rosso; ardente come il suo carattere: gli anni di Borgo Punta.

14 ottobre 1998 – Castelfranco Veneto (Tv). L’associazione Gli altri siamo noi organizza un incontro con Dino Frisullo, giornalista scrittore, incarcerato in Turchia per aver manifestato in favore dei diritti umani; pare una cosa ridicola, eppure ad Ankara lo schiaffano dentro perché chiedeva in modo pacifico la libertà del popolo curdo. Lo stato è veramente una cosa seria, non ride mai; a meno che non sia un capo di stato che gli dia ragione; ma pure allora, solo in foto. All’incontro Giuseppe Stoppiglia, coordinatore sorridente.

18 ottobre 1998 РPezzoli Villadose (Ro). Per chi ci abita ̬ facile riconoscerlo, e magari si meraviglia che il cronista ponga tante coordinate; ma ̬ solo per documentare di quante attenzioni viene circondato un paese. Don Giuliano, il parroco, ha voluto organizzare una giornata missionaria, invitando don Giuseppe Stoppiglia; il quale ha parlato di quanto debba rivedersi (e magari ravvedersi) la missione per non essere la commissione che preconfezioni la parola e le buone opere. La parrocchia ha poi intenzione di costruire un legame solidale con un paese del Brasile, forse Alcoba̤a; e si vanno sollecitando i giovani per un viaggio in Brasile ed in America Latina.

20 ottobre 1998 – Rosà (Vi). All’interno di un percorso titolato: Un secolo in tasca, questa sera l’argomento sarà: Questa è casa mia! Che mi ricorda il ritornello della canzone: e qui comando io; che forse gli organizzatori (organizzatrici?) hanno voluto tralasciare, per non provocare l’ira di chi la casa se l’è costruita, ed il suo paese se l’è fatto. Il sottotitolo infatti recita: La convivenza interrazziale ieri e oggi. Relatori il prof. Emilio Franzina, docente di Storia contemporanea; e Giuseppe Stoppiglia. Da una parte il ricordo delle emigrazioni e le carovane del dolore; dall’altra le religioni che non educano alla tolleranza, e producono steccati. Ho voluto mettere questa frase, sicuramente tendenziosa, perché forse nella sua estemporaneità è un atto d’accusa ad un popolo cristiano, che non ha ancora bruciato la bandiera dell’ultima crociata.

22 ottobre 1998 – Casarsa (Ud). So che non dovrei riportare questa notizia; ma lo faccio un poco per il paese, che mi ricorda Pasolini; e per l’argomento: Il lavoro come espressione dell’Io solidale; era rivolto a dei sindacalisti. Ed è interessante riprendere il lavoro secondo questa categoria: la solidarietà; speriamo che l’occhio non cada nel settore della assistenza. Faceva da relatore Giuseppe Stoppiglia.

28 ottobre 1998 – Pezzoli (Ro). Don Giuliano apre un percorso di formazione per un gruppo di giovani, per costruire assieme a loro la speranza. Il programma si dipana su tre incontri preliminari: l’ascolto di sé; l’accoglienza dell’altro; l’incontro con Dio. Allo scopo ha invitato un esterno, un conferenziere come ai vecchi tempi, quando il sofista girava nei paesi del Mediterraneo per versare il suo scibile, e guadagnarsi il pane; e magari fermarsi come Apuleio da qualche parte per sposare la vedova ricca del paese invidioso. Il primo incontro è stato aperto da Farinelli Gaetano.

29 ottobre 1998 – Bastiglia. Il Comune di Bastiglia e l’assessorato alla cultura nella persona di Sandro Fogli hanno convocato la cittadinanza sul tema: Emergenza Chiapas. Anche se quel fuoco si è acceso all’inizio del 1994, resta pur sempre emergenza; perché è emergenza anche per noi che chiudiamo gli occhi ai segnali che ci vengono dagli orizzonti, oltre i nostri montarozzi. Ha tenuto la relazione Giuseppe Stoppiglia, che ha visto direttamente in Messico gli uomini ed il popolo che conduce quella lotta. Anche quest’anno diversi amici sono partiti per il Chiapas, come osservatori internazionali. La serata di oggi fa parte di una serie di incontri; nel prossimo incontro, che si terrà il 12 novembre 1998, sarà ospite Ettore Masina a presentare ben due libri: “Il volo del passero” e “Diario di un cattolico errante”.

30 ottobre 1998 – Vicenza. Partono per Roma i signori Burato, vincitori del terzo premio della lotteria Macondo, con il biglietto A1083. Non è il gratta e vinci della Carrà, e neppure il superenalotto… Pernotteranno all’hotel Fiori di via Nazionale, vicino alla Banca d’Italia. In occasione il governatore Fazio ha abbassato il tasso di sconto sui prestiti, per facilitare l’accesso alle spese del fine settimana.

1 novembre 1998 – Festa dei Santi. Pove del Grappa. Arrivano alla sede di Macondo tre amici da Modena: Nadia, Adriana e Pierluigi, che parte per il Brasile. Quando un fuoco s’accende, è difficile spegnerlo.

Gaetano Farinelli
insegnante di lettere
al liceo scientifico.
Componente la redazione
di Madrugada.
Risiede a Pove del Grappa